Anziano lasciato senza cibo “Si cucinava l’erba per mangiare”

La badante denunciata: dovrà rispondere di maltrattamenti e circonvenzione d’incapace. Sull’uomo, infermo, segni di percosse

Avarie

Nella sua casa di Cittiglio, dove quell’uomo di 81 anni si muoveva sulla sedia a rotelle, non c’era quasi più da mangiare e le medicine gli venivano date quando capitava.

Eppure dalle indagini svolte dalla polizia giudiziaria e durate un mese, l’uomo i soldi per il suo sostentamento li aveva. Ma chi doveva spenderli per il suo bene è accusato di averlo circuito. E non solo. Negli atti del pubblico ministero vi è anche molto altro: dalle ingiurie alle percosse, schiaffi e segni lasciati sul corpo di quella che a tutti gli effetti è l’ennesima vittima di maltrattamenti.

Quando le hanno notificato l’ordinanza di misura cautelare firmata dal gip, con cui le sono stati contestati i reati di maltrattamenti e circonvenzione d’incapace, la badante quarantenne, italiana, e domiciliata in un comune della valle, non ha detto nulla.

Per lei avevano già parlato gli appostamenti e gli elementi venuti a galla nel torrido luglio appena passato: il pm varesino Valeria Anna Zini ha chiesto al gip le misure cautelari dell’obbligo di dimora e del divieto dell’avvicinamento al suo “cliente”, l’uomo che da almeno tre anni accudiva con regolare contratto di assistenza domiciliare.

Gli investigatori hanno lavorato per diverse settimane gomito a gomito, come un vero “pool”.

Coordinati dalla procura, gli uomini della polizia locale del Verbano agli ordini del comandante Manuel Cinquarla assieme ai servizi sociali di Cittiglio hanno messo in atto una serie di accorgimenti per tenere d’occhio ciò che accadeva nel’abitazione dell’anziano, dopo che una serie di segnalazioni sono state fatte tempo addietro da alcuni conoscenti del pensionato.

Così, una volta che la badante tornava a casa, o usciva dalla dimora dell’assistito, entrava in azione il team.

Assistenti sociali, medici e agenti in borghese con varie scuse hanno potuto appurare le condizioni di vita in cui l’ottantunenne veniva lasciato: niente farmaci, niente cure, a volte niente da mangiare, tanto che in un caso gli investigatori si sono trovati di fronte alla scena di un pasto che l’uomo stava preparandosi mettendo a bollire dell’erba raccolta nel giardino di casa.
Elementi che non hanno lasciato adito ad altre valutazioni facendo scattare le misure cautelari e la denuncia.

Oltre a quelle che a tutti gli effetti si traducono in evidenze legate anche a referti medici che dimostrerebbero le percosse subite – che potranno divenire prove nel corso dell’eventuale processo penale e per la quale la donna è solo accusata – , il patrimonio dell’anziano era, secondo gli investigatori, nella totale disponibilità della donna, che lo utilizzava come meglio credeva. E proprio per questo motivo la seconda ipotesi accusatoria parla di circonvenzione d’incapace.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 07 agosto 2018
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  1. Scritto da lenny54

    Se la badante fosse stata straniera, quanta acqua per il mulino di Salvini!! E sono tante le notizie di badanti italiane che approfittano della debolezza degli anziani che “accudiscono”…Perche’ l’esimio ministro dell’interno non da’ i dati anche delle percentuali di reati commessi da badanti italiane e straniere?

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