Colori, caos caldo. E un’accoglienza genuina

I parrocchiani di Bosto sono arrivati a Vijayawada, prima tappa del viaggio che li porterà a incontrare i ragazzi adottati a distanza

Da bosto all’India: prima tappa

Seconda puntata – la prima “on the road” del viaggio in India di otto parrocchiani di san Michele Arcangelo di Bosto, intrapreso per incontrare alcuni bambini adottati a distanza. QUI l’articolo introduttivo.

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Da Bosto all’India: prima tappa 4 di 20

48 ore esatte dopo la partenza atterriamo a Vijayawada. I due voli interni, non previsti, li facciamo con la locale low-cost Indigo.
Low-cost ma hostess sorridenti e cordialissime, che qui la gentilezza non costa nulla.

Troviamo don Leone ad accoglierci all’aeroporto con i suoi collaboratori e ci immergiamo immediatamente nella realtà indiana: colorata, caotica e caldissima!
Siamo ospiti nella nuova sede della Diocesan Educational Society di Gunadala. Le nostre camera sono essenziali e pulitissime.
Dopo un paio d’ore di riposo ci avviamo verso la scuola di Assisi a Pamarru: entriamo nel salone dove veniamo accolti con un puntino sulla fronte e petali di fiori.

Da bosto all’India: prima tappa

Il salone è pieno di bambine che cantano: veniamo sopraffatti dalla commozione ed entriamo in sintonia con il clima festoso.
Al termine dello spettacolo le bambine vogliono stringere le nostre mani, ci chiedono il nostro nome e ci fanno ripetere il loro fino ad impararne la pronuncia esatta.

Rientrando verso la missione, ci fermiamo dalle suore di Madre Teresa di Calcutta che accolgono ragazze con problemi psichici o “difetti” fisici, abbandonate alla vita di strada dalle proprie famiglie.
Siamo stati colpiti dalla serenità e folgorati dal sorriso della madre superiora che ci ha accolto e accompagnato nella visita.
Ci ha spiegato che la struttura vive di Provvidenza, cioè di quello che viene donato loro quotidianamente da benefattori.
Abbiamo notato una lavagnetta appesa all’entrata del refettorio. Su questa lavagnetta sono indicati i pasti giornalieri con a fianco il nome dei benefattori di quel giorno; come a dare un segnale di condivisione, più che una semplice elemosina, viene anche data la motivazione del gesto:

Il compleanno di un bambino
La festa di un matrimonio
Un qualsiasi evento famigliare

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 agosto 2018
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