Dall’Europa i fondi per completare la ciclabile dell’Olona

Sono i 14 chilometri che mancano per collegare Castellanza a Stabio. Interreg premia la provincia di Varese anche per la gestione transfrontaliera dei rifiuti inerti

Avarie

Si chiama “Ticiclovia” – la realizzazione dell’ultimo tratto della pista ciclabile della Valle Olona – ed è uno dei due progetti Interreg accolti oggi, premiando il lavoro di progettazione e pianificazione della Provincia di Varese. L’altro è “Getri” e riguarda lo studio della gestione di rifiuti inerti nelle aree di confine.

VIABILITA’ DI CONFINE – Con 2.3 milioni di euro e 55 mila franchi svizzeri verrà completato il tratto di pista ciclabile “Della Valle Olona” che va dal confine si stato di Stabio a Malnate, passando da Bizzarone, Valmorea, Cagno e Rodero (in provincia di Como). Parte del tratto verrà poi finanziato con fondi frutto di opere di compensazione di Pedemontana. Si tratta di percorso lungo 14 chilometri che si snoda sull’asta del parco del Lanza e del Plis Rile Tenore Olona. Insieme alla risistemazione della ferrovia della Valmorea questo progetto rappresenterà un importante volano non solo dal punto di vista turistico, ma anche per sfruttare le potenzialità della viabilità dolce.

C’è la questione dell’incremento delle piste ciclabili in provincia di Varese e l’allacciamento alle principali direttrici di traffico sulle due ruote che arrivano da Nord: sono gli assi della grande tradizione cicloturistica, i percorsi Eurovelo che scendendo dalle vallate alpine e attraversando anche la Svizzera arrivano nella pianura Padana e la attraversano da nord a sud e da ovest verso est (famoso il “Vento” – Venezia Torino attraverso l’asse del grande fiume Po).

In realtà, in ballo c’è anche una fetta importante di viabilità di confine. Molte sono le aziende svizzere che si trovano alla fine del percorsod ella valle Olona, e tanti sono i lavoratori che potrebbero beneficiare di percorsi che consentono di compiere una parte o la totalità del tragitto sulle due ruote. Un’occasione che diventerà realtà nei prossimi anni. Partner di questo progetto sono: Provincia di Varese, comuni di Varese, Malnate e Valmorea, Commissione regionale trasporti del Mendrisiotto, Dipartimento del Territorio del Canton Ticino, Ente regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio.

INERTI DI CONFINE – Il secondo “via libera” per i progetti Interreg dove Provincia di Varese è capofila consiste nell’accogliemento del “Getri”, Gestione transfrontaliera trasporti rifiuti inerti intermodali. Qui si tratta di studiare le potenzialità del trasporto ferroviario per muovere inerti – cioè quei rifiuti frutto di demolizione dell’edilizia. Per questo sono stati stanziati 1,2 milioni e 392.000 franchi svizzeri.

I soggetti che partecipano a questo progetto sono l’Università Liuc di Castellanza, Regione Lombardia, Provincia di Como, dipartimento del territorio del Canton Ticino ed FFSS Cargo, le ferrovie svizzere dedicate al trasporto merci. Anche in questo caso è il confine ad essere al centro di una rivisitazione dei trasporti, col fine di sviluppare un modello che consenta per la gran parte del tragitto degli inerti di sfruttare la rotaia e solo per “l’ultimo miglio”, invece, impiegare la gomma, per favorire così pratiche rispettose dell’ambiente.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 09 agosto 2018
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