Dovete partire da Malpensa? Attenti ai parking che “scompaiono”

La questione è ri-emersa con il caso del parcheggio abusivo di Busto Arsizio: parcheggi improvvisati con poche garanzie. Che creano anche problemi ai paesi e alle città intorno all'aeroporto

parcheggio auto

C’è chi ha parcheggiato l’auto in un parking a lunga sosta e al ritorno si è trovato una multa fatta in tutt’altro luogo. E c’è chi ha trovato l’auto danneggiata durante lo spostamento da un punto all’altro. Chi arriva come viaggiatore a Malpensa, spesso, non lo sa: in agosto i parcheggi privati a lunga sosta possono diventare un bel problema, specie se ci si affida a operatori “improvvisati”.

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Per chi abita nella zona di Malpensa, invece, il problema è differente: a volte significa vedere il campo di fianco a casa o persino il cortile di un condominio che da un giorno all’altro si trasforma in un parcheggio a cielo aperto. «Quest’anno la situazione è migliore rispetto al passato» dice Stefano Bellaria, il sindaco di Somma Lombardo, cittadina molto “esposta” di fronte al problema, perché è la più vicina al Terminal 2.  «Già due anni fa siamo intervenuti con un nuovo regolamento, anche a tutela di chi opera in modo corretto, vale a dire la stragrande maggioranza degli operatori» puntualizza il primo cittadino. «Ad esempio le autorizzazioni per aree temporanee possono essere concesse a chi già opera durante l’anno: non ci si improvvisa del settore. Le aree devono essere recintate e pavimentate, non si può mettere le auto su un semplice prato». In passato non sono stati pochi i casi di parcheggi abusivi o con irregolarità finiti anche in indagini penali. E in alcuni casi gli operatori hanno fatto anche pressione sulla politica.

I Comuni vigilano appunto a partire dalle pratiche di attivazione: «Quest’anno non ci sono state richieste per l’utilizzo di aree aperte» spiega da Lonate Pozzolo l’assessore Luca Perencin, che ha la delega allo Sportello Unico per le Imprese. «C’era stata una manifestazione d’interesse per un terreno comunale, ma la destinazione urbanistica non era conforme, in quel caso. Poi c’è stata una richiesta di inizio attività per l’uso di capannone industriale, è stata fatta una verifica e sono state fatte alcune richieste all’operatore».

Come si diceva in apertura, il tema dei parcheggi riguarda tre fronti: occorre garantire la regolarità delle imprese (e quindi anche evitare concorrenza sleale), tutelare appunto i consumatori che si affidano – spesso senza piena consapevolezza – a imprese a volte scorrette, infine tutelare le comunità intorno all’aeroporto, con le strade “invase” dalle auto parcheggiate a casaccio. «È un tema su cui siamo attenti» spiega ancora l’assessore di Lonate. «Anche la Polizia Locale tiene gli occhi ben aperti per prevenire parcheggi sulle strade che tolgano spazio alla sosta».

Sia chiaro: al di là delle grandi aree allestite in modo illegittimo (come quella sanzionata a Busto), qualche episodio di parcheggio di auto in strada di tanto in tanto ancora si registra, nei paesi vicino all’aeroporto. Magari anche solo per far fronte a momenti di picco, ad esempio a ridosso del weekend in cui alcuni partono di sabato e altri rientrano alla domenica. A Ferno la Polizia Locale (dove ci sono anche due aree autorizzate) ha avviato le prime verifiche su veicoli in sosta su aree pubbliche, compreso il parcheggio dietro al municipio: «Sono attività complesse, perché richiedono di verificare se la stessa targa è affidata a un parcheggio privato».
Il sindaco di Somma Bellaria ammette che«qualche episodio può capitare nei periodi di agosto» ma rivendica il lavoro fatto per prevenire e per trovare strumenti per sanzionare: «Abbiamo ad esempio introdotto i divieti di sosta specifici in zona industriale, dove c’era molto spazio usato dai parcheggiatori. Per l’anno prossimo ragioniamo su dischi orari ad hoc solo per agosto, in alcune zone. E facciamo controlli, per questo dico che la situazione mi sembra migliorata».

Generico 2018
Uno dei punti controllati e fotografati nei giorni scorsi a Somma dal sindaco Bellaria

Ma se si trova un’auto in divieto, chi finisce nei guai? «In alcuni casi abbiamo identificato subito il parcheggio che le ha spostate, in altri casi vengono fatte multe al proprietario dell’auto, che poi ci segnalerà il parcheggio privato» dice Bellaria. Sarà interessante, a questo punto, capire dopo l’estate se ci saranno casi di questo tipo e se i multati (e i Comuni) riusciranno a smascherare i parcheggiatori privati che hanno fatto i furbi.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 10 agosto 2018
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