La tangenziale di Varese che “rovina” i conti di Pedemontana

La crescita a doppia cifra di traffico e pedaggi nei bilanci di Pedemontana viene limitata dalle performance della tangenziale di Varese. E nel 2018 Como supera Varese

pedemontana varese

C’è un elemento ricorrente tra le 136 pagine del bilancio di Pedemontana che rovina un po’ la festa: è la A60, cioè la tangenziale di Varese. La crescita a doppia cifra di traffico e pedaggi che si registra sul tratto della A36 e su quello della A59 (la tangenziale di Como) viene infatti piegato dai dati degli automobilisti varesini che continuano ad evitare di imboccare la Pedemontana.

Performance che migliorano, ma non abbastanza. Se infatti nel 2017 gli automobilisti sulla A36 sono cresciuti del 25% (con addirittura un +36% nel tratto tra Lomazzo e Lentate sul Seveso) quelli sulla tangenziale di Varese hanno registrato appena un +9%. Si è passati cioè da una media di 9.323 transiti al giorno nel 2016 a 10.124 mentre sull’omologa comasca il traffico è passato da 7.804 automobilisti del 2016 9.815 nel 2017 (+26%). Nei primi mesi del 2018 la crescita è ulteriormente rallentata e c’è stato addirittura il sorpasso di Como su Varese: 11.156 automobilisti al giorno nel primo caso (+17%) contro i 10.329 (+5%).

Il motivo è facile da intuire: a Varese l’alternativa a Pedemontana c’è. La vecchia SP57 che corre parallela alla tangenziale permette di coprire lo stesso percorso con un tempo leggermente maggiore ma risparmiando 1,05 euro a tratta (che salgono fino a quasi 2 euro per le altre categorie di veicoli). Una situazione che potrebbe cambiare solo con il completamento dell’opera, cioè con la realizzazione del secondo tratto che collegherebbe direttamente la Svizzera, o con l’annunciata abolizione del pedaggio.

secondo lotto pedemontana

E in questo senso il piano per l’abolizione dei transiti non si sa se e quando verrà attuato. Nella prima versione annunciata dall’ex governatore Roberto Maroni sarebbe dovuto scattare il 1 gennaio del 2018 con la nascita di Lombardia Mobilità ma poi c’era stato uno slittamento a giugno, data che è passata senza alcun cambiamento (e non è stata una sorpresa). E sicuramente anche per i prossimi anni i pedaggi si continueranno a pagare. Quando il Consiglio Regionale ha affrontato l’assestamento di bilancio è stata infatti bocciata la proposta del PD di creare un fondo da 1 milione di euro per rendere gratuiti i transiti dal 1 settembre a fine anno, un atto che i consiglieri della Lega hanno motivato subordinando l’avvio della gratuità al reperimento dei fondi per la realizzazione del secondo lotto di tangenziale. Una ricerca non facile dal momento che nel braccio di ferro all’interno del governo per il completamento delle grandi opere, oltre alle più celebri TAV e TAP è finita anche la Pedemontana.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 12 agosto 2018
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