Stazioni, il Comune va avanti: “C’è una convenzione con lo Stato”

L'amministrazione confida nella correzione del provvedimento quando a settembre arriverà alla Camera. Il sindaco: "dopo quello che hanno detto per tutti questi anni davvero la Lega intende bloccare i 18 milioni per Varese?"

piano stazioni

Sul piano di riqualificazione dell’area stazioni, nonostante la tempesta che incombe sul progetto, il sindaco Galimberti e i due assessori che lo accompagnano sembrano ostentare una certa serenità.

Il primo motivo è che il sindaco stringe in mano il contratto firmato con lo Stato che ne garantisce i fondi «e mi rifiuto – dice – di credere che siamo arrivati al punto in cui i contratti possono essere cancellati con questa leggerezza».

Il secondo motivo, invece, è prettamente politico e lancia la palla direttamente nel campo leghista: «dopo quello che ci hanno raccontato in questi decenni davvero il Governo della Lega come primo provvedimento intende bloccare 18 milioni di euro destinati da Roma a Varese?».

La vicenda è quella esplosa martedì 7 agosto quando si è diffuso il contenuto del provvedimento mille proroghe approvato dal Senato che contiene un emendamento di proposta governativa che blocca per due anni i finanziamenti destinati ai progetti approvati in 120 città d’Italia, tra le quali anche Varese. (TUTTA LA VICENDA QUI)

davide galimberti roberto adamoli andrea civati

Galimberti e gli assessori Civati e Molinari hanno improvvisato una conferenza stampa per fare il punto sulla vicenda decisa, spiegano, anche sull’onda dell’intervista apparsa stamattina su La Repubblica a Renzo Piano nella quale il senatore a vita chiede al Governo e al Parlamento di fare marcia indietro sulla decisione.

«Ho in mano la convenzione tra il Comune di Varese e la presidenza del Consiglio registrata alla Corte dei Conti – spiega il sindaco Galimberti -. Non può esserci un atto più autorevole, certo ed ufficiale e se si mettono in discussione anche questi atti vuol dire che non si è in grado di occupare certe posizioni. Noi in forza di questo documento, che tutt’ora è valido, andiamo avanti. Abbiamo pubblicato il bando per l’esecuzione dei lavori e nelle prossime settimane proseguiremo con le attività amministrative previste».

Sull’iter della legge che potrebbe bloccare per due anni i finanziamenti il sindaco spiega di aver sentito tutti i parlamentari del territorio trovando sostegno e comprensione nella speranza di un correzione alla Camera: «c’è un movimento trasversale per far cambiare idea al Governo, gli unici che tacciono sono i leghisti».

«Abbiamo già speso 500mila euro in progettazione – spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati – e ci sono privati e altri enti che hanno già previsto grossi investimenti connessi a queste opere come è possibile rinviare tutto? Come è possibile bloccare per due anni un progetto già fatto che promette di dare risposta ai cittadini sulla loro richiesta di sicurezza, lotta al degrado, attenzione ai luoghi centrali della nostra città?».

L’amministrazione varesina si rende disponibile, nel caso non ci sia un dietrofront sulla decisione, ad aderire alla proposta di Renzo Piano per organizzare un “Periferie Pride” di protesta.

«Bloccare questo progetto non significa bloccare delle “grandi opere” ma la riqualificazione di luoghi che servono alla città e ai cittadini come il centro anziani che è previsto – spiega l’assessore Roberto Molinari -. Significa bloccare la creazione di luoghi di incontro e una città vive solo se sa offrire occasioni di incontro fra le persone».

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 10 agosto 2018
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