“Tempesta” sull’Eremo, ma il turismo non si ferma

"Santa Caterina" resterà aperta tutto agosto, senza nessuna interruzione. I frati attendono di prendere il posto degli Oblati che l'hanno gestita per vent'anni e ora non vogliono lasciarla

Uno scorcio dall\'Eremo

«L’Eremo di Santa Caterina del Sasso resterà aperto tutto agosto, così come l’ascensore che permette di accedervi».

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Un eremo da urlo 4 di 18

Cristina Riva, assessore alla cultura della Provincia di Varese, sgombra il campo da dubbi e polemiche e sottolinea che non ci saranno disagi per turisti e visitatori che si recheranno nel monastero sulle sponde del Maggiore durante l’estate: «Saranno chiusi i due negozi, ma non il complesso dell’Eremo».

Una dichiarazione che risponde ai diversi interventi apparsi in questi giorni sui giornali da parte di consiglieri provinciali e regionali che parlano di “penalizzazione del luogo”. Negli ultimi tempi sono state molte anche le domande di cittadini che si stanno chiedendo cosa succede all’Eremo. Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro e spiegare una situazione complessa che si trascina dal mese di marzo.

SCADE LA CONVENZIONE, MA GLI OBLATI NON SE NE VANNO

La vicenda inizia a gennaio 2018, quando il Presidente della Provincia Gunnar Vincenzi insieme alla Diocesi di Milano e a Monsignor Franco Agnesi (all’epoca vicario episcopale della zona di Varese), annunciano che l’Eremo di Santa Caterina del Sasso avrà una nuova gestione: agli Oblati di San Benedetto subentrano i frati dell’ordine religioso della Fraternità Francescana di Betania.

Il cambio di gestione sarebbe dovuto avvenire entro il 29 marzo 2018, ma non c’è ancora stato: allo scadere della convenzione l’Associazione degli Oblati di San Benedetto ha deciso di non andarsene e intraprendere le vie legali contro la decisione della Provincia, impedendo di fatto l’arrivo dei Frati.

«Abbiamo saputo della loro decisione pochi giorni prima della conferenza stampa, nessuno è venuto a parlare con noi – spiegano gli oblati -. Gestiamo questo posto da anni in tutti i suoi aspetti e non siamo d’accordo con la scelta della Provincia. Abbiamo chiesto più tempo per il trasloco e non ci è stato dato, chiediamo più rispetto per il tempo trascorso in questo luogo al servizio delle persone di fede».

Dall’altra parte però, la Provincia spiega: «Li abbiamo avvisati sei mesi prima della scadenza della convenzione, come richiesto per legge. Abbiamo aspettato altro tempo, ma poi abbiamo dovuto emettere un’ordinanza per chiedere la chiusura dei negozi dal 15 agosto e il trasloco entro il 31 ottobre». Una situazione quindi che si è trascinata fino al periodo di maggiore affluenza all’Eremo, ma che non impedirà ai turisti di visitarlo o di avere informazioni: «Il punto di accoglienza della Provincia sarà aperto, i turisti non resteranno senza informazioni», sottolinea Cristina Riva.

IL CAMBIO DI GESTIONE, PERCHE’?

L’Eremo di Santa Caterina del Sasso è stato acquistato dalla Provincia di Varese nel 1970 dal Beneficio parrocchiale di Leggiuno. Dal 1986 al 1996 è stata gestita dai Frati Domenicani, mentre l’associazione laica degli Oblati di San Benedetto vi subentra nel 1996. Quest’ultima è formata da una comunità di sei persone, laiche appunto, che si ispirano alla regola di San Benedetto “Ora et Labora”. Si tratta di un’associazione non riconosciuta dalla Chiesa come ordine religioso e priva di un rappresentante religioso al suo interno.

La Provincia di Varese e la Diocesi di Milano, allo scadere della convenzione per la gestione dell’Eremo, hanno quindi scelto una comunità di religiosi, cioè riconosciuta come ordine religioso dalle autorità ecclesiastiche: «Vogliamo che l’Eremo torni ad essere un vero centro di spiritualità e di accoglienza religiosa, così come è nella sua natura, senza dimenticare l’importanza storica e turistica del luogo», spiega l’assessore provinciale Riva.

LA MESSA

La messa all’Eremo è sempre stata assicurata (ogni domenica, alle 16.30) grazie ai Padri Passionisti di Caravate che giungono all’Eremo in occasioni delle celebrazioni eucaristiche. L’arrivo dei Frati assicurerebbe una presenza religiosa costante, momenti di meditazione per i pellegrini e di liturgia. Va sottolineato che gli Oblati hanno sempre accolto i fedeli e i pellegrini negli anni della loro gestione dell’Eremo.

GLI OBLATI, DAL 1996 ALL’EREMO

Gli Oblati di San Benedetto vivono all’Eremo di Santa Caterina del Sasso da oltre vent’anni, dal 1996. Come si legge nell’ultima convenzione con la Provincia di Varese, datata 15 gennaio 2014, a loro spettava: accoglienza ed accompagnamento dei pellegrini e dei visitatori in quattro lingue; servizio di centralinista tutto il giorno per informazioni; pulizia alla chiesa; servizio ai turisti dei negozi; piccoli interventi di manutenzione e periodico giro di custodia; la pulizia generale dei cortili, vetri e pavimenti; controllo dei servizi igienici con pulizia frequente durante le giornate; raccolte rifiuti; manutenzione e cure delle piante e di fiori; apertura e chiusura dell’Eremo.

Inoltre, la Provincia con la convezione del 2014 si impegnava a versare all’assocazione degli Oblati di San Benedetto un contributo di 25 mila euro l’anno per far fronte alle spese per le aperture degli spazi pubblici, oltre ad un contributo una tantum di 130 mila euro erogato a fronte delle spese sostenute dagli Oblati fino a quel momento (stimato dall’associazione in 386.495,41 euro).

Altra fonte di reddito per l’associazione sono le entrate dei negozi, dove è possibile trovare oggettistica sacra ma anche ceramiche e liquori confezionati dagli stessi Oblati nei laborati dell’Eremo.

GLI ORARI DI APERTURA E GLI SPAZI DELL’EREMO

Uno dei punti più dibattuti per un luogo con un valore turistico come quello di Santa Caterina del Sasso, con 200 mila visitatori all’anno, sono gli orari di apertura del complesso al pubblico e le aperture serali dell’Eremo.

La convenzione del 2014 prevedeva cinque aperture serali dell’Eremo in un anno. Per quanto riguarda gli orari invece prevedeva l’apertura dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 nel periodo autunno- inverno, compreso il periodo dal 23 dicembre al 6 gennaio; dalle 9 alle 12 e delle 14 alle 18 durante il periodo primaverile e l’orario continuato dalle 9 alle 18 dal 15 giugno al 15 settembre, con eccezione della chiesa, chiusa dalle 12 alle 13 e 30.

Secondo quanto siamo riusciti a ricostruire, l’apertura con orario continuato ha avuto un breve periodo di sperimentazione ma non è mai stato portato avanti, probabilmente per difficoltà da entrambe le parti.

La nuova convenzione prevederebbe novità dal punto di vista gestionale della struttura sotto diversi aspetti e l’apertura di altri spazi dell’Eremo di Santa Caterina, oggi chiusi al pubblico, come annunciato a febbraio.

Inoltre, a disposizione dei religiosi verrà messa Villa Maga, attualmente inutilizzata, mentre torneranno probabilmente nella piena disponibilità della Provincia sia la Foresteria sia la piccola bottega alle Cascine del Quicchio.

Il “Ristoro e la Locanda dell’Eremo” sono invece gestiti da La strada dei Sapori.

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 09 agosto 2018
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Commenti

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  1. apetraccone
    Scritto da apetraccone

    Manca un dettaglio non trascurabile…. chi ha riscosso e incassato le offerte dei fedeli fino ad oggi?

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