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Ore 10.59.30
Giorno
04/06/07
Confesercenti: "250mila mq di ipermercati in più, la fine del piccolo commercio"
Gemonio - La Confesercenti tuona, il sindaco minimizza e i consiglieri di minoranza lottano "perché almeno si riduca l'impatto sull'ambiente". Storia dei primi effetti del regolamento regionale
Fatto il regolamento, trovato il centro commerciale

È di solo due giorni fa la conferenza stampa della Confesercenti che esprimeva preoccupazione per il nuovo regolamento regionale sulle grandi aree commerciali, e già l’associazione ha da citare esempi concreti di tentativi di sdoganare "in extremis" ipotesi di aree simili nella nostra Zona: l’associazione segnala infatti il riavvio di un vecchio progetto (le prime notizie sono di dieci anni fa) per un centro commerciale che dovrebbe occupare l'area direttamente adiacente alla chiesa romanica di S.Pietro a Gemonio, una straordinaria costruzione del XI secolo, che è monumento nazionale.

A parte la collocazione dell'area, proprio a ridosso della splendida chiesa (che verrebbe anche parzialmente nascosta dalla nuova costruzione)   nella strada che proviene da Besozzo verso l'incrocio con la strada provinciale Varese - Laveno, secondo la Confesercenti «Sarebbe, questa, una decisione nefasta, che colpirebbe al cuore il commercio, non solo del comune di Gemonio ma di tutta l'area. In poco più di otto chilometri sono insediate numerose strutture di grande distribuzione e numerose sono quelle da anni in discussione o in progettazione (come ad esempio Gavirate), basterebbe questo per dir no a questa eventuale realizzazione» scrive la Confesercenti in un comunicato «La piccola e media impresa commerciale ha già pagato un alto prezzo   per il continuo proliferare di Iper, i consumatori, sopratutto le fasce più deboli sono stati privati dei servizi minimi per il proprio approvvigionamento».

Quella di un centro commerciale in quell'area è una storia lunga dieci anni. Il progetto iniziale era, inizialmente, molto più ampio, ma ostacoli burocratici e questioni legate alla società (che aveva subito anche un fallimento) l'avevano messo in un "binario morto", e i termini per la presentazione della domanda erano nel frattempo scaduti. Il nuovo regolamento regionale invece potrebbe consentire di dare vita di nuovo a questo progetto, che proprio in queste settimane stava riprendendo quota.

«L'ultimo incontro con il sindaco e il vicesindaco, su questa questione, era stato fatto intorno alla metà di luglio» spiega Mario de Angelis, consigliere di minoranza a Gemonio «Da questo incontro sappiamo che doveva essere presentato all'ufficio tecnico del comune un nuovo progetto dettagliato, da parte di una nuova impresa, per il centro commerciale. A noi, intanto, hanno illustrato il progetto di massima: abbiamo compreso così che  l'ipotesi stava decisamente ricominciando a "marciare". Il progetto è in dirittura d’arrivo: l’unico nostro impegno può essere quello di cercare di ottenere il minore impatto ambientale possibile: Se non ci sarà possibile in sede comunale, ci proveremo attraverso altri enti. In fondo la chiesa di S.Pietro è un monumento nazionale..».

Il progetto non è dei migliori, a quanto pare, dal punto di vista architettonico: è stato descritto come una specie di capannone che dista 20 metri dalla chiesa monumentale, dell'altezza di circa tre metri e mezzo, quattro. La dimensione di tale centro commerciale sarà  una via di mezzo tra i "Brianzoli" di Cittiglio e il "Centro commerciale Valcuvia", entrambi a pochi chilometri. Dell'impresa è noto poco, tranne che probabilmente è di Luino.

Il vicesindaco del comune di Gemonio, Guelfo Ravani, tende però a minimizzare il problema: «Una richiesta e il relativo progetto sono stati presentati al nostro ufficio tecnico circa 4 giorni fa» ha confermato «Ma non sono stati ancora, comprensibilmente, esaminati. Vorrei però innanzitutto smentire che si tratti di un "megacentro" come qualcuno sostiene: il centro proposto non sarebbe affatto di grandi dimensioni. Inoltre, quella di un centro commericale in quella zona era un'ipotesi in discussione da anni, da quando era stata fatta la precedente richiesta. Come pubblici amministratori, noi preferiremmo che lì non sorgesse nulla: tra l'altro nel corso degli anni sono sorti intorno a noi molti altri centi commerciali che rendono meno interessante un'ulteriore, simile offerta. Ma la società richiedente ha un diritto acquisito a questo proposito: Noi ci muoveremo in modo che l'inserimento del nuovo centro sia compatibile con l’ambiente circostante»

Insomma, quello che i cittadini di Gemonio credevano di avere scampato quando la ditta prcedente aveva fatto scadere i termini per portare avanti il progetto, ora sembra che si ripresenti sotto un'altra forma: un supermercato di dimensioni più limitate, ma sempre "con vista" su monumento nazionale. E, poichè risponde ai requisiti del nuovo regolamento regionale, realizzabile anche a partire da questo stesso anno.

Stefania Radman

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