Chi l'avrebbe mai detto che Busto Arsizio avrebbe potuto rivelarsi come
Torino, e fare da ipotetica patria per l'automobile del futuro?
Eppure l'automobile "made in Busto" è già stata presentata proprio all'ultimo
salone dell'auto di Torino, e ha ordini per quasi 1500 unità. A idearla, e ora a
commercializzarla, è stato Sandro Toffoletto, 35 anni di Lonate Pozzolo, che fino al 1998
era dirigente di una azienda meccanotessile e che ora è azionista di una delle dieci
aziende dell'"incubatore" del Polo Scientifico Tecnologico Lombardo.Nella
struttura allinterno dellex fabbrica Cantoni, che accoglie i primi passi di
aziende promettenti dal punto di vista dellinnovazione tecnologica dei loro
prodotti, è infatti ospitata la Technolab, una azienda di automazione industriale che ha
realizzato una city car del tutto rivoluzionaria. La piccola macchina, omologata per due
persone, sta interessando le amministrazioni pubbliche di tutta Italia grazie alla sua
meccanica: due dei modelli principali hanno infatti un motore elettrico e uno
"ibrido". Le autovetture di quel tipo hanno insieme un motore elettrico e
uno a scoppio: questultimo serve non a viaggiare quando lelettricità è
finita, ma a ricaricare la batteria, tornando a far viaggiare elettricamente la city car
una volta ricaricata elettricamente. Un'idea che è piaciuta molto agli enti pubblici,
Poste Italiane in testa.
"Quella di rivolgersi innanzitutto agli enti pubblici e alle aziende è una scelta
strategica voluta - spiega Sandro Toffoletto - unauto elettrica ha bisogno
innanzitutto di infrastrutture, come ad esempio le colonnine per la ricarica, che solo le
aziende possono avere convenienza ad installare. Poi, quando il mezzo prenderà piede,
allora anche i privati potranno con più facilità farne uso
"
Chi sono stati i primi clienti ad interessarsi al mezzo?
"Società di parcheggi. Nelle grandi città, la prospettiva di parcheggiare la
macchina e noleggiarne una di quelle che possono girare dappertutto è stata considerata
interessante. E interessato anche il comune di Firenze, per avere un parco macchine
ecologico, e infine anche le Poste Italiane"
Ma dovè il "Lingotto" di Busto Arsizio? Come vengono
materialmente realizzate le auto?
"Vengono realizzate alla stessa maniera degli scooter: assemblando i diversi pezzi
realizzati in aziende diverse, per lo più del nord Italia".
Bello: come costruire una macchina senza avere unindustria. Ma lei si è
sempre occupato di meccanica?
"A dire la verità sono socio di una azienda meccano-tessile, perciò meccanica sì
ma non in questo ramo. Diciamo che è stata un intuizione: mi è sembrato un settore che
poteva essere interessante e ho provato. Pensi che tutto è iniziato rifiurtando di
lavorare nella tessitura di mio padre...."
Cioè?
"Semplice. Quando ho finito di studiare, mio padre mi ha chiesto se avevo intenzione
di rilevare l'azienda, e io gli ho detto di no. Così lui l'ha venduta e io ho cominciato
una carriera manageriale: sono stato per due anni dirattore di produzione di una azienda
tessile, poi ho lavorato al Centro Tessile Cotoniero, e già che c'ero insegnavo a tempo
perso all'Itis. Poi sono diventato direttore generale di una azienda meccanotessile, da
cui me ne sono andato per incomprensioni con la proprietà, costituendo di fatto una ditta
a loro concorrente, la Hi-tex di Lonate Pozzolo. Siamo partiti con 300 milioni, ora
fattura 30 miliardi l'anno"
Però, una vita piena e fortunata...
"E pure condensata in soli sette anni: Io ora ho trentacinque anni, quando ho
cominciato la mia vita lavorativa fuori di casa ne avevo ventotto"
E come mai è qua all'Incubatore del Polo Scientifico
Tecnologico Lombardo?
"sono stato uno dei primi a farne richiesta, quando ho saputo della sua nascita. E'
un luogo ideale per far partire un'idea"
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