| Riceviamo e pubblichiamo L'Italia
come l'America. E a farne i conti è il mondo dell'artigianato e della piccola impresa che
da tempo giocano il ruolo di veri e propri "ammortizzatori" dell'impatto
immigratorio sull'economia locale, territoriale e nazionale. Un impegno -
"delegato" dal Governo alla piccola imprenditoria - che è fatto di numeri.
Numerosi, infatti, sono i settori che dipendono e, si suppone, dipenderanno sempre più
dall'impiego di extracomunitari: i comparti edile e metalmeccanico, in Provincia di
Varese, ne assorbono in percentuale il 34,5%. Seguono il chimico, il tessile, le imprese
di pulizia e il legno. Senza dimenticare, poi, che nel Centro-Nord gli extracomunitari
nuovi imprenditori, iscritti agli Albi delle imprese artigiane, raggiungono percentuali
che vanno dal 10 al 30%. In Provincia di Varese, su un totale di 22.872 aziende, 548 (il
2,39%,) hanno titolari o soci extracomunitari appartenenti a 44 Stati diversi. Numerosi
gli imprenditori brasiliani (20), egiziani (16), libici (39), argentini (54), cinesi (37),
tunisini (27) e yugoslavi (59). I cittadini stranieri residenti sono 16.948. Il settore di
attività degli avviati interessava, nei primi mesi del 1999, le imprese classificate
nell'industria (per il 62,6%) e il terziario (per il 34%).
Il mondo della piccola imprenditoria, quindi, si dimostra
preoccupato: chiede un controllo dei flussi migratori e un coordinamento, da parte di
Stato, Regioni ed Enti locali, delle esigenze di ingresso nel mercato del lavoro con la
domanda che proviene, effettivamente, dalle piccole e medie aziende. Chiede che il
territorio, mediante la collaborazione delle sue forze produttive, associazionistiche e
politico/sindacali, sia direttamente coinvolto in decisioni che dimostrano di avere un
peso rilevante sulla buona salute dell'economia non solo locale. Infatti i residenti
extracomunitari in Italia, dal 1° gennaio 2000, sono 1.270.553 con una variazione in più
del 13,8% rispetto al 1999; il 33,1% vive nelle regioni Nord-Occidentali. E ancora: agli
immigrati si deve la crescita, in percentuale, della popolazione residente in Italia (+
0,1%); tra il 1993/1999 i nati stranieri sono stati oltre 86mila.
"Conosciamo il problema della scarsissima
disponibilità di manodopera" - sottolinea Giorgio Merletti, Presidente
dell'Associazione Artigiani della Provincia di Varese - "e sappiamo, inoltre, che
oggigiorno la povertà di specializzazione, a maggior ragione in alcuni settori, non può
che penalizzare le imprese. Pensiamo solo ai saldatori: si va in Romania perché l'Italia
non è in grado di offrirceli e si prosegue nel condurre missioni all'estero nella
speranza di trovare quelle risorse umane che mancano nella nostra nazione e nella nostra
provincia. Con la costituzione di corsie preferenziali per gli artigiani, piuttosto, si
potrebbero avvantaggiare gli imprenditori che assumono stranieri nella corsa burocratica
per l'ottenimento dei permessi di soggiorno, senza alcuna penalizzazione nell'orario di
lavoro e nei costi da sopportare. Volenti o nolenti, si dovrà attingere comunque dalla
forza immigrata perché, dobbiamo ammetterlo, ci sono ormai compiti che nessuno vuole più
svolgere: addirittura si parla, a livello nazionale e generale, di oltre 50mila posti
disponibili per i quali, però, è impossibile trovare anche un solo disoccupato
interessato".
Irremovibile l'Associazione Artigiani per quanto riguarda
le richieste al Governo: non è possibile, infatti, che dal momento in cui si vuole
occupare un extracomunitario in azienda passino ben otto mesi. I tempi burocratici sono
troppo lunghi, ed è per questo che sarebbero utili strutture di collocamento nei Paesi
d'origine con il controllo diretto da parte delle Regioni, nell'ottica federalista, dei
flussi migratori. L'associazionismo, da parte sua, è pronto a scendere in campo per poter
superare l'ingessatura legislativa italiana e far aprire gli occhi a chi crede che il
lavoro extracomunitario regolare sia tuttora episodico o marginale. Per questo si è
giunti alla conclusione di voler costituire un "Tavolo" permanente di confronto,
di approfondimento e di elaborazione sulla tematica dell'immigrazione extracomunitaria e
delle sue relazioni con le micro e piccole imprese e i loro sistemi territoriali. Inoltre,
sarebbe utile comporre un "team" di processo sul tema "Integrazione e
Interazione" con la partecipazione attiva del sistema Confartigianato. Sistema che è
pronto ad aprire, in settembre, 15 Sportelli di assistenza e informazione presso le
proprie Associazioni Territoriali maggiormente interessate dal fenomeno immigrazione. Sul
proprio Sito Internet, inoltre, verrà promosso un network in cui verranno raccolte le
esperienze di selezione e formazione dei lavoratori immigrati.
Conclude il Presidente Merletti: <Dobbiamo concentrare
la nostra attenzione sulle qualità di chi valica i confini e si trova ad operare nelle
nostre imprese: pensare alla tragedia che ha colpito la famiglia Varacalli ci servirà. In
secondo luogo riconsideriamo il passato della nostra Provincia che è terra dove la
xenofobia, l'avarizia e la grettezza sono cancellate dalla volontà e dalla generosità.
Terzo: speriamo che il controllo dei flussi da parte del Governo (semmai ci sarà) non si
trasformi in un'altra "bugia" come lo è stata la legge sull'apprendistato>.
|