Ha pochi giorni il regolamento di giunta sulla disciplina del commercio nella
regione Lombardia e la Confesercenti reagisce duramente:
troppo grande è per loro la preoccupazione che alcuni passaggi del testo possano di fatto
concedere l'apertura di nuovi ipermercati, anche nelle nostre zone."Il provvedimento (il n.3/2000 del 25 luglio, n.d.r.) prevede la
concessione, per i primi 12 mesi di entrata in vigore del regolamento, 252.000 metri
quadri circa in più in tutta la Lombardia destinati a grandi strutture commerciali:
significa che in provincia di Varese ci stanno, in teoria, altri 3 iper" spiega il
presidente di Confesercenti Antonio Simonetto
(nella foto sopra).
In teoria: perchè per farci star un nuovo ipermercato bisogna avere
la licenza in tasca secondo la delibera di Giunta, e ci sono solo sei mesi di tempo prima
della scadenza dei termini perche i comuni possano approvare eventuali varianti ai
piani regolatori che prevedano delle aree commerciale, altra condizione necessaria
per la regione per approvare le nuove costruzioni. Un pò pochino per chi si fa venire in
mente adesso l'idea... "guardi può anche metterlo per iscritto" continua il
presidente Simonetto "per me nel cassetto della Giunta ci sono già le licenze
pronte. Una simile decisione non può che essere stata presa sapendo chi si andava a
favorire"
La "simile decisione" di cui fa riferimento il presidente
della confesercenti varesina rappresenta, di fatto, un voltafaccia della Regione
Lombardia, secondo ciò che sostiene la Confesercenti: "Nella stesura proposta prima
della scadenza elettorale le disponibilità erano ridotte sottraendo le superfici delle
grandi strutture già autorizzate ma non ancora attivate - spiega una nota della
confesercenti - Ora si è invece tornati alla stesura iniziale. Le prime stesure erano in
forma di progetto di legge ai sensi di quanto previsto dalla L.R. n. 14 del 26.7.1999,
Art. 3, ora si è proceduto a riformulare il testo sotto forma di regolamento in modo da
consentirne lapprovazione da parte della Giunta Regionale. Ciò è avvenuto senza il
coinvolgimento di nessuna delle parti interessate (Associazioni di categoria, Comuni,
Province)"
La procedura adottata è, per la Confesercenti, perlomeno
discutibile: tant'è vero che "stiamo valutando lipotesi di presentare un
ricorso al TAR" ci dicono all'associazione. E' in particolare il procedimento
adottato, e il fatto che avessero promesso di discuterlo in consiglio regionale mentre
dopo le elezioni l'hanno imposto con un regolamento di giunta , ciò che impensierisce di
più la Confesercenti.
"Le unità territoriali sono individuate evidenziando una
preoccupante ignoranza del territorio regionale per cui nella stessa unità vengono
compresi Comuni divisi da passi alpini di 2000 metri chiusi nella stagione invernale e
altre amenità simili e comunque le 21 unità individuate non rispecchiano la realtà dei
bacini di utenza commerciale presenti sul territorio regionale. - spiega Gianni Lucchina,
funzionario dell'associazione di commercianti - Gli obiettivi in termini di
dimensionamento complessivo sul territorio regionale delle Grandi Strutture di vendita
sono determinati attraverso un raffronto puramente matematico con le realtà spagnola,
francese e tedesca. su dati raffrontati che risalgono al 1996, anno dopo il quale sono
state attivate molte nuove Grandi Strutture di vendita che però nel calcolo non sono
state considerate. Alla fine l'ampliamento previsto della presenza di ipermercati sul
territorio regionale è pari al 58,9% dellesistente".
Un ulteriore colpo al commercio minuto, secondo la Confesercenti.
Che potrebbe interessare anche la nostra provincia: ci sono sei mesi di tempo per capire
quali comuni, e quali imperi commerciali, stanno eventualmente lavorando per sbarcare nel
varesotto.
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