La
Canottieri Varese esiste dal 1927. Una storia importante, con alti e bassi nelle sue
vicende agonistiche; una presenza costante tra le istituzioni sportive della città. Fasti
e gloria di un tempo che fu è possibile ancora rinvenirli andando alla Schiranna, nello
stabile imponente, rossiccio e un po' scrostato, dove gli atleti amanti di questo sport si
ritrovano per gli allenamenti e per stare insieme. All'interno
moltissimi trofei e ricordi appesi alle pareti, ma anche tanti ragazzi, alcuni
giovanissimi, che stanno per uscire. Il lago è proprio lì di fronte, placido e
tranquillo, pronto ad accoglierli con le loro imbarcazioni.
Nel grande salone del club il presidente Franco Ruspini parla con i tecnici e
scherza con i ragazzi. Grande appassionato e atleta, Ruspini (nella
foto sotto) è al timone della società dal 1986.
Presidente
quanti sono gli atleti iscritti alla Canottieri?
«Tanti. Almeno 60, che vanno dai 12 anni ai 28 anni, se parliamo dell'attività
agonistica. A livello nazionale i nostri ragazzi vanno bene, abbiamo raggiunto il settimo
posto al festival di Chiusi, su 100 società partecipanti. Ma l'attività di club molto
forte è quella sportiva non competitiva , il Voga Club, un corso per amatori che si tiene
la sera e nei week end. Chi vuole avvicinarsi a questo sport e illudersi di essere atleta
qui trova l'ambiente ideale, una preparazione atletica seria e uscite in acqua con tecnici
preparati. Il 2 settembre si riprende questa attività, preparazione e canottaggio per
tutti. Questa è l'attività che io vorrei migliorare».
Se un ragazzo volesse intraprendere una carriera sportiva
nella Canottieri cosa deve fare, a chi deve rivolgersi?
«Da noi funziona molto il passaparola. I ragazzi che vengono nel nostro centro ne parlano
agli amici, c'è una comunicazione informale che funziona molto bene. Poi una mano ce la
dà anche il Varese Corsi che raccoglie le preiscirizioni. Non bisogna dimenticare
che i ragazzi che vengono da noi sono molto motivati perché devono pagarsi il corso».
Che
tipo di preparazione richiede uno sport come il canottaggio?
«È uno sport complesso, di fondo, che richiede un'accurata preparazione atletica. I
nostri atleti hanno a disposizione una palestra interna, e una piscina. Impegna
normalmente 2 ore al pomeriggio, ma nei periodi di gara gli allenamenti si intensificano,
2 volte al giorno, compresa la mattina presto».
Quali sono i maggiori problemi che una società come la
vostra si trova ad affrontare?
«Senz'altro la mancanza di risorse. La Federazione non ha soldi, e la mancanza di sponsor
è una delle note dolenti. L'unica nostra salvezza è la pubblicità. Noi organizziamo due
o tre gare l'anno, in occasione delle quali facciamo delle pubblicazioni nelle quali
inseriamo degli sponsor. Queste entrate, sommate alle sottoscrizioni dei soci, ci
consentono di mantener viva la società»
Che tipo di
rapporto avete con il Lago, oltre naturalmente a quello sportivo?
«Nel nostro statuto esiste un articolo dedicato alla salvaguardia del Lago. La Canottieri
ha più volte denunciato principi d'inquinamento dovuti ai lavaggi abusivi di cisterne.
Ora è da qualche tempo che non accade più, ma noi siamo sempre all'erta. Siamo
consapevoli che il lago è una ricchezza in tutti i sensi ed è indubbio che un suo
risanamento possa creare un circolo virtuoso anche per la nostra società»
Recentemente è stata ospitata da voi, per prepararsi ai
mondiali di Zagabria, la nazionale giapponese. Che cosa c'è nel futuro della Canottieri
Varese?
«Ormai non è più un segreto, anche la squadra inglese ha chiesto di venire da noi ad
allenarsi. Per quanto riguarda invece l'attività in senso stretto abbiamo in programma,
per il due e tre settembre, l'organizzazione dei campionati italiani Junior, per atleti
dai sedici ai diciotto anni. Invece per il luglio del 2001 abbiamo chiesto
l'organizzazione del Festival dei giovani. Unica incognita, visto che il lago non tradisce
mai, è la ricezione turistica. Queste manifestazioni portano moltissimi ragazzi con le
loro famiglie in città. Gli anni passati ce la siamo cavata grazie all'ospitalità di
alcune scuole, quest'anno...»
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