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iniziato questa mattina intorno alle 7 e si è conluso dopo dieci ore lo sgombero del
campo nomadi di via Gasparoli. Dopo la battaglia in consiglio
comunale e la precisa presa di posizione del sindaco Domenico Uslenghi, oggi è stata
data attuazione all'ordinanza che pendeva sui 40 nomadi da tempo
insediati ai confini comunali. I Carabinieri di Busto Arsizio, supportati da una trentina
di "celerini" giunti da Milano, personale del comune di Cassano, addetti del
soccorso ACI hanno provveduto all'allontanamento dei rom. Sul posto era presente
anche una vettura della Croce Rossa.
Giusto una settimana fa, l'ultimo decisivo confronto tra il centrosinistra, che chiedeva
di attrezzare il campo con luce ed acqua, e il Sindaco, appoggiato dalla maggioranza, che
aveva speso parole molto dure nei confronti dei rom. Oggi l'epilogo di una situazione non
più evitabile,come ha spiegato il sindaco Uslenghi.
Di buon mattino, i Carabinieri hanno invitato la popolazione nomade a riunire le proprie
cose e a prepararsi al "trasloco". Un 'impresa non facile, data la fatiscenza di
molte roulotte e la mancanza di ganci per trainarle. Le ruspe, poi, hanno completato
l'opera, abbattendo le baracche e riportando l'area di via Gasparoli alla
"normalità".
Quindi, è iniziata la fase delle trattative per cercare
un'altra zona in cui sistemare la comunità : dapprima Brescia, impraticabile sia per
l'impossibilità di trainare tutti i mezzi sia per l'indisponibilità del campo che ospita
solo nomadi di nazionalità italiana. Alla fine il compromesso: i 40 rom sono stati
portati nel vicino accampamento di via Boscaccio, dopo che il capo della comunità si era
offerto di ospitarli.
Ogni fase si è svolta nel massimo ordine, senza tensioni e senza forzature. I rom, che si
attendevano lo sgombero, non hanno opposto resistenza.
Ora rimane da chiarire il futuro dell'area di via Boscaccio, dove sono collocate oltre 100
persone, in condizioni igienico sanitarie, ancora una volta, precarie, senza servizi
igienici e senz'acqua.
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