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Ore 11.00.38
Giorno
04/06/07

Martina: "Non c'è rispetto della dignità umana"

S.o.s Voghera, reportage da un penitenziario di massima sicurezza

"I problemi del carcere non vanno in vacanza. Neanche a Ferragosto"

Abbiamo bisogno di uomini e donne che si pongano "oltre"

Busto Arsizio - Il consigliere regionale di Rifondazione comunista e il sindacalista della Cgil Paolo Bursich in visita al carcere. Prossimo appuntamento i Miogni di Varese
Martina: "Non c'è rispetto della dignità umana"

Il consigliere regionale Giovanni Martina e il sindacalista della Cgil Paolo Bursich si sono recati in visita nella casa circondariale di Busto Arsizio. Una visita che fa parte di un progetto più strutturato, denominato "Agosto nelle carceri", che segue quelle già effettuate nei penitenziari di Voghera e di San Vittore, per monitorare le condizioni di vita dei detenuti. «Se paragonata alle realtà già visitate - dice Giovanni Martina- qui a Busto Arsizio ho trovato, dal punto di vista igienico e sanitario e complessivamente in tutta la struttura, una buona situazione. Non sono stati risolti però i problemi di sovraffollamento, gli spazi a disposizione dei detenuti sono poco rispettosi della dignità umana».

Martina e Bursich appaiono provati e non è certo solo l'effetto della calura estiva. All'interno del carcere ci sono stati due ore abbondanti, hanno potuto ascoltare e raccogliere le storie di chi dietro le sbarre ci sta da anni.«Ci fermavano tutti, ognuno dalla propria cella aveva qualcosa da comunicare. Mi ha colpito la condizione di uno slavo, un montenegrino, molto giovane, che da tre anni e mezzo è in attesa di giudizio e da altrettanti anni non puo' comunicare con la sua famiglia. È solo, e i parenti non hanno i mezzi per venire in Italia a trovarlo. Un altro detenuto invece mi ha ricordato, con amara ironia, che il wwf si indigna per l'allevamento dei polli in batteria, per l'assenza di spazio e per loro?»

Nel mese di agosto nel carcere di Busto non si fanno attività rieducative perché il personale è tutto in vacanza. Si sta parlando di personale costituito esclusivamente da volontari, perché a loro è affidato il futuro dei detenuti. «Lo Stato nelle sua azione rieducativa fallisce costantemente- continua il consigliere regionale (nella foto a sinistra) -. Basti pensare che il 78 per cento di quelli che escono dal carcere ci rientrano nel giro di poco tempo. In realtà quelli che riescono a ricostruirsi e a reinserirsi nel tessuto sociale sono pochi. C'è un senso di inutilità sociale, c'è bisogno di progetti e di investimenti seri, soprattutto da parte di chi le risorse le ha, come la Regione. La Regione fa, ma non abbastanza. Noi come Rifondazione comunista, ci attiveremo e batteremo nella Commissione consiliare  per i diritti dei detenuti».

Corsi professionali ce ne sono, ma non  interessano però tutti i detenuti; alcuni corsi poi hanno un numero di posti limitato e viene fatta una selezione tra gli interessati. «Quello del lavoro e della formazione all'interno delle carceri è un altro capitolo interessante- aggiunge Paolo Bursich-. Spesso nei penitenziari ci troviamo di fronte alle situazioni che si incontravano nelle fabbriche molti anni fa, con problemi di sicurezza e di diritti dimenticati».

Sulla questione amnistia e indulto, che negli ultimi tempi aveva alimentato non poche speranze nella popolazione carceraria, Martina è perentorio.«Quella è stata un'operazione cinica del Polo e della Lega. L'iniziativa e la richiesta non erano partite dalle carceri e dai detenuti, ma da chi aveva un altro scopo, cioè  sdoganare i protagonisti di tangentopoli. Una volta posti i paletti alla questione la cosa è stata fatta cadere. Si è alimentata una falsa speranza sulla pelle di questa gente». (nella foto sopra il carcere di Busto Arsizio)

La visita e la denuncia della condizione carceraria da parte dei consiglieri regionali di Rifondazione comunista continuerà anche a Ferragosto. Visite in più carceri lombarde, tra cui anche i Miogni di Varese.


M.M.

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