E' iniziato
oggi lo riempimento delle vasche di rifiuti del nuovo impianto di termovalorizzazione di
Borsano. Un gigante nuovo di zecca che ha l'ambizione di eliminare nel giro di qualche
mese il conferimento dei rifiuti in discarica delle città facenti parte del Consorzio
Accam. La messa a regime durerà circa sei mesi, un tempo necessario per testare
l'impianto, che, tra circa due mesi, inizierà anche a produrre energia elettrica; si
arriverà fino a 4000 Kw al giorno, una quantità che sarebbe sufficiente ad illuminare
tutta Busto Arsizio.Le due linee sono costate circa 120
miliardi: un primo lotto pagato circa 31 miliardi e finanziato dalla Cassa depositi e
prestiti, ed un secondo lotto finanziato grazie ad un mutuo di 82 miliardi circa acceso
con un pool di banche. A questi vanno aggiunti una decina di miliardi che il Consorzio ha
sborsato di tasca sua. Il presidente dell'Accam Antonio Rossini stima che l'eliminazione
del conferimento in discarica gioverà sul medio lungo periodo alle casse dei Comuni
interessati. Questi, infatti, pagano oggi una quota di 132 lire al chilo per i rifiuti da
bruciare ed una quota più alta di 241 lire al chilo per quelli che vengono portati a
Gorla Maggiore. Eliminando questa voce, si otterrà un costo, per tutti i rifiuti, di 150
al chilogrammo che dovrebbe giovare ai cittadini.
Non però nel breve periodo: "quest'anno siamo in una posizione
critica - spiega il presidente Rossini - abbiamo fatto grossi sacrifici per rispettare i
tempi e il mutuo da pagare ci crea qualche problema economico, ma sono convinto che a
partire dall'anno prossimo si vedranno gli effetti positivi". In particolare si punta
sulla quota che proverrà dall'Enel, che, in base all'accordo stipulato, usufruirà di
energia elettrica, pagandola ad un prezzo maggiore rispetto alla tariffa di mercato. Il
profitto per l'Accam dovrebbe essere di 100 lire ogni chilogrammo prodotto.
Dal punto di vista ambientale il termovalorizzatore dovrebbe offrire
maggiori garanzie, grazie all'utilizzo di strutture nuove di zecca e alla presenza di un
impianto di abbattimento degli agenti inquinanti. "Con la vecchia linea - spiega
Rossini - già avevamo buoni risultati. Il limite delle polveri, ad esempio, era fissato
in 30 milligrammi al metro cubo. Beh, noi siamo stati quasi sempre sotto i 10 e mai sopra
i 20 in media. Il nuovo impianto prevede un massimo di polveri di 10 milligrammi al metro
cubo. Credo che staremo tranquillamente sotto la metà".
In questi sei mesi di collaudo sarà però difficile fare delle
previsioni esatte sul funzionamento dell'inceneritore, tanto che la normativa prevede
qualche deroga alle quantità giornaliere da conferire, proprio per facilitare valutazioni
tecniche (ricordiamo che la Regione ha imposto a Borsano un massimo di 400 tonnellate al
giorno bruciabili).
La gestione é stata affidata, dopo un'apposita gara, alla
Commissioning di Vimodrone, per la durata di 30 mesi. Una scelta che ha provocato qualche
problema con la ditta costruttrice del nuovo termovalorizzatore, la TTR. Quest'ultima
avrebbe voluto gestire l'impianto e la perdita dell'appalto ha causato un inasprimento dei
rapporti, culminati con una causa al Tribunale di Busto Arsizio, in cui l'Accam chiedeva
di rivedere la clausula contrattuale secondo la quale i manuali di funzionamento dei
macchinari avrebbero dovuto essere consegnati dopo un anno dall'avvio. Il giudice ha però
chiesto che venisse rispettato quanto pattuito in precedenza, così l'Accam ha trovato una
soluzione di emergenza, conferendo alla TTR un incarico di sovraintendenza delle
operazioni di collaudo ancora per sei mesi. Le gestione dell'impianto di abbattimento é
invece affidata di una ditta tedesca, la Lurgi, presente con un proprio tecnico.
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