Un esposto di tre pagine per denunciare una
variazione di progetto rispetto al Prg del 1987 che renderebbe obbligatoria la Valutazione
di Impatto Ambientale. Unicomal, l'aggregazione di comitati contro Malpensa 2000, ha
presentato il documento il 5 di agosto alla Procura della Repubblica del Tribunale di
Busto Arsizio. Sotto accusa l'aumento di capacitą di Cargo city, la struttura commerciale
di Malpensa destinata ai voli cargo, che rappresenta il pił importante nodo di sviluppo
dell'aeroporto milanese nel prossimo futuro.Secondo gli
esponenti di Unicomal, i capannoni finora costruiti sorpasserebbero le previsioni sancite
dal Prg aeroportuale del 1987. Questa prevedeva 52.800 tonnellate l'anno nel 1988, 125.400
tonnellate l'anno nel 1992, 145.000 nel 1996 e 165.000 nel 2000. L'atto d'accusa dei
comitati é corredato di disegni e volumetrie, richieste nei comuni del sedime
aeroportuale, e, secondo i calcoli dei tecnici vicini al gruppo ambientalista, attualmente
Cargo City sarebbe in grado di smistare gią 300.000 tonnellate l'anno. Ben al di lą,
quindi, di quanto previsto.
Questo aumento richiederebbe obbligatoriamente la Valutazione di
Impatto Ambientale. Una normativa Ue entrata in vigore in Italia nel 1989 (due anni dopo
l'approvazione del Prg) che sancisce il suo utilizzo ogni qual volta si intervenga in
un'opera che modifica pesantemente l'ambiente circostante. La Sea e il Governo italiano
finora sono riusciti ad evitare una Via completa, consci che un lavoro di questo tipo
ritarderebbe ulteriormente la messa a regime del progetto Malpensa 2000.
Un blocco della crescita dell'aeroporto, tra l'altro, gioverebbe a
quelle compagnie straniere che finora hanno ingaggiato una lotta senza quartiere a
Malpensa. Ma d'altro canto, sostengono gli esponenti di Unicomal, rappresenterebbe un atto
di giustizia verso un territorio che loro considerano utilizzato in maniera strumentale
agli interessi dell'aeroporto. La Via era stata gią promessa nello scorso inverno
dall'allora Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi, durante la sua partecipazione al convegno
di Turbigo organizzato dai Comuni della zona aeroportuale. Con il rimpasto di governo,
invece, le intenzioni del Ministero dell'Ambiente e di quello dei trasporti sembrano
essersi orientate ad una maggiore prudenza.
Ora, l'esposto di Unicomal riapre la questione passando per la via
giudiziaria. Una strada che ormai sembra essere divenuta una sorta di passaggio obbligato
per tutti colori che vogliono mettere un freno a Malpensa: a partire dal ricorso degli
abitanti di Maddalena che fece rivedere le rotte, fino ai recenti appelli alla Corte
Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo presentati dai comitati di Coarezza e dal
Comitato Difendere Somma di Luigi Bollazzi.
E proprio a Strasburgo potrebbe svolgersi una parte di questa
vicenda. A settembre é atteso il verdetto della Commissione europea sulla compatibilitą
di Malpensa. Proprio in quei giorni, secondo fonti vicine a Unicomal, uno o pił
rappresentanti dei comitati potrebbero essere ascoltati dalla Commissione Europea. Il
fitto lavoro diplomatico per portare la protesta davanti a vertici della Ue passerebbe per
l'eurodeputato verde Reinhold Messner, che, dopo essersi interessato del problema Malpensa
all'inizio dell'estate, avrebbe gią iscritto i rappresentanti dei comitati vicini a
Legambiente nella lista degli ospiti abilitati a partecipare alla discussione.
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