| La campagna di rilevamenti sul rumore
aeroportuale é giunta nella fase decisiva. I dati raccolti tra il 21 aprile e il 21 di
luglio sono ora al vaglio del Centro Operativo Provinciale Monitoraggio su Malpensa 2000.
Un lavoro certosino di fondamentale importanza. Da questi tabulati scaturiranno una serie
di indicazioni che dovrannno servire nella determinazione del nuovo scenario di minimo
impatto, ovvero la risistemazione delle rotte dell'aeroporto. Le centraline utilizzate
sono in tutto 24, così suddivise: 8 fisse della Provincia, 7 dell'Arpa Lombardia (Agenzia
regionale per l'ambiente), 3 dell'Arpa Piemonte, 5 dell'Anpa (Agenzia nazionale per
l'ambiente), 1 della Sea. La supervisione é affidata all'Anpa. Tutto il Sud della Provincia di Varese, compreso l'Ovest Ticino, aspetta con
ansia i risultati scientifici di questo lavoro. Secondo le voci che circolano in questi
giorni, il Ministero dell'Ambiente starebbe premendo perché i tempi vengano accorciati il
più possibile. A metà settembre é infatti atteso il pronunciamento della Ue su Malpensa
e il Governo ci tiene ad arrivare con tutte le carte in regola.
Ma il lavoro di codificazione non é affatto semplice. Come ci
spiega il responsabile del srvizio, Bruno Paolillo, i dati delle 24 centraline non
riguardano solo i rumori causati dagli aerei. "Nello stendere i tabulati -
puntualizza - noi dobbiamo decidere quali rumori provengono da aerei e quali da auto, moto
o altro. Per fare questo ci avvaliamo dei tracciati radar, con l'elenco delle rotte e
degli orari di passaggio degli aerei".
Il confronto di questi dati fornisce la risposta al quesito
strategico se si tratti o meno di un aereo. Ma non basta. Anche quando é accertata una
corrispondenza tra un rumore e il passaggio di un aereo non esiste la certezza matematica
che il segno prodotto sia effettivamente proveniente da un aeromobile. La percentuale di
abbinamenti corretti é infatti oscillante tra l'80 e il 90%.
"Sono dati molto attesi - confessa con un filo di
preoccupazione Paolillo - e dobbiamo essere sicuri di averli trattati con grande cautela e
attenzione". Produrre documenti inattaccabili, questa deve essere la parola d'ordine
dei tecnici. Perché quei dati saranno oggetto di scontro politico a livello locale,
nazionale ed internazionale.
Comunque sia, siamo agli sgoccioli. Alcune indiscrezioni trapelate
in questi giorni dicono che intorno al 2 settembre i risultati verranno trasmessi
all'Anpa. Questa ne deciderà la validità scientifica, dopo di che li trasmetterà al
Ministero dell'Ambiente, che infine li renderà pubblici. E certamente entro metà
settembre verranno gettati nella mischia.
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