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Ore 11.03.43
Giorno
04/06/07
Vocabolario della speranza
Somma Lombardo - Un camper, due operatori, un progetto di speranza, dietro le luci dell'aeroporto di Malpensa
Quelli che con le prostitute ci parlano

Ecco il tunnel: la povertà, il viaggio in Italia, le promesse, le botte, i ricatti, la strada, i fuochi, i preservativi buttati, la paura. Ora anche il coltello, la lama; Maria, 22 anni, il Ghana dietro le spalle, l'aggressione, forse per i soldi, la corsa in ambulanza, le lacrime dell'amica che la vede morta, gli interrogatori. Già, gli interrogatori, parlare con i Carabinieri, e poi con nessun altro.

Ma a chi altri avrebbe potuto parlare Maria, o una Jashmina o una Ludmila qualsiasi se non a sfruttatori o a Polizia? Una mediazione, una trattativa, una rete di approdo non esiste? C'é. Ma non si vede. Almeno non ancora. Perché il primo progetto sociale in Provincia di Varese legato alla prostituzione é già nella testa di alcuni operatori, anche se non ha preso a camminare con le sue gambe.

Lo finanzierà il Ministero delle pari opportunità in collaborazione con il comune di Somma Lombardo. Costo: 300 milioni. Il 30% a carico dell'ente locale, che si fa garante della sua applicazione. In prima linea ci andranno gli operatori della cooperativa sociale "Lotta contro l'emarginazione", organizzazione di Sesto S. Giovanni che ha sede anche a Varese. Prima arriveranno con le Unità di strada: un camper, materiale informativo, due operatori (uomo e donna). Poi con un percorso strutturato che avvicini le prostitute alla possibilità garantire dalla Legge Turco-Napolitano per vedere in faccia il futuro.

"Reti di accoglienza Malpensa 2000", questo il nome del progetto, si svilupperà in una zona tradizionalmente occupata dal fenomeno della prostituzione di strada. A questo scopo il comune di Somma Lombardo sta predisponendo una casa con sei alloggi che fungerà da crocevia verso il recupero di ex prostitute.

"Il nostro intervento vuole essere una mediazione tra l'abbandono e la repressione" spiega Roberta Bettoni, coordinatrice del progetto. Il lavoro di contatti é lungo e faticoso. Quando il camper comincerà a girare gli operatori entreranno in contatto con un mondo in cui bisognerà muoversi con molta delicatezza. Di certo sarà un primo passo per conoscere più a fondo il problema.

"Il fenomeno della prostituzione straniera é in continuo mutamento - racconta la Bettoni -. Cifre precise gestite a livello nazionale non ci sono. Per questo il Ministero ha chiesto un coordinamento tra le varie realtà sul territorio. In Provincia di Varese saranno circa un centinaio le prostitute straniere".

L'approccio con le ragazze varia a seconda delle etnie. "Le prostitute albanesi sono quelle con un concetto più basso di sé - continua la coordinatrice del progetto -; sono mano autonome, più spaventate e più dipendenti dai protettori. Le nigeriane sono invece più festaiole, più goliardiche. E' molto più facile avvicinarle. A volte si autogestiscono. Altre volte sono protette da donne, le cosiddette madame. Credono molto nei riti magici, e questo sovente diventa fattore di ricatto insieme alle minacce ai parenti in patria, ai soldi del debito che hanno contratto per venire in Italia e alla mancanza di documenti. Poi ci sono le donne dell'est. In genere hanno una forte autoimprenditorialità. Arrivano in Italia da percorsi più strutturati. Spesso finiscono nei night club".  

Il primo lavoro di contatti durerà almeno sei mesi. "Lotta contro l'emarginazione" dispone di una struttura di dialogo e ascolto a Varese in via Frasconi, che affiancherà al camper e alla casa di Somma. Gli strumenti legislativi ci sono. La disponibilità del Comune di Somma anche. Il tutto intorno alla cornice dolce amara del grande aeroporto. Dentro i cancelli ci sono i voli internazionali, il turismo business, i giapponesi con le kodak. Fuori c'é la strada. 

vedi anche: Vocabolario della speranza

Roberto Rotondo

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