| Ecco il tunnel: la povertà, il viaggio in
Italia, le promesse, le botte, i ricatti, la strada, i fuochi, i preservativi buttati, la
paura. Ora anche il coltello, la lama; Maria, 22 anni, il Ghana dietro le spalle,
l'aggressione, forse per i soldi, la corsa in ambulanza, le lacrime dell'amica che la vede
morta, gli interrogatori. Già, gli interrogatori, parlare con i Carabinieri, e poi con
nessun altro. Ma a chi altri avrebbe potuto parlare Maria, o
una Jashmina o una Ludmila qualsiasi se non a sfruttatori o a Polizia? Una mediazione, una
trattativa, una rete di approdo non esiste? C'é. Ma non si vede. Almeno non ancora.
Perché il primo progetto sociale in Provincia di Varese legato alla prostituzione é già
nella testa di alcuni operatori, anche se non ha preso a camminare con le sue gambe.
Lo finanzierà il Ministero delle pari opportunità in
collaborazione con il comune di Somma Lombardo. Costo: 300 milioni. Il 30% a carico
dell'ente locale, che si fa garante della sua applicazione. In prima linea ci andranno gli
operatori della cooperativa sociale "Lotta contro l'emarginazione",
organizzazione di Sesto S. Giovanni che ha sede anche a Varese. Prima arriveranno con le
Unità di strada: un camper, materiale informativo, due operatori (uomo e donna). Poi con
un percorso strutturato che avvicini le prostitute alla possibilità garantire dalla Legge
Turco-Napolitano per vedere in faccia il futuro.
"Reti di accoglienza Malpensa 2000", questo il nome del
progetto, si svilupperà in una zona tradizionalmente occupata dal fenomeno della
prostituzione di strada. A questo scopo il comune di Somma Lombardo sta predisponendo una
casa con sei alloggi che fungerà da crocevia verso il recupero di ex prostitute.
"Il nostro intervento vuole essere una mediazione tra
l'abbandono e la repressione" spiega Roberta Bettoni, coordinatrice del progetto. Il
lavoro di contatti é lungo e faticoso. Quando il camper comincerà a girare gli operatori
entreranno in contatto con un mondo in cui bisognerà muoversi con molta delicatezza. Di
certo sarà un primo passo per conoscere più a fondo il problema.
"Il fenomeno della prostituzione straniera é in continuo
mutamento - racconta la Bettoni -. Cifre precise gestite a livello nazionale non ci sono.
Per questo il Ministero ha chiesto un coordinamento tra le varie realtà sul territorio.
In Provincia di Varese saranno circa un centinaio le prostitute straniere".
L'approccio con le ragazze varia a seconda delle etnie. "Le
prostitute albanesi sono quelle con un concetto più basso di sé - continua la
coordinatrice del progetto -; sono mano autonome, più spaventate e più dipendenti dai
protettori. Le nigeriane sono invece più festaiole, più goliardiche. E' molto più
facile avvicinarle. A volte si autogestiscono. Altre volte sono protette da donne, le
cosiddette madame. Credono molto nei riti magici, e questo sovente diventa fattore di
ricatto insieme alle minacce ai parenti in patria, ai soldi del debito che hanno contratto
per venire in Italia e alla mancanza di documenti. Poi ci sono le donne dell'est. In
genere hanno una forte autoimprenditorialità. Arrivano in Italia da percorsi più
strutturati. Spesso finiscono nei night club".
Il primo lavoro di contatti durerà almeno sei mesi. "Lotta
contro l'emarginazione" dispone di una struttura di dialogo e ascolto a Varese in via
Frasconi, che affiancherà al camper e alla casa di Somma. Gli strumenti legislativi ci
sono. La disponibilità del Comune di Somma anche. Il tutto intorno alla cornice dolce
amara del grande aeroporto. Dentro i cancelli ci sono i voli internazionali, il turismo
business, i giapponesi con le kodak. Fuori c'é la strada.
vedi anche: Vocabolario
della speranza
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