| La Giunta comunale china la testa di
fronte ai privati. La convenzione per il recupero dell'Area Galdabini, infatti, potrebbe
subire corpose modifiche e, a tutt'oggi, risulta inapplicata in uno dei suoi punti
fondamentali: i tempi di consegna delle Scuderie Martignoni, da adibire a uffici pubblici.
La voragine della Galdabini si trova nel pieno centro di Gallarate. La proprietà, la
Cesare Galdabini Spa, ottenne dal Comune l'autorizzazione a smantellare la vecchia
fabbrica per costruire un complesso da destinare ad appartamenti (9.700 mq) a negozi (319
mq) a uffici (517 mq). In cambio, nella Convenzione stipulata il 27 marzo 1997 davanti al
notaio, la proprietà si impegnava a destinare a giardinetti uno spazio in via Venegoni
per 3.804 mq, ad allargare via XX Settembre per 704 mq, a creare 4.788 mq di parcheggi
pubblici a raso e interrati per un totale di 209 posti pubblici, a realizzare, a scomputo
di una parte degli oneri di urbanizzazione, un ponte pedonale di collegamento con la via
Albricci stimato in 85milioni e 900mila lire, e la sistemazione delle Scuderie Martignoni,
un fabbricato adiacente alla Galdabini, per il valore di 251milioni e 685mila lire. Ma la proprietà é tornata sui suoi passi. Ha chiesto infatti di fare una
modifica su posti auto, ponte e palazzina. Per prima cosa vorrebbe costruire solo un
centinaio di parcheggi a raso, perché quelli interrati costerebbe troppo gestirli e
sarebbero facile preda dei tossicodipendenti. Eppure il bisogno di parcheggi in zona
stazione non manca, come testimoniato dal Piano urbano del traffico, che segnala uno
studio di fattibilità operato dal Comune per la realizzazione di un parcheggio in piazza
Giovanni XXIII per 250 posti. La Galdabini Spa vuole anche lasciar perdere il ponte
pedonale, che porrebbe dei problemi tecnici di realizzazione. In cambio garantirebbe
qualche posto macchina in più a raso e la consegna chiavi in mano delle Scuderie
Martignoni, che, a quanto pare, saranno molto più costose dei 250 milioni preventivati
per il recupero.
L'assessore all'urbanistica Nicola Mucci (FI) e il presidente della
Commissione territorio Paolo Caravati (An) sostengono che il cambio possa rappresentare
una buona transazione per il Comune, e paventano il rischio che, se l'Amministrazione
rifiuterà, si aprirà un contenzioso. Ma le opposizioni sono sul piede di guerra. Che la
Convenzione Galdabini fosse in odore di smantellamento lo si era già capito da tempo. A
febbraio i tecnici della Sisplan vennero infatti a Gallarate a presentare il Piano urbano
del traffico. In quel documento si leggeva a chiare lettere che i posti auto pubblici
nell'Area Galdabini sarebbero stati 100, mentre il consiglio comunale ne aveva stabiti
209. Da lì é iniziata una lunga polemica, culminata con un sopralluogo della Commissione
territorio, a luglio, nella stessa Galdabini.
Il progetto, nato da un'idea del famoso architetto Aldo Rossi, é
consultabile da chiunque abbia voglia di alzare il naso all'insù, in via XX settembre, e
guardare il tabellone messo dalla ditta. Proprio sul cartello, si legge che la data della
concessione edilizia numero 9 é del 22 febbraio 1999. A riguardo delle Scuderie
Martignoni, la Convenzione del 1997 dice che" la palazzina dovrà essere consegnata
all'Amministrazione Comunale con le opere previste ultimate per il collaudo entro 1 anno
dal rilascio della prima concessione edilizia relativa ai fabbricati da realizzare".
Ma di quegli uffici, finora, non c'é traccia. Ed é passato molto più di un anno.
Legambiente ha chiesto che l'Amministrazione faccia rispettare
quanto stabilito dal Consiglio comunale ed ha annunciato possibile azioni legali per il
mancato rispetto del punto della Convenzione sulla consegna delle Scuderie Martignoni.
Ora, secondo logica, la Convenzione dovrebbe tornare in Consiglio comunale. E lì si
deciderà se accogliere le richieste del privato.
Richieste che verranno ridiscusse a breve tra la Giunta e la Cesare
Galdabini Spa, come chiarisce l'assessore Mucci: "ridiscuteremo i termini per trovare
un accordo - spiega - é chiaro che l'eventuale modifica non é stata ancora portata in
consiglio, nessuno lo nega, però pensiamo che possa essere conveniente per il pubblico
trovare un accordo, anche perché se dovessimo fare causa alla proprietà potremmo solo
rivalerci sulla fideiussione di 350 milioni versata da loro. Una cifra troppo bassa per
fare il ponte pedonale e la ristrutturazione delle scuderie Martignoni".
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