Torna alla
zona sud

E-mail

 

Ore 11.06.34
Giorno
04/06/07
Cassano Magnago - Una lettera del Comitato contro le radiofrequenze nocive
"Noi cittadini, trafitti dalle onde silenziose"

Riceviamo e pubblichiamo

Egregi signori,
Vi ringraziamo per l'ospitalità e l'attenzione che la Vostra redazione intenderà intraprendere sull’argomento.

Noi cittadini riuniti nel Comitato Contro le Radiofrequenze Nocive da qualche anno stiamo cercando di tutelare la salute pubblica evitando che i cittadini siano esposti alle onde elettromagnetiche da parte di impianti di telefonia mobile (di cui non è ancora provata la "non pericolosità").

Oggi siamo di fronte ad un fatto nuovo, infatti, nel mese di aprile, alcuni cittadini della zona intorno al traliccio di Via Buttafava, in prossimità della centrale Telecom, avevano visto giusto.
La TIM presentò domanda di potenziamento dell’impianto per installare un nuovo tipo di antenna con relative apparecchiature per "coprire" la frequenza dei 1800 Mhz per il sistema DCS.
Il comune, nel frattempo si è adoperato approvando in Consiglio Comunale una delibera, la n°4 del 24.01.2000 nella quale, vengono modificate delle Norme vigenti nel Piano Regolatore, obbligando i gestori di telefonia cellulare ad installare le "nuove" apparecchiature in aree ben precise del territorio comunale. Stranamente nessuno si ricorda della delibera n°68 del 30.06.2000, adottata dal Consiglio Comunale, che pone dei vincoli anche all’ampliamento degli impianti.
Il fatto che non si comprende è che quest’impianto di cui si chiede l’installazione, stranamente venga considerato ampliamento dell’impianto pre esistente e non un nuovo impianto, e che l’ASL, abbia dato parere favorevole all’ampliamento della postazione situata nel centro abitato, dichiarando che:

Si fa presente all'Amministrazione Comunale che, qualora nella zona di cui all'oggetto venisse prevista la costruzione di nuovi fabbricati (secondo quanto eventualmente indicato dal PRG vigente), dovrà essere posta una particolare attenzione, mediante idonea verifica radioprotezionistica per gli edifici posti entro un raggio di 200 metri dall'impianto installato.
Quanto esposto dovrà essere inserito (come particolare "vincolo") nelle N.T.A. del citato PRG, prendendo anche atto della Delibera del Consiglio Comunale n° 4 del 24.01.2000 inerente le modalità di installazione di nuove stazioni radio-base per la telefonia cellulare, così come previsto dal punto 3. della Circolare Regionale n° 55/SAN/99

In pratica per quelli che attualmente abitano nella zona peggio per loro, per i nuovi regole diverse.
Speriamo che qualcuno decida, come ha legiferato il TAR della Puglia e il sindaco di Induno Olona, che questi tipi di impianti hanno bisogno della preventiva Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
Se c'è l'ipotesi di un rischio sanitario (e, per ora, non è stato provato il contrario), l'impianto va assolutamente spostato in zona non abitata.
Concludiamo con lo studio condotto dal sostituto procuratore di Venezia Luca Ramacci: "Può ragionevolmente ritenersi che l'emissione di campi elettromagnetici possa avere rilievo penale non solo quando la potenzialità offensiva degli stessi sia così elevata da causare vere e proprie lesioni, ma anche nel caso in cui le conseguenze siano ristrette al campo delle molestie, essendo sufficiente la persistenza di un timore di gravi conseguenze che susciti allarme sociale, turbamento, disagio, paura e pressanti richieste di intervento alle Autorità".

Per il Comitato Contro le Radiofrequenze Nocive
Adolfo Guzzetti

Torna all'inizio dell'articolo