| I comitati piemontesi contro Malpensa
attaccano la sperimentazione voluta da Sea e Governo applicata da Aprile a oggi. Secondo
il Covest lo "Scenario di minimo impatto" - che prevede un tracciato preciso di
rotte e procedure antirumore da applicare dagli aeromobili e dalle autorità aeroportuali
- sarebbe stato disatteso. Per questo motivo i piemontesi puntano l'indice contro le
"bugie della Sea", colpevole quest'ultima di attribuire i ritardi di Malpensa
alle restrizioni imposte dalle misure antirumore tuttora in vigore, mentre in realtà
sarebbe la sua "incapacità nel gestire la situazione" la vera causa dei
problemi dell'aeroporto. La durissima presa di posizione non
é una novità. Il Covest, negli ultimi mesi, ha notevolmente radicalizzato la propria
protesta, arrivando anche a minacciare, ad inizio estate, una manifestazione che blocchi
completamente l'operatività dell'hub internazionale.
Insieme a questi pesanti giudizi, i comitati ritornano a chiedere
che venga effettuata la famosa Valutazione di impatto ambientale, una serie di studi
coordinati che per legge dovrebbero essere applicati ad ogni opera pubblica o privata che
modifichi in maniera rilevante l'ambiente circostante. La richiesta, l'ennesima di un
comitato in tal senso, arriva qualche giorno dopo la notizia che il comitato della sponda
lombarda Unicomal - un'aggregazione che unisce la protesta di molti cittadini nell'asse
Malpensa-Gallarate - ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Busto
Arsizio per chiedere che venga bloccata la costruzione di Cargo City.
I lavori per l'isola produttiva di Malpensa avrebbero infatti,
secondo i calcoli di Unicomal, superato i volumi previsti dal piano regolatore
aeroportuale del 1987. Un cambiamento di programma che sancirebbe la necessità di una
"Via", che anche il Covest reclama a gran voce.
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