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Ore 11.07.15
Giorno
04/06/07
Gallarate - Ananisi entusiastica del Cerst di Castellanza. Ma gli addetti ai lavori smorzano i toni
"L’Obiettivo due ha dato i suoi frutti"

Tessile e meccanico? Gallarate starebbe vivendo uno "stato di grazia" rispetto ai Comuni limitrofi. Una definizione perfino insperata, che però arriva dall’Università Cattaneo di Castellanza. Secondo il Centro di Ricerca e Sviluppo del Territorio dell’ateneo, l’uso dei fondi Obiettivo 2 avrebbe determinato una rinascita di questi due settori. "Il settore tessile in particolare – dice la Liuc in un documento dedicato allo sviluppo dell'aerea Business park – ha subito una profonda ristrutturazione che ha reso la vita difficile a non poche imprese negli ultimi anni. A cose fatte si può affermare che la dinamica degli addetti è ora positiva e questo vale più per Gallarate di quanto non valga per altri Comuni, come nel caso di Busto Arsizio". Lo stesso discorso varrebbe per il settore meccanico, in particolare per le imprese tra i 3 e i 10 addetti.

Gallarate ha beneficiato dei fondi strutturali europei nel quinquennio 1994-1999. In soldoni, sono piovuti verso l’asse del Sempione circa 60 miliardi destinati ai Comuni e 50 miliardi per contributi a fondo perso alle imprese. Secondo L’Unione Industriali di Varese l’iniziativa ha funzionato bene e gli aiuti hanno consentito un’inversione di tendenza nei settori in oggetto di non poco conto. "Stato di grazia è però una definizione un po’ esagerata" puntualizza invece Enrico Ottolina, direttore dell’Associazione Piccole e medie industrie di Varese. "Sicuramente si è rimessa in moto una macchina produttiva che stava perdendo colpi – continua Ottolina – consentendo anche di operare un vero cambiamento culturale nei piccoli imprenditori del Varesotto, poco abituati a richiedere fondi pubblici, che si sono visti finanziare investimenti strutturali come macchinari o capannoni, in un tempo relativamente breve".

Se per il meccanico la fiducia può dirsi riconquistata, diverso è il discorso per il tessile. Anche a Gallarate, dove, molte delle zone industriali che un tempo filavano o ricamavano, sono oggi in piena fase di riconversione verso il terziario e verso il mercato immobiliare. Esiste cioè una percentuale di imprenditori che, nonostante tutto, non ha più creduto nella vocazione al tessile di Gallarate e di tutto l’Alto milanese. E a farne le spese sarebbero stati molti lavoratori. Per questo La Cgil si dimostra stupita di fronte alle affermazioni della Liuc: "mi piacerebbe poter parlare di stato di grazia – ammonisce Antonio Ciraci della Filta-Cgil – ma in realtà è proprio il contrario. Il tessile ha visto una lunga crisi che non mi pare proprio di poter dire esaurita. E’ così un po’ dappertutto per una serie di motivi, e Gallarate non fa eccezione. Ma anche per il meccanico non abbiamo visto grandi spinte in avanti".

R.R.

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