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04/06/07
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Locarno - giornata densa di impegni
Un mercoledì da Pardi 

Inizia il periodo di fuoco del Festival di Locarno. Moltissimi gli avvenimenti importanti presentati in anteprima nella giornata di ieri. Il centro dell’attenzione nella mattinata è stato focalizzato sull’evento del giorno, almeno per quanto riguarda la cinematografia svizzera, è stata la presentazione di Downtown 81 del ticinese Edo Bertoglio. Realizzato nel 1981 durante il periodo americano del regista, questo film ha vissuto una vita molto travagliata.

- Dopo poche ore di riprese – ha affermato Bertoglio – i soldi erano già finiti e la produzione sparita e così anche i sogni di realizzare il film…abbandonato il progetto, i negativi sono finiti in un magazzino e ne sono state perse molte parti.-

Il film, ambienta a New York, metropoli densa di fascino e contrasti, aveva un giovane protagonista di colore, un ragazzo di 19 anni che viveva per le strade scrivendo poesie sui muri e dipingendo su rottami. Il suo nome sarebbe diventato celebre, era Basquiat, il famoso pittore "scoperto" da Warhol, al quale è stato anche dedicato un altro film.

Bertoglio racconta che parte dei fondi iniziali per il suo film erano stati ricavati vendendo alcune delle prime tele di Basquiat, che prima di riceverle dai produttori non aveva mai dipinto un vero quadro.

Anni dopo, morto Basquiat, parte della pellicola mancante è stata ritrovata per caso e allora, trovati i fondi necessari, il progetto si è rimesso in moto. Finalmente nel ’99 l’opera completa è stata presentata al festival di Cannes, e ieri, in prima visione per la Svizzera, è stato presentato anche a Locarno. Bertoglio si è dichiarato soddisfatto del lavoro che, nonostante abbia attraversato venti anni di grandi cambiamenti per il cinema, è ancora perfettamente attuale. Il pubblico lo ha confermato con grande partecipazione.

Nel pomeriggio è toccato al portoghese Pedro Costa presentare il suo lungometraggio No quarto da Vanda, che racconta la drammatica vita di Vanda Duarte, documentata realmente con una telecamera digitale, e del suo terribile rapporto con la droga. Ancora una volta il digitale, dopo Mike Figgis, rivoluziona il cinema, poiché la mancanza di una troupe ha permesso un lavoro di intimità tra il regista e Vanda. Per più di un anno Costa si è recato a casa di Vanda per osservarla e per raccontarla. Un film decisamente difficile e per certi versi sgradevole, ma che ha affascinato il pubblico Locarnese per la sua capacità di scavare nelle miseria per poi trovare una donna.

La giornata si è chiusa in piazza grande con Bronx-Barbès della regista francese Eliane de Latour ed ambientato nei ghetti di una bidonville africana. Il film descrive, con la dovizia di un documentario, i rapporti che si instaurano tra piccoli e grandi malavitosi all’interno di questi ghetti fuori da qualsiasi controllo. E come per la mafia di Coppola, ognuno è padrino e contemporaneamente figlioccio di qualcun altro. Eliane de Latour ha però sottolineato come la sua opera sia una fiction, cioè frutto di invenzione e nonostante abbia scelto attori della Costa d’Avorio, non si tratti di un film Neo Realista dove i gli attori interpretano sé stessi. Il vero protagonista del film è la Costa d’Avorio e i suoi problemi. Il sociale si fonde con il cinema e, una volta tanto, l’operazione è stata gradita dal pubblico che ha accompagnato i titoli di coda con un lungo e caldo applauso. Bronx-Babes potrebbe avere le carte in regola per il Pardo?

Per domani c’è attesa per Blue-end, alle 16.30 al Rex, per la Settimana della critica, e ben tre film in concorso, il Vietnamita Mua Oi, l’austriaco Der Uberfall e il tedesco Manila.

Carlo Prevosti

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