Inizia il periodo di
fuoco del Festival di Locarno. Moltissimi gli avvenimenti importanti presentati in
anteprima nella giornata di ieri. Il centro dellattenzione nella mattinata è stato
focalizzato sullevento del giorno, almeno per quanto riguarda la cinematografia
svizzera, è stata la presentazione di Downtown 81 del ticinese Edo
Bertoglio. Realizzato nel 1981 durante il periodo americano del regista, questo film ha
vissuto una vita molto travagliata. - Dopo poche ore di riprese ha affermato
Bertoglio i soldi erano già finiti e la produzione sparita e così anche i sogni
di realizzare il film
abbandonato il progetto, i negativi sono finiti in un magazzino
e ne sono state perse molte parti.-
Il film, ambienta a New York, metropoli densa di fascino e contrasti, aveva un giovane
protagonista di colore, un ragazzo di 19 anni che viveva per le strade scrivendo poesie
sui muri e dipingendo su rottami. Il suo nome sarebbe diventato celebre, era Basquiat, il
famoso pittore "scoperto" da Warhol, al quale è stato anche dedicato un altro
film.
Bertoglio racconta che parte dei fondi iniziali per il suo film erano stati ricavati
vendendo alcune delle prime tele di Basquiat, che prima di riceverle dai produttori non
aveva mai dipinto un vero quadro.
Anni dopo, morto Basquiat, parte della pellicola mancante è stata ritrovata per caso e
allora, trovati i fondi necessari, il progetto si è rimesso in moto. Finalmente nel
99 lopera completa è stata presentata al festival di Cannes, e ieri, in prima
visione per la Svizzera, è stato presentato anche a Locarno. Bertoglio si è dichiarato
soddisfatto del lavoro che, nonostante abbia attraversato venti anni di grandi cambiamenti
per il cinema, è ancora perfettamente attuale. Il pubblico lo ha confermato con grande
partecipazione.
Nel pomeriggio è toccato al portoghese Pedro Costa presentare il suo lungometraggio No
quarto da Vanda, che racconta la drammatica vita di Vanda Duarte, documentata
realmente con una telecamera digitale, e del suo terribile rapporto con la droga. Ancora
una volta il digitale, dopo Mike Figgis, rivoluziona il cinema, poiché la mancanza di una
troupe ha permesso un lavoro di intimità tra il regista e Vanda. Per più di un anno
Costa si è recato a casa di Vanda per osservarla e per raccontarla. Un film decisamente
difficile e per certi versi sgradevole, ma che ha affascinato il pubblico Locarnese per la
sua capacità di scavare nelle miseria per poi trovare una donna.
La giornata si è chiusa in piazza grande con Bronx-Barbès della regista
francese Eliane de Latour ed ambientato nei ghetti di una bidonville africana. Il film
descrive, con la dovizia di un documentario, i rapporti che si instaurano tra piccoli e
grandi malavitosi allinterno di questi ghetti fuori da qualsiasi controllo. E come
per la mafia di Coppola, ognuno è padrino e contemporaneamente figlioccio di qualcun
altro. Eliane de Latour ha però sottolineato come la sua opera sia una fiction, cioè
frutto di invenzione e nonostante abbia scelto attori della Costa dAvorio, non si
tratti di un film Neo Realista dove i gli attori interpretano sé stessi. Il vero
protagonista del film è la Costa dAvorio e i suoi problemi. Il sociale si fonde con
il cinema e, una volta tanto, loperazione è stata gradita dal pubblico che ha
accompagnato i titoli di coda con un lungo e caldo applauso. Bronx-Babes potrebbe avere le
carte in regola per il Pardo?
Per domani cè attesa per Blue-end, alle 16.30 al Rex, per la
Settimana della critica, e ben tre film in concorso, il Vietnamita Mua Oi,
laustriaco Der Uberfall e il tedesco Manila.