| La televisione uccide il
cinema? Qualche anno fa lo si poteva affermare candidamente e infatti è solo da un paio
d'anni che le sale cinematografiche hanno cominciato a rioccupare il tempo libero degli
italiani, almeno secondo l'indagine dell'Istat, divenendo in tal modo una delle attività
principali nelle serate invernali, ma anche di quelle estive. Impressionante l'aumento
degli appuntamenti con le arene estive, come conferma l'intensificarsi degli appuntamenti
anche nella nostra provincia. Nel 1997, comunicano i dati
Istat, il numero dei biglietti venduti è stato pari a 102,8 milioni, contro i 96,5
milioni del 1996. Delle 4.735 pellicole cinematografiche in circolazione nel 1997
solamente 1.401 erano italiane. L'indagine è ferma però al '98, mentre per il '99,
secondo i dati diffusi dalla Siae, c'è stato un calo consistente nell'andamento delle
vendite e delle spese nel settore, -12% dei biglietti venduti e -9.6% degli incassi,
passati da 1.14 miliardi a 1.032, comunque sempre in vetta alla classifica delle spese.
Capillare ancora la presenza della televisione: nel 1998 il numero di abbonamenti ad uso
privato ha sfiorato i 15,8 milioni, 73 ogni cento famiglie. E' rimasto stabile il numero
degli spettatori della tv, il 95,1% la guarda almeno qualche giorno alla settimana, come
anche la percentuale di chi ascolta la radio, il 62,6%. In ribasso la percentuale di chi
legge i quotidiani, il 57,8% li legge una volta alla settimana, nel 1997 era il 61,1%. Gli
incontri sportivi sono preferiti dagli uomini, li segue il 38,6% contro il 15,1% delle
donne, mentre la sedentarietà che riguarda il 34,3% della popolazione, è fortunatamente
in calo.
Oltre il cinema e la televisione, i musei statali di antichità e arte sono stati visitati
nel 1998 da 27.729.432 persone, per un introito complessivo di oltre 128 miliardi di lire.
Nell'anno precedente i musei avevano incassato meno di 109 miliardi e i visitatori erano
stati 26.062.485. Ma gli italiani vanno molto anche ai concerti di musica leggera, il 17%,
al teatro, il 16% e in maggior parte donne e al centro-nord, seguono concerti di musica
classica con una percentuale del 7,9%.
|