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Ore 11.11.13
Giorno
04/06/07
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Libri - Intervista a Luca Nicolini, presidente dell'associazione  che gestisce la popolare kermesse letteraria di Mantova
"È la partecipazione l'arma vincente di Festivaletteratura"

Mancano due settimane dall'avvio  dell'edizione 2000 del Festivaletteratura di Mantova. Luca Nicolini, presidente del comitato organizzatore e patron di una importante libreria in città, è impegnatissimo. La città cambia faccia in quei giorni e da questa settimana sono partite tutte le prenotazioni (il tutto esaurito è una prassi ormai solita per le proposte mantovane). 

Quali sono le novità di Festivaletteratura?
«Innanzi tutto gli scrittori invitati sono diversi dalla scorsa edizione e quindi il Festival si propone nuovo rispetto al passato.Ogni anno ospitiamo scrittori diversi cercando, anche così, di rinnovare la manifestazione. Poi, quest'anno presentiamo una sezione particolare dedicata a cinque grandi autori dell'800 e 900. Nonostante infatti il Festival viva sulla contemporaneità ci è sembrato doveroso ricordare i grandi del passato.
Verranno riproposte le colazioni con gli autori, che lo scorso anno hanno avuto molto successo e, da ultimo,  verranno per la prima volta proposti i Reading. In una delle tende allestite in centro alcuni autori leggeranno nella lingua originale brani tratti dai loro libri, una consuetudine poco diffusa in Italia ma di grande suggestione. Sarà anche una occasione per il pubblico di incontrare gli autori al di fuori dei dibattiti in programma».

Quando e come è nato il Festivaletteratura?
«La prima edizione si è svolta nel 1997 ma era in preparazione già dal 1995. L'idea è nata grazie all'incontro con una società inglese che stava svolgendo degli studi nei paesi della Comunità Europea e quindi anche in Italia su un possibile sviluppo economico legato alla cultura. Siamo venuti dunque a conoscenza dell'esistenza negli altri paesi d'Europa dei Festival di letteratura. Li abbiamo seguiti e studiati ed abbiamo pensato  di realizzarne uno anche in Italia. Il comitato organizzativo di allora è lo stesso che lavora anche oggi: Luca Baccaglioni, Carla Bernini, Annarosa Buttarelli, Francesco Caprini, Alessandro Della Casa, Marzia Malerba, Paolo Polettini, Gianni Tonelli ed io stesso».

A chi si rivolge la manifestazione?
«Fin dalla prima edizione abbiamo pensato di rivolgerci sia agli appassionati di letteratura sia a chi si voglia avvicinarsi per la prima volta alla lettura. I nostri incontri infatti pur essendo approfonditi cercano di mantenere una caratteristica divulgativa proprio perché il nostro pubblico è molto eterogeneo». 

Molti sono gli appuntamenti che porteranno a Mantova importanti nomi della letteratura italiana e straniera dalla poesia alla letteratura classica, da quella umoristica a quella dedicata ai bambini, qual è la filosofia della manifestazione?
«La filosofia è quella di non proporre un tema unificante della manifestazione (come fanno altri importanti festival) ma di avere una attenzione rivolta a 360 gradi. Gli argomenti proposti sono moltissimi e ciascuno può ritrovare il suo filo di interesse. Scegliamo gli autori non cercando solo quelli di grido ma recuperando anche chi non pubblica da tempo».

In che modo il festival coinvolge la città di Mantova?
«Totalmente. Il coinvolgimento della città è stata fin dalla prima edizione una delle caratteristiche del festival. La città aspetta l'evento e per una settimana vive nel suo complesso di questo avvenimento. Le sedi delle manifestazioni sono dislocate in diversi luoghi di Mantova dalle sedi culturali ai palazzi ai bar e alle piazze all'aperto. Si è sempre cercato di penetrare nel tessuto della città».

Il festival si appoggerà al lavoro di quasi trecento volontari, come si è arrivati ad avere un numero di così alto di aiutanti per una tale manifestazione?
«Il Festival ha sempre cercato di non calarsi dall'alto sulla città ma di coinvolgerla, come già detto. Il rapporto di collaborazione molto stretto che si è creato fin dall'inizio tra gli organizzatori e i cittadini è cresciuto sempre di più. Il fondamentale aiuto dei volontari è quello che garantisce la realizzazione del festival, senza di loro le spese sarebbero insostenibili».

Si ricorda un aneddoto particolare legato a qualche scrittore o a qualche evento della manifestazione?
«Aneddoti ce ne sono tantissimi. Una abitudine della città è quella di invitare gli scrittori a pranzo nelle loro case, ed è successo spesso vedere gli autori alla tavola dei mantovani. Un anno lo scrittore Joram Kaniuk ebbe proprio a Mantova una forte crisi depressiva e la gente comune si adoperò per stargli accanto portandolo fuori, invitandolo a cena. Lui fu molto colpito dal calore della città con la quale ha mantenuto un legame fortissimo».

Quale futuro vede nello sviluppo di internet per lo specifico campo della letteratura?
«Durante il festival alcuni incontri affronteranno questo tema e con alcuni autori non presenti a Mantova si potrà comunicare via e-mail. Io credo che internet sia un potentissimo mezzo di comunicazione e che sia in grado di stimolare la curiosità delle persone. Penso anche che debba essere più regolamentato».

Erika La Rosa

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