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Ore 11.11.19
Giorno
04/06/07
 
Castellanza -  Molte iniziative a Villa Pomini, al Centro Civico e al Museo Pagani
Autunno d'arte a Castellanza

A Castellanza ci sarà un autunno ricco di proposte d’arte, che vedrà le sale espositive dei tre centri considerati punti di preciso riferimento per il progetto culturale cittadino, Villa Pomini, Centro Civico e Museo Pagani, ospitare opere di vari artisti di indubbio valore e interesse.

"Un impegno notevole per una piccola città come la nostra – precisa l’Assessore alla Cultura, Franco Azimonti – teso a creare sempre nuove opportunità di conoscenza e approfondimento. Un progetto reso possibile grazie alla disponibilità delle tante realtà che condividono il nostro percorso che tende sempre più a consolidarsi proprio attraverso la collaborazione e la partecipazione".

I contenuti del programma, in forma molto sintetica, sono i seguenti:

  • Dal 2 al 17 Settembre: Giovanni Oteri – "Percorsi incrociati" – Incontro/conferenza 12 Settembre ore 21,00.

"Giovanni Oteri, nato tra il murmure degli ulivi saraceni e le forti correnti che vibrano tra Scilla e Cariddi, vive nei suoi ricordi il vento caldo del deserto e i templi quasi abbandonati di una civiltà che gli appartiene in sogno" (Stefano Impallomeni).

"Giovanni Oteri trasferisce le sue intuizioni oniriche in una sorta di reminiscenza evocativa, dove sogno e realtà filtrano emigrazioni ideali di fantasie mai costrette da tecniche studiate o da guizzi pindarici programmati". "Le immagini di un passato ancora integro scorrono nel filtro del ricordo del nostro Maestro. Ogni tempo ha le sue iconografie, suoni che salgono su archi di pietra ad innalzare sculture senza cuore ma con un’anima integra e pura" (Angelo Bardi).

  • Dal 17 Settembre all’1 Ottobre: I. Gandini, E. Scheffer, Michelangelo Jr, G. Reverberi, P. Panelli, P. Sormani – "Vertigine" - Incontro/conferenza 26 Settembre ore 21,00.

"Vertigine come concetto destabilizzante, perché devi dalla retta via: e ciò che non è retto in senso ortogonale non lo è neppure in senso morale. Vertigine come strumento necessario per ritornare nel flusso vitale del cosmo, nell’armonia nascosta. Se la vertigine è tensione, non necessariamente deve raggiungere il fine… l’importante è essere pronti: questa è la vita e il significato dell’esistere" (Luciana Schiroli).

Per parlare di vertigine in arte:

Con Emilie Scheffer viene proposta, attraverso l’installazione mobilissima a ogni alito d’aria, la stabilità dell’instabile: evento e sentimento, azione ed emozione, uomini ed eroi individuano l’opera che si apre a molteplici ipotesi.

Con Innocente Gandini è l’immagine storicamente codificata ad essere destabilizzata per la creazione di un rinnovato equilibrio tra copro e anima.

Con una provocazione tutta scultorea, il lievito si riappropria con Michelangelo Jr. della sua energia diventando esso stesso agente e protagonista di una mutazione che sfugge a ogni razionale previsione.

Dinamica e vettoriale è l’opera di Giancarlo Reverberi che cattura il reale nei suoi ritmi e nei suoi vortici.

Con una carica gestuale priva di compromessi, Piergiorgio Panelli rivisita la sezione cilindrica col colore e col segno.

Vertigine mentale e vertigine concreta: se ieri erano i segni, i simboli, le parole a definire incertezze, ansie e timori, oggi è l’esperienza concreta a dettare a Pietro Sormani le parole-suono, le slabbrate stesure cromatiche, i cocci di una realtà frantumata.

  • Dal 23 Settembre al 15 Ottobre: Emilio Scanavino – "Sculture – acrilici – formelle" - Incontro/conferenza 3 Ottobre ore 21,00.

"… il nero è la notte che eguaglia le cose e riduce tutto ad una parata di ombre. Io sono il pittore di queste ombre, io sono il pittore che dipinge l’altra faccia della luna, quella che non riusciamo a vedere perché ci è nascosta per sempre" (Emilio Scanavino).

"Emilio Scanavino (Genova 1922 – Milano 1986), personalità di grande rilievo e importanza nel panorama dell’arte contemporanea del secondo dopoguerra. Affermatosi a livello nazionale e internazionale: si ricordano brevemente la partecipazione alle edizioni della Biennale di Venezia nel 1958, nel 1960 e nel 1966 con sala personale, alla Biennale di Tokyo nel 1967 e tra le personali quella del 1973-1974 alla Kunsthalle di Darmstadt, in seguito trasferita a Palazzo Grassi a Venezia e a Palazzo Reale a Milano. Dal 1965 al 1967 Scanavino ha vissuto in provincia di Varese, a Tradate".

"La mostra, pensata per gli spazi espositivi di Villa Pomini, sarà curata da Rachele Ferrario e verterà su circa quaranta opere tra sculture, formelle e acrilici. Opere che Scanavino ha prodotto tra il 1957 e il 1961, provenienti dall’Archivio Scanavino di Milano e dallo studio dell’artista a Calice Ligure".

  • Dal 7 al 22 Ottobre: Giancarlo Balansino – "Diario della memoria" - Incontro/conferenza 19 Ottobre ore 21,00.

Giancarlo Balansino, già ospite a Villa Pomini nei primi mesi del ’97 con una antologica che riscosse un significativo consenso, ritorna con una personale dall’emblematico titolo " Diario della memoria". Un’occasione per capire il percorso pittorico di un artista che ha sempre affrontato varie tematiche, frutto anche di esperienze vissute con grande partecipazione emotiva "maturate sul posto" con il tanto viaggiare tra storie, culture, personaggi, colori e atmosfere.

  • Dal 14 al 29 Ottobre: Francesca Magro – "Rocce" - Incontro/conferenza 24 Ottobre ore 21,00.

"Un’artista già ospite a Villa Pomini nell’autunno ’96, ora Francesca Magro, nel proporre le sue ultime opere presso la sala polivalente del Centro Civico, contribuisce ulteriormente al consolidamento del nostro progetto attraverso una scelta tendente a valorizzare uno spazio che può apparire "minore" rispetto a Villa Pomini. L’artista così conferma, in modo non solo teorico, il convincimento che in maniera prioritaria debbano essere le opere e non il luogo a dare contenuto e valore ad una vera proposta d’arte" (Franco Azimonti).

"Una intelligente provocazione, una scommessa "contro" un cammino già tracciato e quindi più facile ma non per questo più significativo o gratificante anche perché, come scriveva oscar Wilde "I segreti dell’arte si imparano meglio in segreto. L’arte non dovrebbe mai cercare di rendersi popolare. E’ il pubblico che dovrebbe cercare di rendersi artistico" (Franco Azimonti).

  • Dal 21 Ottobre all’8 Novembre: Lorenzo Piemonti – "Opere recenti. Selezione antologica" -Incontro/conferenza 31 Ottobre ore 21,00.

"Lorenzo Piemonti e il suo lavoro di "operatore estetico" a caratterizzare un’ulteriore occasione culturale per la città di Castellanza, consolidando il rapporto di collaborazione tra due spazi espositivi che perseguono un progetto comune di crescita individuale e collettiva".

"A Villa Pomini, con le opere recenti, e al Museo d’Arte Moderna Pagani, con una selezione antologica, per dare un panorama ampio e mirato del lavoro di un artista di riconosciuto valore, attraverso un ideale itinerario storico-didattico tra pittura e scultura".

"Un artista lombardo, Lorenzo Piemonti, con un percorso ben ancorato tra le realtà di un quotidiano che diventa progetto di vita. Quasi quarant’anni di ricerca e sperimentazione. Anni vissuti sempre tra manualità, intrecci, articolazioni, geometrie… su tele o tavole o materiali di vario genere. Tutto con una passione ed una emozionalità che vanno aldilà dell’aspetto razionale e concettuale che può far apparire le opere di Piemonti, ad un osservatore poco attento, come "fredde e neutre".

"Apparentemente le composizioni di Piemonti sono solo razionali e mentali" come ha ben scritto Luciano Caramel. Ma così non è. Lo stesso artista ci conforta: "Ritengo il mio lavoro una pura espressione di ordine spirituale… una visualizzazione di pensieri". Visualizzazione che avviene soprattutto tramite i colori forti, puri, saturi e le gradazioni cromatiche… le "provocazioni ottiche", come definite da Bruno Munari" (Franco Azimonti).

  • Dall’11 al 26 Novembre: Vanadur – "Antologica e Autoritratti" - Incontro/conferenza 21 Novembre ore 21,00.

"A Villa Pomini verrà presentata l’opera pittorica dell’ultimo ventennio a firma di Vanadur, nome d’arte (al secolo dott. Yervant Mossighian), il quale pur non esercitando di mestiere la pittura ha avuto modo negli anni di maturare un linguaggio efficace e originale".

"Oltre alla qualità intrinseca della sua pittura, nutrita di una vasta cultura non solo visiva e vieppiù giovane nella ricerca di nuovi risultati e sfide al colore, vi è da considerare la sua origine armena nell’ottica di un esempio di integrazione avvenuta ma di irriducibile identità sua e della sua espressione artistica".

"La mostra coincide anche con la redazione del Catalogo Generale dei suoi dipinti a cura dell’architetto Ludwig Naroyan. L’esposizione, un’antologica degli ultimi e più fecondi vent’anni di attività del pittore, sarà comprensiva di una sezione particolare dedicata agli Autoritratti, autentico "tormentone" di Vanadur" (Federico Masedu – curatore della mostra).

  • Dal 2 al 23 Dicembre: Giuliano Giuman – "Vetro – Pitture – Installazioni" - Incontro/conferenza 12 Dicembre ore 21,00.

Giuliano Giuman è nato a Perugia il 13 Febbraio 1944. Nel 1966 interrompe gli studi musicali per iniziare a dipingere. Dopo le prime esperienze figurative, nel 1972 avvia una ricerca sul tema dell’ombra che durerà complessivamente quasi dieci anni. Nel 1974 dipinge la "Fenomenologia" che espone per la prima volta a Bologna: un lavoro unico di circa trenta metri. Quest’opera segna l’inizio di un lungo e rigoroso percorso di ricerca che si colloca nell’area più avanzata dell’arte contemporanea. Dal 1986 inizia a lavorare su vetro, con procedimenti e assemblaggi di sua invenzione, per opere di grandi dimensioni, fisse o mobili. Nel 1990 pubblica "Transparent music" e presenta "libro di vetro", "pagina" e "vetrocromia" che fondono la pittura su vetro con quella su supporti tradizionali.

"In Giuman vi è un lirismo che permette all’artista di rimanere lontano dal rigore dell’astrattismo geometrico e anche dalla grossolanità di molta transavanguardia recente; e che, invece, gli consente di realizzare una sua espressività personalissima, incline alla meditazione e alla lenta distillazione di immagini intime, che giungono alla superficie e si estrinsecano soltanto dopo una lunga incubazione e dopo un’indispensabile e sofferta pausa creativa" (Gillo Dorfles).

"Le composizioni di Giuman rivelano un chiaro linguaggio strutturale. Questo è importante perché l’arte del costruire si fonda su un linguaggio strutturale". "Pur esprimendo tale consapevolezza progettuale, l’opera di Giuman esprime essenzialmente la magia del pennello. Si possono udire i morbidi suoni dell’incontro tra pennello, colore e vetro. E’ questa combinazione di forma grafica e fluidità pittorica che contraddistingue la sua arte" (Andrew Moor).

"Oltre alle mostre – esposizioni – ricorda l’Assessore Azimonti – mi pare significativo evidenziare i tanti momenti dedicati all’approfondimento attraverso gli "incontri con l’artista" programmati all’interno di ogni proposta espositiva, da viversi con il prezioso contributo dei curatori delle diverse mostre".

Ogni appuntamento sarà, comunque, fatto conoscere con informazioni più precise e approfondite. L’auspicio è che le tante occasioni dell’autunno d’arte castellanzese possano essere partecipate e vissute con un interesse sempre crescente.

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