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Ore 11.11.27
Giorno
04/06/07
Lo speciale di Varesenews
 
Locarno - il punto della situazione a metà Festival
Locarno, mon amour...

Il Festival di Locarno è giunto al giro di boa ed è già ora delle prime riflessioni.

Locarno è stato definito "il più piccolo dei grandi festival, oppure il più grande dei piccoli".

Mai una definizione fu più azzeccata.

Locarno è amata dal pubblico e dagli addetti ai lavori, è dimostrato dalla quantità e dalla qualità delle opere presentate. Ma c’è qualche cosa in più a Locarno rispetto le altre località sede di Festival, citando non a caso le rivali Venezia e Cannes, legato soprattutto all’aria che si respira sul Lago Maggiore. Esiste una sorta di magica comunione che avvicina la gente ai protagonisti dell’evento; la piazza Grande diventa un rito sacro che accomuna tutti nella sua atmosfera. Non ci sono le feste blindate di Venezia, non ci sono le limousine chilometriche dei divi di Cannes, anche se a volte i divi sono gli stessi. Ecco allora che passeggiando sul lungo lago ogni incontro è possibile, dal regista Zhang Yuan, recente Leone d’oro per la regia con Diciassette anni, a passeggio per le vie di Locarno con la figlioletta oppure il regista Fruit Chan con tutto il cast di Xilu Xiang, compreso l’applauditissimo decenne Yiu Yuet-ming, protagonista della pellicola, seduti per il caffè ai margini della piazza Grande. Ma questi sono solo alcuni degli incontri particolari che si possono fare in piazza…

Proprio la visione serale in piazza è uno degli elementi magici del Festival, oltre settemila persone in silenzio ad osservare lo schermo gigantesco, uno degli impianti all’aperto più vasti al mondo, accomuna l’intera platea, dal giornalista al cinefilo, dal curioso al giurato. E’ una festa del cinema celebrata all’unisono, tutti sono invitati, non come negli altri Festival dove i posti migliori sono riservati a pochi privilegiati e la massa deve lottare per accaparrarsi quelli rimasti, altrimenti si resta fuori. Non sono parole di circostanza quelle del presidente di giuria Naum Klejman che ha affermato che la piazza Grande è un sogno per qualunque regista.

Ma il Festival procede anche nel presentare i film in concorso, abilmente scelti fra i più validi , innovativi e discussi della stagione. Marco Muller, astuta volpe del cinema, ha saputo selezionare film splendidi come l’applauditissimo Xilu Xiang, con la già citata prova del piccolo protagonista, che si candida come uno dei possibili pretendenti alla statuetta d’oro, ma anche film innovativi quale Time Code, il progetto digitale di Mike Figgis, che non può non aprire un lungo dibattito su cosa sia e non sia il cinema, oppure film decisamente brutti, è il caso di Baise-moi, ma capaci di attirare una forte attenzione mediatica sul Festival, dando ampia visibilità ad un evento in continua evoluzione.

Grande cura anche per l’organizzazione, svizzera sotto tutti gli aspetti, precisa ed impeccabile, al punto che la proiezione serale in piazza Grande inizi puntuale alle 21.30 solo dopo che siano terminati i rintocchi del campanile che la domina. Solo la pioggia è riuscita a creare dei disagi, ma quelli erano inevitabili. Ieri è tornato a splendere il sole, speriamo che tempo e Festival continuino così.

Carlo Prevosti

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