Il Festival di
Locarno è giunto al giro di boa ed è già ora delle prime riflessioni.Locarno è
stato definito "il più piccolo dei grandi festival, oppure il più grande dei
piccoli".
Mai una definizione fu più azzeccata.
Locarno è amata dal pubblico e dagli addetti ai lavori, è dimostrato dalla quantità
e dalla qualità delle opere presentate. Ma cè qualche cosa in più a Locarno
rispetto le altre località sede di Festival, citando non a caso le rivali Venezia e
Cannes, legato soprattutto allaria che si respira sul Lago Maggiore. Esiste una
sorta di magica comunione che avvicina la gente ai protagonisti dellevento; la
piazza Grande diventa un rito sacro che accomuna tutti nella sua atmosfera. Non ci sono le
feste blindate di Venezia, non ci sono le limousine chilometriche dei divi di Cannes,
anche se a volte i divi sono gli stessi. Ecco allora che passeggiando sul lungo lago ogni
incontro è possibile, dal regista Zhang Yuan, recente Leone doro per la regia con Diciassette
anni, a passeggio per le vie di Locarno con la figlioletta oppure il regista Fruit
Chan con tutto il cast di Xilu Xiang, compreso lapplauditissimo decenne Yiu
Yuet-ming, protagonista della pellicola, seduti per il caffè ai margini della piazza
Grande. Ma questi sono solo alcuni degli incontri particolari che si possono fare in
piazza
Proprio la visione serale in piazza è uno degli elementi magici del Festival, oltre
settemila persone in silenzio ad osservare lo schermo gigantesco, uno degli impianti
allaperto più vasti al mondo, accomuna lintera platea, dal giornalista al
cinefilo, dal curioso al giurato. E una festa del cinema celebrata allunisono,
tutti sono invitati, non come negli altri Festival dove i posti migliori sono riservati a
pochi privilegiati e la massa deve lottare per accaparrarsi quelli rimasti, altrimenti si
resta fuori. Non sono parole di circostanza quelle del presidente di giuria Naum Klejman
che ha affermato che la piazza Grande è un sogno per qualunque regista.
Ma il Festival procede anche nel presentare i film in concorso, abilmente scelti fra i
più validi , innovativi e discussi della stagione. Marco Muller, astuta volpe del cinema,
ha saputo selezionare film splendidi come lapplauditissimo Xilu Xiang, con la
già citata prova del piccolo protagonista, che si candida come uno dei possibili
pretendenti alla statuetta doro, ma anche film innovativi quale Time Code, il
progetto digitale di Mike Figgis, che non può non aprire un lungo dibattito su cosa sia e
non sia il cinema, oppure film decisamente brutti, è il caso di Baise-moi, ma
capaci di attirare una forte attenzione mediatica sul Festival, dando ampia visibilità ad
un evento in continua evoluzione.
Grande cura anche per lorganizzazione, svizzera sotto tutti gli aspetti, precisa
ed impeccabile, al punto che la proiezione serale in piazza Grande inizi puntuale alle
21.30 solo dopo che siano terminati i rintocchi del campanile che la domina. Solo la
pioggia è riuscita a creare dei disagi, ma quelli erano inevitabili. Ieri è tornato a
splendere il sole, speriamo che tempo e Festival continuino così.