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Il comune di Varese scrive al Ministero di Grazia e Giustizia : «Il carcere dei
Miogni va sostituito» 1.050 i miliardi stanziati nell'ultimo DPEF per l'edilizia
penitenziaria |
| Giorni contati per
il carcere dei Miogni |
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1.050 miliardi a
disposizione da settembre per innovare il patrimonio edilizio carcerario. Lo stanziamento
risiede nell'ultimo DPEF ( Documento di Programmazione economico finanziaria) del governo
Amato. Varese rilancia, quindi, il suo piano per la costruzione di una nuova struttura
alla periferia sud della città. Come avvenne già nel '95, questa volta la Giunta gioca
d'anticipo, presentando lo stesso progetto e ricordando l'esclusione, avvenuta a suo
tempo, per esaurimento di fondi:
«Speriamo ci riconoscano la prelazione » afferma il sindaco Aldo Fumagalli riferendosi
alla richiesta avanzata al Ministero di Grazia e Giustizia.
L'area prescelta è quella denominata "i Duni" a Bizzozzero al confine tra il
capoluogo e Lozza. « Si tratta dell'unica area disponibile - prosegue il Sindaco - altre
zone si dovranno cercare in comuni limitrofi.» Secondo il piano di distribuzione dei
fondi, infatti, ogni comune deve presentare un progetto con l'indicazione di tre aree
possibili tra cui il Ministero può scegliere, in base ad alcune caratteristiche, tra cui
i collegamenti e le vicinanze con la caserma dei Carabinieri.
Esiste il pericolo che non essendoci, al momento, alternative, Varese possa veder sfumare
il diritto allo stanziamento?
« Non credo proprio - assicura Fumagalli - perché prima che partano i lavori passeranno
sicuramente almeno due anni, e per quell'epoca saremo sicuramente in grado di fornire
valide alternative.»
Dunque, Varese attende fiduciosa di poter ricevere parte dei 1.050 miliardi
stanziati per l'intero territorio nazionale. Il finanziamento è, a dir poco, urgente dato
che i Miogni hanno ormai i giorni contati. In base all'ultimo rapporto dell'Asl , la
struttura dovrebbe essere chiusa immediatamente: fatiscente, sovrappopolata, in condizioni
igienico sanitarie allucinanti. «Sono reclusi anche undici detenuti sieropositivi e
quattro malati di Aids -
rivela il senatore di AN Piero Pellicini - non sono separati dagli altri perché mancano
gli spazi. »
In attesa di notizie da Roma, però, si deve trovare una soluzione immediata che faccia
fronte all'emergenza.
« C'è un progetto pensato dagli agenti penitenziari che potrebbe funzionare - racconta
Pellicini - gli attuali detenuti del carcere ( circa 120) dovrebbero essere trasferiti in
un'altra struttura vicina, per esempio, il carcere di Bollate. A Varese potrebbero
rimanere solo una trentina di detenuti, magari quelli in attesa di giudizio, che devono
restare a disposizione dell'autorità inquirente o giudicante. La situazione avrebbe il
carattere dell'emergenza finche non sarà ultimato il nuovo istituto penitenziario in
città. »
A settembre, il consiglio comunale discuterà della questione carcere e della sua futura
ubicazione. Non è comunque detta l'ultima parola in merito alla collocazione cittadina.
Spazi esterni cercansi, possibilmente vicini alla stazione dei Carabinieri. |
Alessandra Toni
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