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Ore 11.11.40
Giorno
04/06/07

Morì deportato a Dachau per salvare altre vite

 
Varese - Le lettere spedite dalle carceri ai famigliari
"Non vi preoccupate per me, saprò resistere a questo inferno"

Dal carcere dei Miogni di Varese a quello di San Donnino di Como, a S.Vittore, al lager di Bolzano-Gries. Infine in Germania, dopo nove mesi di durissima detenzione

...Da Como l'8 maggio 1944 il detenuto era riuscito a inviare un breve messaggio a casa. Due foglietti diretti ai figli. Parole di conforto, inviti a resistere. "Coraggio e fiducia. - aveva scritto - Vi stringo forte al petto e vi bacio con ardore".

La detenzione a Como terminò con il mese di giugno. Marrone con altri compagni di lotta venne destinato al carcere milanese di San Vittore. Il 7 settembre, sei righe scritte fitte, a penna, con il carattere minuto, per sfruttare appieno lo spazio disponibile. Marrone, in carcere ormai da otto mesi, aveva avvertito il pericolo incombente di dover lasciare l'Italia, visto che le partenze si erano susseguite in quei giorni ad un ritmo incalzante. Era apparso profondamente segnato nell'animo: "Quale destino ci attende? Mettiamoci nelle mani e protezione della Madonna. Sempre coraggio e baci ardenti e prolungati L'ora del distacco dall’Italia ha era ormai nell'aria. Il 29 settembre il primo accenno: "Forse lunedì o martedì ci imbarcheranno per salire più a nord. E fin a quando e fin dove? Non vi preoccupate per me che in qualunque posto o luogo, saprò resistere a questa vita di bestie immonde".

Infondeva ai famigliari fiducia e coraggio per il futuro

…Nella casa di via Sempione a Varese, erano giunte altre due lettere, consegnate da emissari sconosciuti. "È zio Peppo che le manda", avevano detto i postini improvvisati, poi se n'erano andati. Furono gli ultimi iscritti. Poi segui il silenzio. "Oggi si doveva proseguire la Via Crucis - aveva registrato il 5 ottobre - ma è stata sospesa 1a partenza a causa di forte pillolamento (nota: bombardamento) a poca distanza da noi.

"È proprio una Via Crucis. Speriamo di non arrivare al Golgota"

Mi duole non poco non avere vostre notizie e sa Dio quando potrò averne. Proprio una Via Crucis. Speriamo di non arrivare al Golgota e passare alla resurrezione. Come sento il bisogno di un vostro conforto. Coraggio e fortezza da entrambe le parti!". Le porte di Dachau, il primo campo di concentramento per politici realizzato da Hitler nel 1933, si schiusero per Calogero Marrone pochi giorni dopo. Da quel momento i familiari non ebbero più notizie sino al febbraio del 1945 quando la Pontificia Commissione Assistenza comunicò "che il dottor Marrone, già segretario del Comune di Varese, fino alla data del 7 dicembre 1944 trovavasi nel campo di concentramento di Dachau (Monaco) in perfetta salute".

Questa, per certi aspetti positiva notizia, venne smentita dai fatti immediatamente successivi. Calogero Marrone era infatti morto a Dachau, con ogni probabilità il 15 febbraio 1945, dopo essere stato colpito da tifo petecchiale, il fisico debilitato dagli stenti e dalle privazioni.                   

                                       Franco Giannantoni
Tratto da Vivere Varese numero di Luglio 2000

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