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Ore 11.11.46
Giorno
04/06/07
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Varese – Le ACLI varesine esprimono la loro solidarietà al giovane studente Joshua Morgan

«La questione immigrazione non è affare di ordine pubblico»


Le ACLI varesine esprimono la loro solidarietà al giovane studente Joshua Morgan, gli augurano una pronta guarigione e di poter presto ottenere l'asilo politico, assieme agli altri extracomunitari residenti nella nostra provincia che si trovano nella medesima condizione (circa 150 persone).

L'aggressione, immotivata e gratuita, verificatasi a Varese accade a pochi mesi di distanza da un altro grave episodio di intolleranza e violenza avvenuto a Gallarate il 14 marzo scorso, quando un piccolo imprenditore ha cercato di intimidire alcuni lavoratori extracomunitari, che rivendicavano migliori condizioni di lavoro ed economiche, dando fuoco a Jon Cazacu, deceduto successivamente per le gravi ustioni riportate. 

Le ACLI credono che la città e la provincia di Varese non siano razziste, ma sono altrettanto convinte che purtroppo, sul piano socio- politico sono presenti forti dosi di intolleranza e punte di razzismo, alimentate da prese di posizione, iniziative e gesti che minano la possibilità del confronto democratico. Le ACLI con la stessa intensità  con la quale denunciano, carenze, ritardi e disattenzione delle Istituzioni nei confronti dei cittadini, istigandoli a spinte emotive di rottura ed esclusione, anzichè orientarli a valutazioni e scelte razionali, all'assunzione di responsabilità, a cercare forme di incontro e di civile convivenza.

La presenza di extracomunitari nella nostra città come in tutta Europa genera una serie di problemi di non facile soluzione, ai quali occorre dare una risposta: casa, lavoro, scuola, assistenza sanitaria, pratica religiosa, sicurezza ecc.
Alcuni di essi non sono nuovi, sono gli stessi emersi alcuni decenni or sono quando il flusso migratorio era tutto interno al nostro paese, e proveniva prevalentemente dal sud e dal Veneto. A questi - la cui soluzione non fu facile neppure allora e richiese alcuni decenni di assestamento- se ne aggiungono dei nuovi, aggravati dal fenomeno della clandestinità. Uno "status" che spesso contribuisce non tanto a creare una discriminante tra buoni e cattivi, quanto ad alimentare devianze, a spingere nelle mani dello sfruttamento e della criminalità persone che sono fuggite dai loro paesi con progetti e forse illusioni che nulla hanno da spartire con la malavita.

La Provincia di Varese ha da tempo avviato l'Osservatorio dell'Immigrazione, uno strumento prezioso ed indispensabile per conoscere le evoluzioni di un fenomeno che comunque tende ad ampliarsi. La conoscenza del fenomeno è importante ma se non produce iniziative rappresenta non un attenuante ma un aggravante per chi governa.

Le ACLI che già hanno aderito e partecipano alle commissioni promosse dalla Provincia, sollecitano interventi più decisi e visibili per quanto riguarda: centri di accoglienza, alloggi per i lavoratori e le loro famiglie, assistenza sanitaria, scuola ed inserimento sociale, luoghi di culto. 

Alla luce di queste priorità è evidente che il quadro di riferimento è complesso e non è solo un problema di ordine pubblico.

                                       

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