Sono tornati
poco
dopo la mezzanotte di domenica i 107 ragazzi delle
parrocchie di Varese partiti venerdì alla volta di Roma: un percorso spirituale prima
ancora che geografico lungo e coinvolgente, sia in termini emozionali che in termini
numerici."Le parrocchie partite venerdì erano quelle di Masnago, Bizzozzero,
S.Fermo, Avigno e Binago a cui si sono aggiunti, nel viaggio, anche i ragazzi della
parrocchia di Carnago. racconta don Luca Violoni, coadiuture di Masnago e
organizzzatore materiale del gruppo varesino partito venerdì - Noi 107 non eravamo però
i soli varesini a Roma: altri gruppi sono stati nella capitale tutta la settimana, come i
ragazzi della parrocchia di Biumo inferiore che sono partiti insieme a quelli dei
Salesiani, oppure a quelli delle parrocchie di Casciago, Luvinate e Morosolo"
Solo un weekend romano per i ragazzi delle parrocchie varesine
"Quella di non andare a Roma per tutta la settimana è stata una scelta, più
precisamente una scelta di accoglienza. Dal 10 al 14 agosto le parrocchie hanno infatti
accolto alcuni ragazzi stranieri che si dirigevano a Roma: 140 ragazzi francesi (50 a
Masnago, 20 a Biumo superiore, 20 a San Fermo e 50 a Malnate) e 50 ragazzi rumeni, nella
parrocchia di Casciago. E stata una bella esperienza, abbiamo condiviso momenti di
preghiera qui a Varese e nel Duomo di Milano con il cardinale Martini, e le famiglie
varesine malgrado il periodo di ferie - sono state molto accoglienti: da noi a Masnago tutti i ragazzi hanno alloggiato in
case private, ma in generale sono stati in pochissimi ad essere ospitati nelle strutture
degli oratori".
Ci racconti del vostro viaggio verso Roma
"Il nostro viaggio è cominciato venerdì pomeriggio: abbiamo fatto una prima tappa
per la via crucis a La Verna, nel luogo in Toscana dove S.Francesco ha ricevuto le
stimmate. Una scelta di maggiore raccoglimento, fuori dal caos delle via Crucis Romana,
dove i ragazzi hanno potuto confessarsi con calma e partecipare alle processioni. In
serata siamo arrivati a Roma, alloggiati a Vitinia. E poi dal giorno dopo siamo stati al
grande incontro di Tor Vergata"
I ragazzi si sono comportati bene?
"Erano quasi tutti maggiorenni, se la sono cavata bene".
Quali sono state le sue personali impressioni?
"per un verso è stata una grande sorpresa vedere il papa così giovane
spiritualmente e sentirlo così vivo, coinvolto. Ai giovani ha consegnato un vero e
proprio testamento spirituale: quello che ha detto loro sul mistero di Cristo è il
distillato di quello che pensa. Già nellincontro di Parigi si era compreso che
aspettava questo momento e in effetti ha dato a chi ha partecipato allincontro
qualcosa di essenziale. Stare lì in mezzo e guardarsi intorno faceva venire la pelle
doca, è impressionante: si capisce "di pelle" che quello a cui stai
partecipando è un evento che non riguarda solo te. Il cammino, e le forti emozioni, però
funzionano solo se poi a casa non ci si ritrova a usare il "modello fai da te",
cioè non si ritorna a vivere la fede da solitari: un rischio che, passato
lentusiasmo di questi momenti durante lanno si corre spesso. Per evitarlo è
necessario continuare il cammino insieme, o meglio ancora, come consiglio io, bisogna
uscire da questi momenti forti con una decisione già presa per limmediato
futuro".