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Ore 11.11.47
Giorno
04/06/07
"Profumo di tolleranza": i varesini al Giubileo dei giovani

 

Il sito della parrocchia di Masnago
Varese – Il racconto di quanti hanno partecipato al Giubileo dei giovani a Roma
Da Varese in cento per festeggiare con il Papa

Sono tornati poco dopo la mezzanotte di domenica i 107 ragazzi delle parrocchie di Varese partiti venerdì alla volta di Roma: un percorso spirituale prima ancora che geografico lungo e coinvolgente, sia in termini emozionali che in termini numerici.

"Le parrocchie partite venerdì erano quelle di Masnago, Bizzozzero, S.Fermo, Avigno e Binago a cui si sono aggiunti, nel viaggio, anche i ragazzi della parrocchia di Carnago. – racconta don Luca Violoni, coadiuture di Masnago e organizzzatore materiale del gruppo varesino partito venerdì - Noi 107 non eravamo però i soli varesini a Roma: altri gruppi sono stati nella capitale tutta la settimana, come i ragazzi della parrocchia di Biumo inferiore che sono partiti insieme a quelli dei Salesiani, oppure a quelli delle parrocchie di Casciago, Luvinate e Morosolo"

Solo un weekend romano per i ragazzi delle parrocchie varesine…
"Quella di non andare a Roma per tutta la settimana è stata una scelta, più precisamente una scelta di accoglienza. Dal 10 al 14 agosto le parrocchie hanno infatti accolto alcuni ragazzi stranieri che si dirigevano a Roma: 140 ragazzi francesi (50 a Masnago, 20 a Biumo superiore, 20 a San Fermo e 50 a Malnate) e 50 ragazzi rumeni, nella parrocchia di Casciago. E’ stata una bella esperienza, abbiamo condiviso momenti di preghiera qui a Varese e nel Duomo di Milano con il cardinale Martini, e le famiglie varesine – malgrado il periodo di ferie - sono state molto accoglienti: da noi a Masnago tutti i ragazzi hanno alloggiato in case private, ma in generale sono stati in pochissimi ad essere ospitati nelle strutture degli oratori".

Ci racconti del vostro viaggio verso Roma…
"Il nostro viaggio è cominciato venerdì pomeriggio: abbiamo fatto una prima tappa per la via crucis a La Verna, nel luogo in Toscana dove S.Francesco ha ricevuto le stimmate. Una scelta di maggiore raccoglimento, fuori dal caos delle via Crucis Romana, dove i ragazzi hanno potuto confessarsi con calma e partecipare alle processioni. In serata siamo arrivati a Roma, alloggiati a Vitinia. E poi dal giorno dopo siamo stati al grande incontro di Tor Vergata"

I ragazzi si sono comportati bene?
"Erano quasi tutti maggiorenni, se la sono cavata bene".

Quali sono state le sue personali impressioni?
"per un verso è stata una grande sorpresa vedere il papa così giovane spiritualmente e sentirlo così vivo, coinvolto. Ai giovani ha consegnato un vero e proprio testamento spirituale: quello che ha detto loro sul mistero di Cristo è il distillato di quello che pensa. Già nell’incontro di Parigi si era compreso che aspettava questo momento e in effetti ha dato a chi ha partecipato all’incontro qualcosa di essenziale. Stare lì in mezzo e guardarsi intorno faceva venire la pelle d’oca, è impressionante: si capisce "di pelle" che quello a cui stai partecipando è un evento che non riguarda solo te. Il cammino, e le forti emozioni, però funzionano solo se poi a casa non ci si ritrova a usare il "modello fai da te", cioè non si ritorna a vivere la fede da solitari: un rischio che, passato l’entusiasmo di questi momenti durante l’anno si corre spesso. Per evitarlo è necessario continuare il cammino insieme, o meglio ancora, come consiglio io, bisogna uscire da questi momenti forti con una decisione già presa per l’immediato futuro".

Stefania Radman  

                                       

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