| LAssessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Varese ha
pubblicato un interessante documento sullimmigrazione extracomunitaria
nellambito provinciale, che verrà inviato a tutti i Comuni ed agli operatori delle
istituzioni e del privato sociale che si occupano del fenomeno.
Il documento rientra nellambito
dellattività di divulgazione di dati e di informazioni, già avviata a partire dal
1996, e che nellanno in corso si è strutturata come specifico "Osservatorio
Provinciale sullImmigrazione", anche grazie ad un finanziamento regionale sul
fondo per limmigrazione.
Lattività dellosservatorio si sta
sviluppando anche su altri fronti. Anzitutto i tavoli di lavoro, che hanno contribuito a
mettere in luce le principali problematiche legate allimmigrazione in provincia di
Varese e a fornire spunti per la presentazione di nuovi progetti (in particolare un
progetto di massima per la realizzazione di una rete di sportelli per gli immigrati
coordinata a livello provinciale, attualmente al vaglio dei Comuni). Poi la raccolta di
dati quantitativi sulle principali caratteristiche della popolazione immigrata e
lindagine qualitativa che prenderà il via nel mese di settembre e che verrà
realizzata dallISMU - Fondazione Cariplo.
Infine lindagine diretta presso i Comuni per
la rilevazione di informazioni di tipo qualitativo (servizi, progetti e interventi in
favore degli immigrati, problematiche locali, bisogni emergenti, fabbisogno informativo).
"Monitorare limmigrazione in tutti i
suoi aspetti" afferma lassessore Orlini "è di fondamentale importanza per poter governare al meglio un fenomeno
che anche in provincia di Varese sta assumendo proporzioni rilevanti, con conseguenti
ricadute sullorganizzazione dei servizi del territorio. Basti pensare che dal 1996
(anno della prima rilevazione statistica effettuata dalla Provincia) a fine 1999 gli
extracomunitari residenti sono passati dal 8.970 a 13.854, con un incremento del 54% e che
la componente femminile è aumentata di ben il 70%, anche a seguito dei ricongiungimenti
familiari. Questo andamento lascia prevedere una crescita elevata della domanda di servizi
specifici per linfanzia e la famiglia, a cui il territorio dovrà prepararsi a
rispondere"
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