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Ore 11.11.49
Giorno
04/06/07
Varese – Da alcune settimane l'emergenza calabroni manda in tilt il centralino di Vigili del fuoco, Asl e affolla i Pronto Soccorso
Panico da calabroni, alcuni consigli per mantenere la calma

Non si contano quasi più le richieste a Vigili del Fuoco, all’Asl per disinfestazioni e gli arrivi in ospedale causati dalle punture di vespe e nel caso peggiore di calabroni, che negli ultimi giorni hanno raggiunto picchi altissimi. Proprio i calabroni sembrano essere nelle calde settimane di agosto l'incubo dei molti, che tornati dalle vacanze si sono ritrovati, in qualche angolo della casa un bel nido di calabroni, che nella più totale tranquillità di una casa lasciata vuota per le vacanze hanno sapientemente costruito la propria dimora, che in alcuni casi raggiunge dimensioni notevoli.

Nel momento della sgradita sorpresa l'allarmismo la fa da padrone e le telefonate ai vigili del fuoco non si contano, così come le richieste all'Asl per le disinfestazioni. «Solo lunedi’ -ha dichiarato Gianfranco Bertani del dipartimento di prevenzione dell’Asl- le richieste sono state sessanta, e solo alla fine della settimana si riducono a poche decine». Insomma il servizio disinfestazione dell’Azienda sanitaria provinciale ha un bel da fare e i tempi di attesa sono di una settimana. «Gli utenti -continua Bertani- quando scoprono il nido diventano impazienti, ma il panico è del tutto inutile». Inutile perché il nido con tutta probabilità condivide l'abitazione con i padroni di casa già da tempo e giace del tutto inoffensivo finche’ non infastidito.

Certo trovarsi di fronte a nidi di calabrone con un diametro di trenta o quaranta centimetri non farà trascorrere sonni tranquilli ai malcapitati. Queste possono essere, infatti, le dimensioni delle dimore dell'imenottero più grande in Italia, che stabilisce la sua tana nei cassonetti delle tapparelle, nei sottotetti, sottogrondaie.   «I calabroni a differenza di api e vespe, che foraggiano sui fiori, sono predatori e come tali sono anche fastidiosi alle coltivazioni, poiché si nutrono di frutti succosi come albicocche, pesche, causando danni agli alberi da frutto -racconta Adriano Martinoli, ricercatore in zoologia dell'università dell'Insubria- costruisce grossi nidi, che arrivano anche al metro di larghezza con un materiale simile alla carta compressa, che ricava masticando legno marcescente.» «Le zone scelte sono i sottotetti, sottogrondaie, perché riparate dalla pioggia, ma nello stesso tempo esposte al sole e al caldo».

Le colonie di calabroni sono numerose e possono raggiungere anche il migliaio di individui, nonostante ciò anche Martinoli rassicura sulla pericolosità di questi insetti. «È vero che la puntura del calabrone è molta dolorosa e in alcuni casi può provocare shock anafilattici, ha infatti un pungiglione lungo tre o quattro centimetri ed è in grado di iniettare dosi enormi di veleno.» «È altresì vero che il calabrone, in quanto insetto sociale, usa difendere la sua dimora e se stesso e attacca solo nel momento in cui si sente minacciato».

Evitare quindi movimenti inconsulti e bruschi vicino al nido, considerato che con il caldo questo perfetto volatore, diventa molto attivo e, a dispetto dell'inverno, che lo costringe a movimenti rallentati, attacca con velocità fulminea. Altro consiglio è di evitare il fai da te senza le dovute precauzioni, maschera da apicoltore e triplo strato di vestiti, prese le quali diventa fattibile intervenire direttamente per rimuovere il nido.

È necessario evitare il panico e le spesso inutili corse al pronto soccorso anche nel caso di punture. «Abbiamo operato in questi giorni di umidità parecchi interventi per punture di vespe, calabroni e addirittura zanzare –dice Saverio Chiaravalle, medico del pronto soccorso dell’ospedale di Circolo- ma nel 95% per cento dei casi si tratta di falsi allarmi, soprattutto quando il prurito per la puntura di una zanzara è scambiato per qualcosa di grave». E di casi come questi a sentire il medico ce ne sono parecchi. «I sintomi dello shock anafilattico sono chiari, labbra gonfie, difficolta’ respiratorie e sudorazione, in questi casi l’intervento d’urgenza si rende rigorosamente necessario». Anche nel caso di orticaria, che si manifesta con prurito e chiazze rosse sparse per il corpo, è opportuno recarsi al pronto soccorso, ma in altri casi si rivela del tutto inutile. Tre sono i consigli del medico in quest’ultima circostanza. «Evitare i rimedi della nonna, tipo ammoniaca, che sul momento da’ sollievo, ma poi si rivela irritante, applicare localmente del ghiaccio e per ultimo assumere antistamici o applicare una pomata al cortisone».    

Catia Spagnolo 

                                       

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