Non si contano quasi più le richieste a Vigili del Fuoco,
allAsl per disinfestazioni e gli arrivi in ospedale causati dalle punture di vespe e
nel caso peggiore di calabroni, che negli ultimi giorni hanno raggiunto picchi altissimi.
Proprio i calabroni sembrano essere nelle calde settimane di agosto l'incubo dei molti,
che tornati dalle vacanze si sono ritrovati, in qualche angolo della casa un bel nido di
calabroni, che nella più totale tranquillità di una casa lasciata vuota per le vacanze
hanno sapientemente costruito la propria dimora, che in alcuni casi raggiunge dimensioni
notevoli.
Nel momento della sgradita sorpresa l'allarmismo la fa
da padrone e le telefonate ai vigili del fuoco non si contano, così come le richieste
all'Asl per le disinfestazioni. «Solo lunedi -ha dichiarato Gianfranco Bertani del
dipartimento di prevenzione dellAsl- le richieste sono state sessanta, e solo alla
fine della settimana si riducono a poche decine». Insomma il servizio disinfestazione
dellAzienda sanitaria provinciale ha un bel da fare e i tempi di attesa sono di una
settimana. «Gli utenti -continua Bertani- quando scoprono il nido diventano impazienti,
ma il panico è del tutto inutile». Inutile perché il nido con tutta probabilità
condivide l'abitazione con i padroni di casa già da tempo e giace del tutto inoffensivo
finche non infastidito.
Certo trovarsi di fronte a
nidi di calabrone con un diametro di trenta o quaranta centimetri non farà trascorrere
sonni tranquilli ai malcapitati. Queste possono essere, infatti, le dimensioni delle
dimore dell'imenottero più grande in Italia, che stabilisce la sua tana nei cassonetti
delle tapparelle, nei sottotetti, sottogrondaie. «I calabroni a differenza di
api e vespe, che foraggiano sui fiori, sono predatori e come tali sono anche fastidiosi
alle coltivazioni, poiché si nutrono di frutti succosi come albicocche, pesche, causando
danni agli alberi da frutto -racconta Adriano Martinoli, ricercatore in zoologia
dell'università dell'Insubria- costruisce grossi nidi, che arrivano anche al metro di
larghezza con un materiale simile alla carta compressa, che ricava masticando legno
marcescente.» «Le zone scelte sono i sottotetti, sottogrondaie, perché riparate dalla
pioggia, ma nello stesso tempo esposte al sole e al caldo».
Le colonie di calabroni sono numerose e possono
raggiungere anche il migliaio di individui, nonostante ciò anche Martinoli rassicura
sulla pericolosità di questi insetti. «È vero che la puntura del calabrone è molta
dolorosa e in alcuni casi può provocare shock anafilattici, ha infatti un pungiglione
lungo tre o quattro centimetri ed è in grado di iniettare dosi enormi di veleno.» «È
altresì vero che il calabrone, in quanto insetto sociale, usa difendere la sua dimora e
se stesso e attacca solo nel momento in cui si sente minacciato».
Evitare quindi movimenti
inconsulti e bruschi vicino al nido, considerato che con il caldo questo perfetto
volatore, diventa molto attivo e, a dispetto dell'inverno, che lo costringe a movimenti
rallentati, attacca con velocità fulminea. Altro consiglio è di evitare il fai da te
senza le dovute precauzioni, maschera da apicoltore e triplo strato di vestiti, prese le
quali diventa fattibile intervenire direttamente per rimuovere il nido.
È necessario evitare il panico e le spesso inutili
corse al pronto soccorso anche nel caso di punture. «Abbiamo operato in questi giorni di
umidità parecchi interventi per punture di vespe, calabroni e addirittura zanzare
dice Saverio Chiaravalle, medico del pronto soccorso dellospedale di Circolo-
ma nel 95% per cento dei casi si tratta di falsi allarmi, soprattutto quando il prurito
per la puntura di una zanzara è scambiato per qualcosa di grave». E di casi come questi
a sentire il medico ce ne sono parecchi. «I sintomi dello shock anafilattico sono chiari,
labbra gonfie, difficolta respiratorie e sudorazione, in questi casi
lintervento durgenza si rende rigorosamente necessario». Anche nel caso di
orticaria, che si manifesta con prurito e chiazze rosse sparse per il corpo, è opportuno
recarsi al pronto soccorso, ma in altri casi si rivela del tutto inutile. Tre sono i
consigli del medico in questultima circostanza. «Evitare i rimedi della nonna, tipo
ammoniaca, che sul momento da sollievo, ma poi si rivela irritante, applicare
localmente del ghiaccio e per ultimo assumere antistamici o applicare una pomata al
cortisone».
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