Un giubileo da varesini: se i
Salesiani e alcune altre parrocchie sono scesi a Roma per una settimana intera, sono stati
comunque ben in 107 a partire nella giornata di venerdì. Ci siamo fatti raccontare
tutto di questa esperienza da sette ragazzi della parrocchia di S.Fermo (nella
foto), pellegrini e viaggiatori scanzonati come gli altri cento che sono
partiti con due pullman alla volta del "Giubileo dei giovani"."Siamo
partiti venerdì mattina alle sei e per mezzogiorno eravamo già a La Verna, il luogo in
cui S.Francesco ha ricevuto le stimmate. - comincia a raccontare Walter, 31 anni, elettrotecnico "Lì
abbiamo seguito la messa e la via crucis. Cera parecchia gente, ma non era niente
confronto a quello che ci aspettava
A Roma siamo arrivati alle otto di sera, ma più
precisamente siamo arrivati a Vitinia, allalbergo Santa Cecilia".
Cosa avete fatto come prima cosa quando siete arrivati a Roma?
"abbiamo mangiato!" negli occhi di Francesca - 17 anni, studente al liceo classico- cè
ancora il ricordo della fame.
E poi? "poi abbiamo cercato di passare la Porta Santa"
continua Walter.
Cosa significa "abbiamo cercato"? "significa che non ci
siamo riusciti!" ridono tutti in coro. E Walter, che oramai si è preso la briga di
fare il cronista ufficiale, spiega: "avevamo delle informazioni scorrette sugli
orari, così abbiamo scoperto troppo tardi che tutto chiudeva un ora prima di quello che
noi sapevamo. Morale: siamo arrivati in piazza S.Pietro a basilica chiusa
"
"sì ma era bellissima lo stesso anche di notte" lo interrompe Sara, 28 anni, operaia.
"anche se la piazza non è così grande come sembra in tivù
"
"
e poi non abbiamo potuto tornare in metropolitana come
allandata" continua Walter "E ci siamo ritrovati a Roma di notte in più
di cento a cercare di capire come tornare allalbergo con i pullman
"
Allora, come ve la siete cavata? "prendendo tre pullman. Anzi,
lultimo dei tre ce lhanno prestato!" ride Sara.
Prestato? "Sì. don Luca quando abbiamo perso lultima
coincidenza per portarci allalbergo non si è perso danimo e ha domandato a
degli autisti dautobus come avremmo potuto fare. E loro si sono offerti di portarci
tutti nellautobus di scorta, che era sempre a disposizione in quei giorni.
Allalbergo poi ci siamo arrivati alle tre di notte
"
E la sveglia il giorno dopo quando è suonata? "Alle sei e mezza
di mattina" ricorda Marina,
32 anni maestra elementare " e poi colazione messa e partenza per Tor Vergata, dove
ci aspettavano sei chilometri a piedi per arrivare sotto il palco"
"Però cera unorganizzazione perfetta" incalza Francesca "in
un posto gigantesco come quello ogni spazio era segnato. E tra noi cè stato chi ha
fatto molto di più che i nostri sei chilometri, che erano il minimo per arrivare alla
spianata
"
"E allinizio della camminata ha continuato Chiara, studentessa di fisioterapia all'Insubria - ci hanno dato anche
il pacchetto con i viveri, che doveva servirci per i due giorni di permanenza là.
Cera persino il menù di quello che cera dentro!"
E cosa cera, di grazia? "Tre scatolette di una pazzesca
carne macinata in scatola, due dessert al cioccolato, due formaggini, due scatole di
salamini piccoli, e la colazione con tè biscotti e marmellata. Cerano persino le
patatine come snack, e un litro e mezzo dacqua. Oltre a tutta quella che ci davano
nel tragitto e ci buttavano in testa con le pompe
"
Ma come, non cera una drammatica penuria dacqua, come hanno scritto
i giornali? "Macché, non abbiamo mai patito la sete! Noi almeno
quellimpressione non labbiamo avuta affatto, cera sempre qualche
volontario che si preoccupava di offrirtene
cerano persino delle fontanelle con
le prolunghe per poterla spruzzare in giro
"
Insomma
siete arrivati fino alla spianata di Tor Vergata... "più precisamente nel
settore giallo zona 4"precisa Sara indicandomi (nella foto)
la zona nella mappa che ha portato "Ogni gruppo aveva un settore preciso dove andarsi
a collocare, era indicato anche nei pass" e mi mostra il pass che ha al collo, legato
ad un bel cordone blu e giallo.
Simpatico, un bel
ricordo della gita
"Oh, di ricordi ne abbiamo parecchi
Dice Luana, 26 anni studentessa di
psicologia alla Cattolica di Milano, aprendo una borsa blu Innanzitutto questa
borsa del pellegrino, poi il foulard, poi il rosario basco
"
la lista non è finita, ognuno dei ragazzi aggiunge un oggetto che ricorda. Cerchiamo di
stilare una lista ragionata dei gadgets (nella foto, Sara e Luana con i
gadgets "raccolti") che ognuno di loro ha ricevuto durante il
loro soggiorno a Roma: la borsa, una maglietta, il vangelo in 5 lingue, un foulard, una
candela con portacandela delle catacombe, un rosario basco, una croce in ferro, due
manuali del pellegrino, una sciarpa, un cappellino, un cd con le poesie del Papa recitate
da Vittorio Gassman, una videocassetta di Gesù
Nella famosa sezione 4, i nostri ragazzi di S.Fermo ci arrivano a mezzogiorno di una
giornata caldissima il cui clou non sarà che alla veglia delle otto di sera.
Come fare per resistere sotto il sole tutte quelle ore? "Se è
per questo, abbiamo lanciato pure una moda" ci ride su Luana "Abbiamo preso
quattro transenne e ci abbiamo messo su tutte le nostra mantelle impermeabili e i k-way
che avevamo portato in caso di pioggia. Così abbiamo costruito una casetta apprezzata e
copiata dai nostri vicini"
"la situazione aguzzava la fantasia" ricorda Chiara" abbiamo visto tende
indiane fatte con sacchetti della spazzatura, una casetta di bancali di legno e capanne
con le canne di bambù"
Questi i preparativi. E il momento forte qual è stato? "Larrivo
del Papa" dicono tutti in coro.
"Io e Chiara labbiamo visto a due metri di distanza" dice emozionata
Francesca. "Io sono riuscito a fargli una foto dalla macchina" aggiunge Walter.
Ne parlano come se avessero visto da vicino la loro rockstar preferita "Ma non ci
ha parlato come unautorità parla ad un gruppo di persone venuto ad ascoltarlo, ma
come un nonno che dà consigli ai nipoti" dice walter, evidentemente ancora sotto
londa dellemozione delle parole del santo Padre, che "due milioni di
persone avevano miracolosamente accolto nel più perfetto silenzio, come aveva
chiesto".
Questo, dunque, è stato il momento più emozionante di questa 2 giorni di
comunità e spiritualità
"Beh, oddio, io allora della veglia
dopo tanto aspettare avevo labbiocco
"ammette Sara tra i lazzi generali
"però dopo ti sei risvegliata
"le dice Marina sgomitandola "per
forza, cerano i fuochi dartificio!"
Un fuori programma, questultimo, che lorganizzazione papale ha riservato ai
due milioni di giovani entusiasti: una sorpresa che ha inumidito di commozione e felicità
gli occhi di molti di loro e del papa stesso. "erano veramente bellissimi
"ricorda Francesca con lo sguardo rivolto altrove, a quei momenti.
Anche la notte è stata piena di ricordi per i ragazzi di S.Fermo. Trascorsa nella
spianata di Tor Vergata, protetti solo dai sacchi a pelo,chi ha dormito ha convissuto
senza traumi con chi ha festeggiato tutta la notte: "Ricordo una cerchia di spagnoli
con tamburi e nacchere fare musica tutta la notte e noi tutti in cerchio a ballare"
ricorda Walter "praticamente un rave party
" La notte passata dai due
milioni di ragazzi alladdiaccio preludeva alla messa cominciata alle otto e mezza e
conclusa a mezzogiorno.
Lultima faticaccia
"No, la messa non è stata affatto
pesante" corregge Marco, 25 anni, agente di
commercio "solo faceva caldo".
La macchina organizzativa è stata perfetta in tutti i particolari: persino
landarsene da Tor Vergata è stato regolamentato da un complesso sistema di partenza
scaglionate
"beh, quando cè il Vaticano di mezzo mica si
scherza
" ironizza, ma mica poi tanto, Marco.
Marina ha ancora un ultimo ricordo: "La gente: mentre stavamo andando via ci
offirivano ancora lultimo sorso dacqua o una fetta di anguria o un grappolo di
uva di frascati."
Quali sono stati i momenti più belli di questo pellegrinaggio tutto speciale?
Walter non ha dubbi:"Quando io e una ragazza spagnola ci siamo scambiati i vangeli
con una dedica, un consiglio che ci aveva dato il Papa" Marina invece ricorda
"Laffetto con cui i vicini americani ci hanno abbracciato durante la
messa" Chiara sottolinea quanto fosse importante che "si era amici con tutti
quelli che cerano lì", e infine Sara annota che "Cera profumo di
tolleranza. Io non ho mai visto in vita mia così tanta gente diversa da me, eppure
eravamo così vicini tutti con gli stessi sentimenti
".
Una sensazione poco definibile questo miracolo relazionale che si ripete nei grandi
raduni spirituali della gioventù cristiana, o forse sì. Come sottolinea Walter, con
ancora lo stupore negli occhi "Io avevo molto paura del caldo di Roma, che mi avevano
preannunciato come spaventoso. Ma io non ne ho sofferto, perché nel momento in cui ci
siamo seduti al nostro posto ha incominciato a spirare un venticello che ha reso gradevole
tutta lattesa, e si è calmato solo con larrivo del Papa, allinizio
della veglia". Un segno piccolo, ma precisio identico a quello che aveva avuto il
profeta Elia, molto ma molto prima dellera di internet e di Rutelli.