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Varese-laghi
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Ore 11.11.52
Giorno
04/06/07
 

 

Maccagno – Forza ben tre posti di blocco, e si lancia in una fuga pazza sulla provinciale che costeggia il lago maggiore, un trentenne in vena di trasgressioni
Inseguimento all'americana per una bravata

Chi avrà visto, o sarà stato coinvolto nel rocambolesco inseguimento avvenuto ieri pomeriggio sulla strada che dalla Svizzera prosegue verso Luino e Laveno avrà pensato di essere sul set di un film d’azione: e invece si trattava di un operazione, conclusosi fortunatamente senza eccessive conseguenze, che ha dato filo da torcere ai carabinieri di Luino.

Tutto è cominciato intorno alle 18.30 a Maccagno: un motociclista, su di una moto di grande cilindrata a cui era stata occultata la targa, forza viaggiando lanciato ad altissima velocità uno dei posti di controllo sistemati quel pomeriggio contro la strada che costeggia il lago. I carabinieri della pattuglia, visto il comportamento sospetto,si lanciano all'inseguimento. Ma per il motociclista non è giornata: pochi chilometri dopo si ritrova un altro posto di blocco dei carabinieri, che bypassa alla stessa maniera, ritrovandosi così due auto dei carabinieri alle calcagna. Avviene così anche per un terzo posto di blocco piazzato qualche chilometro più in là: il risultato è che questa persona  si ritrova inseguita da tre macchine dei carabinieri, e comincia una corsa folle, con pericolosissimi salti di corsia e a velocità difficilmente sostenibile in quel tratto da un autoveicolo.

Le forze dell'ordine sono ormai convinte di essere all'inseguimento di un pericoloso criminale, considerato in quali  pericoli il motociclista si metteva pur di sfuggirli. Dopo più di 15 chilometri di inseguimento hanno perciò creato un vero e proprio blocco stradale, subito dopo le gallerie tra Luino e Laveno. Ma il motociclista tenta una fuga anche lì, buttandosi sulla corsia opposta e "puntando" contro un agente: il quale, proprio perché attaccato direttamente, può tentare di fermarlo prendendolo letteralmente per un braccio. Ma nemmeno così basta: il motociclista riesce a divincolarsi e fuggire di nuovo.Ma l'agente dei carabinieri, evidentemente appassionato motociclista anche lui, riesce a ingrippargli la moto, prima di mollare la presa letteralmente sparandogli nel motore. Un colpo secco, a distanza ravvicinatissima: il risultato è che la moto riesce a fare pochi metri prima di fermarsi. un ultimo inseguimento a piedi - il motociclista ha tentato un'ultima disperata fuga nei campi, e poi la scoperta dell'identità dell'uomo: è un " normalissimo" trentenne della provincia di Como in vena di bravate, pure incensurato. Fino a ieri:  la bravata gli è costata infatti non solo il ritiro della patente, ma anche la contestazione di tre o quattro infrazioni pesanti e una accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

S.R.  

                                       

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