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| Maccagno Forza
ben tre posti di blocco, e si lancia in una fuga pazza sulla provinciale che costeggia il
lago maggiore, un trentenne in vena di trasgressioni |
| Inseguimento
all'americana per una bravata |
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| Chi
avrà visto, o sarà stato coinvolto nel rocambolesco inseguimento avvenuto ieri
pomeriggio sulla strada che dalla Svizzera prosegue verso Luino e Laveno avrà pensato di
essere sul set di un film dazione: e invece si trattava di un operazione, conclusosi
fortunatamente senza eccessive conseguenze, che ha dato filo da torcere ai carabinieri di
Luino. Tutto è cominciato intorno alle 18.30 a
Maccagno: un motociclista, su di una moto di grande cilindrata a cui era stata occultata
la targa, forza viaggiando lanciato ad altissima velocità uno dei posti di controllo
sistemati quel pomeriggio contro la strada che costeggia il lago. I carabinieri della
pattuglia, visto il comportamento sospetto,si lanciano all'inseguimento. Ma per il
motociclista non è giornata: pochi chilometri dopo si ritrova un altro posto di blocco
dei carabinieri, che bypassa alla stessa maniera, ritrovandosi così due auto dei
carabinieri alle calcagna. Avviene così anche per un terzo posto di blocco piazzato
qualche chilometro più in là: il risultato è che questa persona si ritrova
inseguita da tre macchine dei carabinieri, e comincia una corsa folle, con pericolosissimi
salti di corsia e a velocità difficilmente sostenibile in quel tratto da un autoveicolo.
Le forze dell'ordine sono ormai convinte di essere all'inseguimento di un pericoloso
criminale, considerato in quali pericoli il motociclista si metteva pur di
sfuggirli. Dopo più di 15 chilometri di inseguimento hanno perciò creato un vero e
proprio blocco stradale, subito dopo le gallerie tra Luino e Laveno. Ma il motociclista
tenta una fuga anche lì, buttandosi sulla corsia opposta e "puntando" contro un
agente: il quale, proprio perché attaccato direttamente, può tentare di fermarlo
prendendolo letteralmente per un braccio. Ma nemmeno così basta: il motociclista riesce a
divincolarsi e fuggire di nuovo.Ma l'agente dei carabinieri, evidentemente appassionato
motociclista anche lui, riesce a ingrippargli la moto, prima di mollare la presa
letteralmente sparandogli nel motore. Un colpo secco, a distanza ravvicinatissima: il
risultato è che la moto riesce a fare pochi metri prima di fermarsi. un ultimo
inseguimento a piedi - il motociclista ha tentato un'ultima disperata fuga nei campi, e
poi la scoperta dell'identità dell'uomo: è un " normalissimo" trentenne della
provincia di Como in vena di bravate, pure incensurato. Fino a ieri: la bravata gli
è costata infatti non solo il ritiro della patente, ma anche la contestazione di tre o
quattro infrazioni pesanti e una accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
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S.R.
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