| Dopo la 626, le
norme antirumore, l'haccp si è aggiunta ultimamente anche la legge antifumo per i
pubblici servizi, che, lontani dal sottovalutare l'importanza dei provvedimenti risultano
quanto meno infastiditi da una sostanziale mancanza di una regolamentazione chiara e
definitiva. A sollevare il problema gli aderenti della
Confesercenti, infastiditi dai provvedimenti a scaglione, che sembrano interminabili e
dalle conseguenti risorse di tempo e denaro che da anni sono impegnati dai titolari di
bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, bistrot per adeguare i propri locali alle norme di
legge.
«Riteniamo indispensabile evitare eccessi -ha dichiarato Cesare
Lorenzini titolare del ristorante Bologna di Varese- inutili divieti assoluti che
difficilmente saremo in grado di far rispettare.» «Si deve avere la capacità di
distinguere i locali -aggiunge- e valutare le possibili misure alternative alla semplice
proibizione.
Non una presa di posizione ideologica, quella dei gestori iscritti
alla Confesercenti, ma piuttosto la richiesta di avviare, nella fase di discussione del
provvedimento in sede parlamentare, un confronto che coinvolga anche gli operatori, per
trovare una soluzione capace di far incontrare la tutela della salute dei cittadini con il
lavoro delle imprese.
La Confesercenti per rafforzare questa richiesta di coinvolgimento
delle imprese ha realizzato, in collaborazione con la Swg, società che svolge studi
statistici, un'indagine fra gli operatori del settore che evidenzia con forza l'esigenza
di evitare il divieto assoluto, vista l'alta percentuale di fumatori fra i frequentatori
dei locali, più della metà secondo i gestori, con percentuali più alte nei
pub-birrerie, bar. Secondo l'indagine svolta fra i gestori solo il 12% ha attuato il
divieto assoluto, il 13% ha diviso le zone fra fumatori e non, mentre la stragrande
maggioranza ha sempre lasciato fumare liberamente.
Dall'indagine risulterebbe che la convivenza fra fumatori e non
fumatori è abbastanza buona, con rarissimi casi controversie fra le due categorie. Sul da
farsi di fronte ai provvedimenti antifumo, il 74% dei gestori eviterebbe i divieti
assoluti, dotando il locale di un impianto di aspirazione (34%), introducendo aree
separate per fumatori e non (27%) o semplicemente lasciando le cose come stanno (13%).
Favorevoli al divieto il 25%.
Sulla medesima questione la Fiepet (Federazione italiana esercenti
pubblici e turistici) varesina aderente alla Confesercenti, ha promosso per il il prossimo
11 settembre alle ore 15.30 presso la propria sede un'assemblea di tutti gli operatori del
settore della provincia di Varese.
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