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| Gemonio
Marantelli sostiene Ascom e Confesercenti sulla battaglia contro un centro
commerciale di Gemonio |
| Marantelli: "Un
no secco al centro commerciale vicino alla chiesa di S.Pietro" |
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Il centro Commerciale di Gemonio, malgrado la determinazione della giunta,
proprio non s'ha da fare. L'ha scritto l'Ascom in una lettera a comuni e associazioni ai
primi d'agosto, l'ha denunciato pubblicamente
la Confesercenti nella settimana di ferragosto, lo ribadisce in sede politica il
consigliere regionale e componente della commissione commercio in consiglio regionale
Daniele Marantelli. Sembra, per una volta,
che tutti siano d'accordo di fronte ad opera perlomeno inopportuna, che non solo si
colloca in una zona ad alta densità di centri commerciali (tra gli altri, ricordiamo che
è è in dirittura d'arrivo l'apertura del nuovo mega supermercato di Gavirate) ma che è
stato pensato a ridosso della chiesetta romanica di S.Pietro (nella foto), un monumento
nazionale.
"Le pubbliche amministrazioni hanno certamente il dovere di
incrementare le occasioni di investimento, di creazione di reddito e di servizi per i
cittadini - afferma il consigliere regionale - Ma questo occorre farlo con un preciso
criterio: non procedere mai a scapito di fondamentali interessi collettivi quali la tutela
dell'ambiente e del patrimonio storico delle categorie più esposte agli attacchi di un
mercato spesso senza regole e freni. Di tutto ciò però non c'è traccia nel ventilato
progetto di un nuovo centro commerciale a Gemonio, proprio a ridosso di un monumento tra i
più significativi di quella zona e dell'intera provincia"
Marantelli fa esplicito riferimento ad una lettera che il presidente
di Ascom Varese ha spedito ad alcuni enti territoriali e associazioni il primo di agosto,
dando "piena ragione al commendator Bottinelli nella denuncia di questa situazione
attraverso alla lettera inviata alle autorità politiche ed amministrative" oltre che
alle denunce pubbliche della Confesercenti varesina.
Le parole del presidente dell'Uniascom portavano i segni di una
diatriba lontana, come ha spiegato il suo direttore Sergio Bellani:"La lettera che il
presidente della nostra associazione ha spedito agli inizi di agosto era molto
particolareggiata, anche perché noi ci stiamo opponendo da più di vent'anni a questa
ipotesi, già ventilata dalle amministrazione comunale alla fine degli anni settanta - ha
spiegato il direttore di Uniascom Varese - eravamo già riusciti ad "affondare"
l'ipotesi in una seduta della commissione regionale del 1981, e quando siamo venuti a
sapere di una nuova possibilità di rinascita del progetto ci è sembrato necessario
ribadire la nostra posizione in via cautelativa, a causa della già alta densità di
negozi di grande distribuzione e della vicinanza di uno dei monumenti della provincia di
Varese. e per segnalare la nostra opinione non ci siamo affidati a forze politiche ma
adenti sul territorio,e associazioni che si preoccupano della salvaguardia delle nostre
zone come Italia nostra e il Wwf"
"Al di là degli impegni ipocriti in difesa
delle piccole attività commerciali, la sostanza della decisione assunta nel luglio scorso
dalla nuova maggioranza polo/lega del Pirellone
è che si fa un ragalo ala grande distribuzione, e per far approvare questo regalo - più di 250mila metri quadri in più di nuovi
centri - la giunta regionale ha fatto tutto da sé senza nemmeno farla passare al vaglio
nè del Consiglio regionale, nè della Commissione commercio" commenta Marantelli,
che della commissione regionale per il commercio fa parte "Così, mi chiedo ora con
quale faccia la Lega si opponga nel consiglio comunale di Gemonio al progetto, mentre
approva in giunta regionale il provvedimento sulla grande distribuzione che di fatto dà
il via all'opera".
Quello che proviene da Marantelli è "Un no netto
all'operazione di Gemonio": un no che ora sembra provenire da tutti, ma che
probabilmente non rallenterà né punto né poco la marcia della realizzazione del nuovo
centro commerciale, né di tutti quelli che "la giunta Regionale ha già sicuramente
nel cassetto" secondo le parole stesse del consigliere di opposizione.
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Stefania
Radman
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