Era ormai una
tradizione, un appuntamento conveniente per molti studenti e le loro famiglie. Per molti
ragazzi il nuovo anno scolastico iniziava proprio da lì, dal mercatino del libro di testo
usato. La vendita del vecchio e l'acquisto del nuovo scandivano un passaggio, una meta
raggiunta e la possibilità di recuperare parte della spesa fatta per studiare. Un
passaggio importante, che ha segnato la vita di molti studenti. Da quest'anno però
Il mercatino organizzato dalla Sinistra giovanile non ci sarà più, chiude i battenti.
Una decisione che appare irrevocabile e sulla quale non mancheranno le polemiche.
«Una scelta dolorosa, ma inevitabile» dice Luca Carignola, segretario dei giovani
diesse. Per quale ragione non si farà più il
mercatino?
«La ragione della scelta è da attribuire al continuo gioco al rialzo operato dalle case
editrici che, continuando a pubblicare per ogni anno scolastico nuove edizioni di libri di
testo, costringono gli studenti ad acquistare nuovi libri, sempre più costosi, che tra
l'altro differiscono spesso in maniera irrilevante rispetto all'anno precedente. Il
comportamento delle case editrici di fatto soffoca qualunque tipo di mercato di libri
usati che non sia svolto in maniera professionale.»
La questione è chiusa o ci sono speranze per una revoca
della decisione?
«La Sinistra giovanile non intende lasciare così la questione e si adopererà per
coinvolgere le istituzioni competenti su questo problema. Bisogna porre freno
all'ingordigia di profitto delle case editrici e rivedere i meccanismi di adozione
dei libri di testo nelle scuole. Le spese per l'istruzione devono essere responsabilmente
limitate a ciò che é realmente necessario per la formazione e non rivolte a far quadrare
i bilanci dell'industria editoriale.»
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