Limitazione
della trimestralizzazione al primo anno, riduzione degli appelli, le novità cui gli
studenti dovranno adattarsi al rientro delle vacanze, anche se per rendere meno traumatico
il passaggio a queste nuove scadenze, gli appelli di settembre rimarranno invariati.
Ma nel nuovo calendario degli esami, gli insegnamenti degli anni successivi al primo,
saranno di meno. A settembre si svolgerà un solo appello, anziché due, a gennaio due al
posto di tre. Per il primo anno vi saranno quattro appelli per i corsi trimestrali, a
giugno, settembre e gennaio e sei per quelli semestrali, con due appelli a giugno e due a
gennaio.
Dal nuovo anno accademico i cicli di lezioni saranno quattro, il primo dal 18 settembre
al 25 ottobre, il secondo dal 6 novembre al 16 dicembre, il terzo dal 12 febbraio al 24
marzo, il quarto dal 9 aprile al 19 maggio. Nei periodi in cui saranno sospese le lezioni
si svolgeranno gli esami e le prove intermedie degli insegnamenti, laddove previste dai
docenti.
Le modifiche, approvate in sordina nella riunione del consiglio di facoltà del 24
luglio scorso, hanno trovato subito in disaccordo il rappresentante degli studenti di
economia, Flavio Ibba. «Gli appelli -dice- risultano in tal modo dimezzati e le prove
intermedie svolte durante il corso, che potrebbero sostituire un appello sono facoltative
da parte dei professori e non vanno bene per tutti».
Se è vero, da una parte che le prove intermedie durante lo svolgimento del corso
facilitano l'apprendimento e il superamento dell'esame, dall'altra esse implicano
l'obbligo di frequenza che non tutti, vedi gli studenti lavoratori, possono permettersi.
«Con questo sistema il numero degli appelli semestrali, che richiedono maggiore
lavoro, va ad equipararsi ai trimestrali, purtroppo - constata rammaricato il
rappresentante - ormai in università non c'è più nessuno, sono tutti in vacanza, ma a
settembre sarà possibile intraprendere alcune azioni per esprimere il nostro dissenso».
In effetti il momento scelto è stato il più opportuno per evitare polemiche più
ampie e anche le motivazioni dei docenti dovranno attendere il rientro delle vacanze.