In un agosto che altro non offre se non caldo a
puntate, per chi rimane in provincia a passare le vacanze il ripiego del lago rappresenta
spesso una piacevole variante all'acqua salata o alla montagna.
Poi c'è chi al lago ci viene partendo da lontano, da Colonia, per esempio, come dice con
un inglese alla Schumacher, un biondo giovanotto che si prepara al bagnetto pomeridiano.Per il giro nelle spiagge del Verbano sono state scelte alcune spiagge nella gobba
tra Arolo e Castelveccana, quelle più famose, dove i forzati delle vacanze si
agitano come se fossero sul bagnasciuga di Rimini o di Riccione. Sono state così visitate
solo alcune delle località balneari, le più blasonate e frequentate, quelle che
nell'estate varesina fanno tendenza, senza nulla togliere alla bellezza di
tutte le altre.
Alle 14.30 Arolo, località Sasso Moro, appare già piena di gente, con seri problemi di
parcheggio, segnalato gentilmente da alcuni pescatori sul molo, da cui si può vedere la
spiaggetta con erba, dove parecchie sono le teutoniche teste bionde che si stendono al
sole.
Pochi chilometri più in là, verso Laveno, prendendo il tornante che dalla provinciale
porta alla spiaggia di Reno, frazione di Leggiuno, dove stavolta il posto macchina si
trova facilmente però in divieto di sosta. Giusto il tempo per fotografare la
spiaggia: stavolta a farla da padrona è la sabbia e le famigliole che già alle nel primo
pomeriggio sono pronte per farsi baciare dal sole. Un fatto singolare è la totale assenza
di venditori ambulanti di bibite, forse è ancora presto, forse aspettano di prendere i
potenziali clienti per sete, più tardi quando saranno allo stremo. Si ritorna sulla
strada provinciale, e non appena ci si lascia alle spalle Santa Caterina del Sasso i cartelli indicano un altro lido: a
quanto pare siamo già a Laveno, la spiaggia è quella di Ceresolo.
Sceso da un viottolo poco invitante ecco il signor Alberto di Caravate, che con la
famiglia è venuto a passare il pomeriggio al lago. «Perché questa spiaggia è
abbastanza pulita,- dice Alberto- sembra non esserci addirittura il divieto di
balneazione, non come a Cerro, poco più avanti, dove è proibito fare il bagno»; e di
tedeschi, se ne vedono in giro? «come tutti gli anni» commenta Alberto.
Non resta che puntare dritto su Cerro, per verificare
quante persone sono spaventate dal divieto di balneazione.
La spiaggia è piena già alle 15.30 e sulla strada per accedere al lago, il signor
Mazzetto, anche lui di Caravate, anche lui con amici e famiglia al seguito. Anche lui ha
scelto Cerro di Laveno e giustifica la scelta: «dato che è un posto tranquillo per gente
tranquilla» e gli si fa notare che c'è il divieto di balneazione risponde che «tanto è
così dappertutto».
Qui il chiosco per le bibite c'è, e ci sono anche i clienti che quasi non danno tregua a Riccardo Levati, il proprietario del
locale, che non prova nemmeno - da buon commerciante - a dire che gli affari vanno male.
«È solo che ci vorrebbero più strutture ricettive, più alberghi, dato che spesso le
persone che scelgono il lago non riescono a starci per più di due tre giorni. Pensi che
il campeggio più vicino è ad Arolo!».
Proseguendo lungo il percorso prestabilito
si incontra finalmente Castelveccana, dove appena passate le gallerie si
trova, un po' nascosta e a prova di massa, una piccola caletta che ricorda il mare
dell'Elba, per la limpidezza dell'acqua e la forma delle rocce. Qui la lingua d'obbligo è
il tedesco, con tanto di valchirie che per raggiungere la spiaggia si servono di anfibi
che le rendono ancora più alte e irraggiungibili.
Nella strada di ritorno da Castelveccana c'è un cartello, poco dopo
aver passato Laveno in direzione Ispra, che indica la spiaggia di Fortino. Sceso dal
sentiero ci si trova di fronte ad una sorta di discarica a cielo aperto dove assieme ai
ciottoli levigati dalle onde, si possono trovare, intatte, le testimonianze di avvenuti
picnic all'aria aperta, di antichi fuochi accesi da chissà chi e, naturalmente, gli
immancabili sacchetti di plastica, che per fortuna danno colore al tutto. Un solo
bagnante, su questa spiaggia, che ovviamente se la prende con l'Amministrazione comunale -
siamo ancora a Laveno - che non ha provveduto alla pulitura del lido.
Sul fronte della lingerie da spiaggia niente tanga e niente atteggiamenti osé sulle
spiagge nostrane. Bikini e costume intero la fanno da padrone e, visto il clima non
proprio tropicale, qualcuno scende in spiaggia anche con la muta da sub.
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