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Economia
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Ore 11.12.31
Giorno
04/06/07
Varese - Luca Spada, nella sua carriera di imprenditore, non ha mai sbagliato un colpo: e oggi è il primo giorno della quotazione della "sua" I.net
Giovane, varesino e così High tech

Non bisogna farsi ingannare dalle apparenze: il ragazzone allegro che mi accoglie in jeans e maglioncino nella sede varesina della sua azienda, in una laterale di viale Borri, e con il quale sembra quasi impossibile darsi del lei, ha il 2% (di cui più dell'uno posseduta a proprio nome) di I.net, il più importante internet service provider italiano, che proprio oggi comincia la sua vita di titolo nel Nuovo Mercato. Spada è azionista di I.net dal 1999, da quando cioè la società Skylink, il più importante provider varesino, è stata fusa per incorporazione nella I.net, società con cui le relazioni erano già brillanti da anni: l'accordo con la società da oggi quotata al nuovo mercato è datato infatti 1995, anno in cui la Skylink comincia a lavorare in gran parte con le imprese.

Come è nata la partnership tra Skylink e I.net?
«Beh, innanzitutto ci hanno notato e abbiamo cominciato a lavorare insieme. Mica per altro, ma noi - tra tutti i loro partner - eravamo quelli che fatturavano di più»


Vai a pensare che il brillante giovanotto di 26 anni, consigliere di amministrazione nella nuova matricola di piazza Affari,  che parla così liberamente di fatturati e partnership ed è responsabile della rete di vendita indiretta
,  ha cominciato col guidare una Bbs a Malgesso 10 anni fa. «Ora Skylink è solo un marchio valido in provincia di Varese: quella in cui stiamo parlando è ora la sede varesina di I.net»

Parliamo del titolo.... «La valutazione pessimistica del titolo  Inet è a 300 euro, ma c’è chi dice che il vero "target price" sia a 400 euro».
Mica male...
«La verità è che noi siamo una azienda anomala: prendi la E-Biscom: quella azienda ha ricevuto la fiducia degli investitori su di un progetto,  e di fatto esiste da sei mesi. 
Noi invece siamo vecchi di sei anni». 

Messa così, non sembra dell'I.net l'anomalia: la solidità di un'azienda non dovrebbe essere considerata una stranezza, anche tra le imprese legate ad Internet... Questo fa scattare l'orgoglio di Spada: «Siamo l’unico provider europeo che l’anno scorso abbia chiuso in utile. Il  nostro business è basato sulle aziende: noi non forniamo niente gratis. Mediamente un nostro cliente ci dà 30 milioni all’anno, con picchi massimi sui due miliardi: sono clienti che hanno esigenze elevate e pagano per ottenerle. Spesso sono provider essi stessi, come  Kataweb, ad esempio.»

Soffermo la mia attenzione su di una grande sala semivuota, dove ci sono gran scatoloni da cui stanno estraendo dei server. Ancora espansione per la sede varesina di I.net?
«La vera sala macchine dell’I.net è a Milano: è grande circa 4000 metri quadri. Quella di Varese è solo di 80. Ma con una parte dei soldi che tiriamo su dalla quotazione in borsa abbiamo l'intenzione di fare una palazzina tutta nostra, una "web farm" di circa 12.000 metri quadrati».

«E' inutile girargli intorno - prosegue Luca Spada sull'argomento borsa - ci si quota o per dare valore alla propria esistenza fisica in azienda o per tirar su risorse. Per noi vale la seconda ipotesi. Abbiamo molte idee per investire i soldi che arriveranno».

Ma se comprate la palazzina I.net che fine farà l'ufficio di Varese? «Qui sas... Ma no, io penso che resterò a Varese. I.net è una società solida, che cammina con le sue gambe, non ha bisogno di troppe attenzioni. Io invece sono concentrato su NGI, il portale  (lui lo chiama "vortal", cioè portale verticale n.d.r.) dedicato ai videogiochi che abbiamo appena creato, la cui sede è qua a Varese. E anche questa società verrà presto quotata...»

Vabbè, ma oggi pensiamo a I.net. Fai un pronostico per questo primo giorno del titolo...
«Non  me lo chiedere, sono un'azionista! Non rispondo  per scaramanzia. Al "mercato grigio" il titolo ha raggiunto anche i seicento euro.. . Però il mercato grigio non è stato poi tanto indicativo per E-biscom.. insomma, chissà».

 

Stefania Radman

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