| VALGANNA-BOAREZZO-GHIRLA (km.8,200) Prova speciale n. 1 alle ore 8.29 e prova n. 5 alle ore 13.43 di
domenica 30 aprile 2000
Parte da Ganna, subito dopo la "compressione" che
costituisce il bivio di strade per Alpe Tedesco e Boarezzo. Il rally si dirige a sinistra,
verso lo stupendo paesino dipinto di Boarezzo: lautomobilismo torna qui dopo una
pausa di un anno, giacché nel 99 si verificò una frana dovuta ad un incendio e a
copiose piogge che provocarono smottamenti di terreno boscoso.
Si scatta in salita, con prima parte mista veloce, alternata
a tornanti e curve insidiose perché chiudono e spezzano il ritmo. Spettacolare la doppia
curva "S" sul dosso allentrata del paesino di Boarezzo, a 3 km. dalla
partenza. Poi segue il tratto di falsopiano veloce, nel sottobosco, con fondo quasi sempre
umido che, in caso di pioggia, diventa ulteriormente insidioso, con due curve destra che
chiudono. Dopo il bivio per Marzio, la prova speciale continua a sinistra, in discesa: da
qui inizia lultima parte scorrevole, con carreggiata della strada provinciale ben
asfaltata ed uniforme che conduce a Ghirla. Qui occorre guidare con stile pulito, migliori
traiettorie, staccate ben calcolate, senza correzioni né errori. Arrivo nella zona
dellultimo tornante sinistro, poco prima dellingresso dellabitato di
Ghirla, anche questo nel comune di Valganna.
MONTEGRINO-CASTENDALLO (km. 7,400)
Prova speciale n.2 alle ore 9.12 e prova n. 6 alle ore
14.26 di domenica 30 aprile 2000
Con questa configurazione è la prima volte che si corre. La prova
parte dal laghetto di Montegrino, in salita veloce, ampia, appena asfaltata con tornanti
ampi verso il bivio per Sette Termini. Al dosso si procede con curva destra che chiude,
poi la strada diventa stretta in discesa, in un tratto veloce guidato, diremmo
"altamente professionale". Nel finale molti tornantini stretti in discesa
esigono un esperto colpo di freno a mano. La prova termina sul tornante destro
immediatamente prima dellabitato di Castendallo.
Quasi a parità di lunghezza, in teoria è meno selettiva della
prova che segue, il San Michele, da sempre tratto duro che fa selezione. Ma non dobbiamo
farci trarre in inganno: la nuova prova di Montegrino è temibile proprio per la
diversità tra il primo tratto veloce, di potenza in salita, che contrasta decisamente con
la seconda parte, un budello tutto da guidare nello stretto in discesa. Occorre avere
gomme buone per eccellere: non dimentichiamo infatti che tra Valganna e Montegrino è
vietata lassistenza e che, se il sole battesse a picco, nella prima parte i
pneumatici un po deteriorati sulla prima speciale si scalderebbero parecchio. Così
la parte più insidiosa si conferma la seconda, quella che finisce allingresso del
paesino di Castendallo, a pochi km. da Bosco Valtravaglia e Grantola.
SANTANTONIO-S.MICHELE-BRISSAGO (km.7,9)
Prova speciale n. 3 dalle ore 11.05 e prova n. 7 dalle ore
16.19 di domenica 30 aprile 2000
San Michele è una classica dei rally, da quando nel Varesotto si
corrono Lugano, 333 Minuti e Rally Aci Varese. La prova scatta nella zona delluscita
dallo sterrato che scende dal San Martino: il mitico San Michele scatta con una breve
salita, poi un allungo pianeggiante che porta al bivio zona SantAntonio e alla
deviazione a destra. Da lì la strada sinerpica con carreggiata stretta, con asfalto
abbastanza uniforme; prevale chi guida pulito ed ha cavalli sotto il cofano sin dai bassi
regimi di giri, con uno stile sciolto nel misto asfissiante, senza mai pause né
distrazioni. In salita indispensabile, per chi vuole vincere, tanta coppia motrice. Dopo
lo scollinamento, inizia il primo tratto della discesa che porta allattraversamento
dello stupendo paesino montano di San Michele. Qui la caratteristica curva destra 90°,
sporca in corrispondenza della chiesetta romanica con caratteristico campanile
triangolare. I super appassionati dotati di una moto o di una mountain-bike possono salire
a metà del San Martino e da Val Alta percorrere lo sterrato che porta proprio al paese di
San Michele. Dal paesino di S.Michele, dopo un rettilineo pianeggiante di 500 metri,
inizia la discesa ubriacante, per solisti del volante con grande sensibilità di guida. Si
finisce la prova allingresso del paese di Brissago Valtravaglia e vi si arriva con
staccate sempre insidiose, brevi allunghi e pendenza qua e là accentuata. Chi vuole
"fare il tempo" deve osare alle staccate, fare qualche piccolo taglio, ma deve
essere preciso ed agire, contando su freni
inossidabili. Il finale offre tornanti
con visuale non ampia. Importante non aver problemi a gomme e motore giacché segue subito
dopo il terribile Cuvignone, con divieto dassistenza. Tra le due prove. Salita
dunque adatta a trazioni integrali, mentre discesa preferita da piloti agili con 2 ruote
motrici.
NASCA - S.ANTONIO CUVIGNONE - VARARO
(km.11,600)
Prova n. 4 alle ore 11.50 e prova n. 8 alle
ore 17.04 di domenica 30 aprile 2000
Il tratto è storico, indimenticabile, qui sono state scritte pagine
epiche dell'automobilismo che fa spettacolo: scatta da Nasca (frazione del Comune di
Castelveccana), passa dal "Turini" di San Antonio, sinerpica al passo del
Cuvignone e chiude dopo la discesa su Vararo (Comune di Cittiglio), allingresso del
paese, dopo il celeberrimo tornante sinistro. Chi vince i due passaggi sul Cuvignone
solitamente ha il 70 per cento di possibilità di aggiudicarsi la gara. Questa è per
eccellenza una prova di grande qualità, che fa la differenza proprio perchè è molto
variegata nelle tre sue parti: la prima rapida è fino a S.Antonio, la seconda più lenta
e pendente fino al passo, la terza in discesa. L'arte è di prendere il ritmo giusto e non
esagerare mai. Per vincere bisogna attaccare, ma non eccedere, la carreggiata
tuttaltro che larga e la granulosità dellasfalto tendono sempre e a tutti
trappole fatali. Sbaglia di grosso chi non è allenato fisicamente perché da sempre il
Cuvignone affatica braccia, gambe e schiena, con centinaia di curve molto diverse una
dallaltra, con molte di loro che chiudono. Tecnicamente era e resterà una prova
straordinaria dove, chi guida una Toyota, Subaru o Ford da 300 cavalli con trazione
integrale, in salita si trova bene tra i tornanti e le pieghe strette. Ma anche chi
conosce alla perfezione le molte insidie e guida con agilità una Renault Clio, Opel Astra
o Mitsubishi Carisma allora potrà essere protagonista. Unaltra ragione per
ritenerla prova di qualità è il fatto che sia lultima ad essere percorsa;
necessita lesigenza di avere auto con motore potente, freni che reggono la fatica e
lagilità del pilota che deve avere talento per vincere. E la classica prova
del fuoco che i campioni del rallysmo temono tanto per le insidie ma puntano su di essa
per vincere.
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