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04/06/07

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Rally - Le prove speciali del Rally Internazionale dei Laghi
Quattro prove tra valli e laghi

VALGANNA-BOAREZZO-GHIRLA (km.8,200)

Prova speciale n. 1 alle ore 8.29’ e prova n. 5 alle ore 13.43’ di domenica 30 aprile 2000

Parte da Ganna, subito dopo la "compressione" che costituisce il bivio di strade per Alpe Tedesco e Boarezzo. Il rally si dirige a sinistra, verso lo stupendo paesino dipinto di Boarezzo: l’automobilismo torna qui dopo una pausa di un anno, giacché nel ’99 si verificò una frana dovuta ad un incendio e a copiose piogge che provocarono smottamenti di terreno boscoso.

Si scatta in salita, con prima parte mista – veloce, alternata a tornanti e curve insidiose perché chiudono e spezzano il ritmo. Spettacolare la doppia curva "S" sul dosso all’entrata del paesino di Boarezzo, a 3 km. dalla partenza. Poi segue il tratto di falsopiano veloce, nel sottobosco, con fondo quasi sempre umido che, in caso di pioggia, diventa ulteriormente insidioso, con due curve destra che chiudono. Dopo il bivio per Marzio, la prova speciale continua a sinistra, in discesa: da qui inizia l’ultima parte scorrevole, con carreggiata della strada provinciale ben asfaltata ed uniforme che conduce a Ghirla. Qui occorre guidare con stile pulito, migliori traiettorie, staccate ben calcolate, senza correzioni né errori. Arrivo nella zona dell’ultimo tornante sinistro, poco prima dell’ingresso dell’abitato di Ghirla, anche questo nel comune di Valganna.

 MONTEGRINO-CASTENDALLO (km. 7,400)

Prova speciale n.2 alle ore 9.12’ e prova n. 6 alle ore 14.26’ di domenica 30 aprile 2000

Con questa configurazione è la prima volte che si corre. La prova parte dal laghetto di Montegrino, in salita veloce, ampia, appena asfaltata con tornanti ampi verso il bivio per Sette Termini. Al dosso si procede con curva destra che chiude, poi la strada diventa stretta in discesa, in un tratto veloce guidato, diremmo "altamente professionale". Nel finale molti tornantini stretti in discesa esigono un esperto colpo di freno a mano. La prova termina sul tornante destro immediatamente prima dell’abitato di Castendallo.

Quasi a parità di lunghezza, in teoria è meno selettiva della prova che segue, il San Michele, da sempre tratto duro che fa selezione. Ma non dobbiamo farci trarre in inganno: la nuova prova di Montegrino è temibile proprio per la diversità tra il primo tratto veloce, di potenza in salita, che contrasta decisamente con la seconda parte, un budello tutto da guidare nello stretto in discesa. Occorre avere gomme buone per eccellere: non dimentichiamo infatti che tra Valganna e Montegrino è vietata l’assistenza e che, se il sole battesse a picco, nella prima parte i pneumatici un po’ deteriorati sulla prima speciale si scalderebbero parecchio. Così la parte più insidiosa si conferma la seconda, quella che finisce all’ingresso del paesino di Castendallo, a pochi km. da Bosco Valtravaglia e Grantola.

 SANT’ANTONIO-S.MICHELE-BRISSAGO (km.7,9)

Prova speciale n. 3 dalle ore 11.05’ e prova n. 7 dalle ore 16.19’ di domenica 30 aprile 2000

San Michele è una classica dei rally, da quando nel Varesotto si corrono Lugano, 333 Minuti e Rally Aci Varese. La prova scatta nella zona dell’uscita dallo sterrato che scende dal San Martino: il mitico San Michele scatta con una breve salita, poi un allungo pianeggiante che porta al bivio zona Sant’Antonio e alla deviazione a destra. Da lì la strada s’inerpica con carreggiata stretta, con asfalto abbastanza uniforme; prevale chi guida pulito ed ha cavalli sotto il cofano sin dai bassi regimi di giri, con uno stile sciolto nel misto asfissiante, senza mai pause né distrazioni. In salita indispensabile, per chi vuole vincere, tanta coppia motrice. Dopo lo scollinamento, inizia il primo tratto della discesa che porta all’attraversamento dello stupendo paesino montano di San Michele. Qui la caratteristica curva destra 90°, sporca in corrispondenza della chiesetta romanica con caratteristico campanile triangolare. I super appassionati dotati di una moto o di una mountain-bike possono salire a metà del San Martino e da Val Alta percorrere lo sterrato che porta proprio al paese di San Michele. Dal paesino di S.Michele, dopo un rettilineo pianeggiante di 500 metri, inizia la discesa ubriacante, per solisti del volante con grande sensibilità di guida. Si finisce la prova all’ingresso del paese di Brissago Valtravaglia e vi si arriva con staccate sempre insidiose, brevi allunghi e pendenza qua e là accentuata. Chi vuole "fare il tempo" deve osare alle staccate, fare qualche piccolo taglio, ma deve essere preciso ed agire, contando su freni… inossidabili. Il finale offre tornanti con visuale non ampia. Importante non aver problemi a gomme e motore giacché segue subito dopo il terribile Cuvignone, con divieto d’assistenza. Tra le due prove. Salita dunque adatta a trazioni integrali, mentre discesa preferita da piloti agili con 2 ruote motrici.

 NASCA - S.ANTONIO – CUVIGNONE - VARARO (km.11,600)

Prova n. 4 alle ore 11.50’ e prova n. 8 alle ore 17.04’ di domenica 30 aprile 2000

Il tratto è storico, indimenticabile, qui sono state scritte pagine epiche dell'automobilismo che fa spettacolo: scatta da Nasca (frazione del Comune di Castelveccana), passa dal "Turini" di San Antonio, s’inerpica al passo del Cuvignone e chiude dopo la discesa su Vararo (Comune di Cittiglio), all’ingresso del paese, dopo il celeberrimo tornante sinistro. Chi vince i due passaggi sul Cuvignone solitamente ha il 70 per cento di possibilità di aggiudicarsi la gara. Questa è per eccellenza una prova di grande qualità, che fa la differenza proprio perchè è molto variegata nelle tre sue parti: la prima rapida è fino a S.Antonio, la seconda più lenta e pendente fino al passo, la terza in discesa. L'arte è di prendere il ritmo giusto e non esagerare mai. Per vincere bisogna attaccare, ma non eccedere, la carreggiata tutt’altro che larga e la granulosità dell’asfalto tendono sempre e a tutti trappole fatali. Sbaglia di grosso chi non è allenato fisicamente perché da sempre il Cuvignone affatica braccia, gambe e schiena, con centinaia di curve molto diverse una dall’altra, con molte di loro che chiudono. Tecnicamente era e resterà una prova straordinaria dove, chi guida una Toyota, Subaru o Ford da 300 cavalli con trazione integrale, in salita si trova bene tra i tornanti e le pieghe strette. Ma anche chi conosce alla perfezione le molte insidie e guida con agilità una Renault Clio, Opel Astra o Mitsubishi Carisma allora potrà essere protagonista. Un’altra ragione per ritenerla prova di qualità è il fatto che sia l’ultima ad essere percorsa; necessita l’esigenza di avere auto con motore potente, freni che reggono la fatica e l’agilità del pilota che deve avere talento per vincere. E’ la classica prova del fuoco che i campioni del rallysmo temono tanto per le insidie ma puntano su di essa per vincere.

 

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