Lo
scrigno dei ricordi può arrivare fino ai meandri più nascosti della nostra esistenza,
quello di Gianluca Genoni arriva fino agli abissi, dove regna il silenzio assoluto, dove
la luce non arriva, dove si è soli con il proprio pensiero che fa scorrere in pochi
istanti una vita intera.
Tra Sacconago e Busto Arsizio si è consumata
l'infanzia di un giovanottone forte e robusto, di un "brav fioeu" (bravo
figliolo) della bassa del Varesotto, a mangiar nebbia con la brina: eppure nel suo destino
c'era il mare, l'incontro a tu per tu con Nettuno al limite delle possibilità umane.
"Con quella faccia un po' così, quell'espressione
un po' così", verrebbe da dire citando Paolo Conte: già perché i bustocchi cosa ne
sanno del mare? Poco importa, si dice, perché i bustocchi veri quando si mettono in testa
qualcosa la ottengono, sia che si tratti di salire su una montagna, sia che si debba
scendere negli abissi: i bustocchi, in fondo, sono un po' come bergamaschi, non
soltanto per il loro dialetto ma anche per la loro scorza particolarmente dura. Il gusto
della sfida li galvanizza.
Gianluca Genoni da Sacconago ha
lanciato la sua sfida perdendo le prime battaglie, addirittura all'età di tre anni:
"Quando andavo al mare da piccolo - ricorda - mia madre doveva faticare parecchio per
costringermi a togliere le calze in spiaggia. Io non volevo levarmele perché non
volevo bagnarmi i piedi. Le onde che schiumavano sulla battigia mi terrorizzavano.
Credo che la sfida con me stesso e con quella distesa immensa e grandiosa è cominciato a
quell'epoca».
A piccoli passi, quel giovanottone è entrato in
confidenza con Nettuno fino a farlo diventare l'amico nemico inseparabile. La svolta è
arrivata da dentro la sua mente. "Colui che crede di potere, può": soltanto
così un uomo può sognare di essere un pesce e scendere a più di cento metri di
profondità per stabilire il proprio limite.
Gianluca ha scoperto l'apnea un po' per caso,
osservando un altro ragazzo bustocco, Umberto Pellizzari allenarsi in piscina: "Ho
scoperto l'apnea nel 1988 quando facevo l'istruttore alla piscina scoperta, nello stesso
periodo in cui Umberto si allenava per i primi record".
Se Busto
Arsizio, come si dice, da un decennio è la regina degli abissi, Gianluca e Umberto
sono allora i "Bartali e Coppi" dello sport subacqueo: amici rivali, s'inseguono
e si superano da anni. La discesa a -138 metri era il coronamento di un sogno per
Gianluca: ma è durato poco perché Umberto è sceso ancora più giù. Che forza quel
Pellizzari dall'aspetto tipico da "playboy" da spiaggia, quel biondino che ogni
ragazza vorrebbe avere come personale "Bay Watch". All'altro capo della sfida
c'è invece il "bartaliano" Gianluca Genoni, col "naso triste come una
salita", generoso e con tanta voglia di arrivare dove nessuno ha mai osato.
Con il training autogeno si scoprono risorse che ogni
uomo ha seppellito con al vita di ogni giorno: "L'apnea è un fatto prima di tutto
mentale. Io ho scoperto che nella vita non conta solo il fisico e la forza bruta, ma che
solo grazie alla forza della mente si possono raggiungere certi risultati".
Vien da chiedere cosa si prova, a scendere con i propri
polmoni fino in fondo al mare: "Durante le prime discese ero affascinato ma al tempo
stesso avevo un po' di paura di fronte a qualcosa d'ignoto. Ho dovuto vincere il timore
iniziale per queste sensazioni nuove. Solo dopo un po' di tempo, ogni immersione è
diventata un piacere: l'effetto di profondità, l'assenza di peso, il silenzio
ovattato..."
Stabilire questi record non è così semplice e
soprattutto comporta tanti sacrifici non soltanto personali ma anche economici. Gianluca
ha in progetto di tentare di battere il record di immersione in assetto variabile
"non limits", un ultimo tentativo prima di dedicarsi ad altre specialità :
"Oramai il limite massimo in cui può arrivare l'uomo si avvicina sempre più. I
rischi aumentano e i problemi organizzativi si fanno sempre più seri. Devo riflettere ma
credo che un tentativo a -170 metri si possa ancora fare. Dal punto di vista economico,
però, devo ringraziare i miei sponsor, soprattutto la Mares e la Valtur che mi consentono
di fare questo sport a livello professionistico".
Lo sfidante
di Nettuno sta preparando l'ennesima riscossa: tutto però ricomincia da quel tragitto
ripetuto fin dall'infanzia, da Sacconago a Busto fino alla piscina comunale: ancora poco
più di un mese e Gianluca ripartirà per la Sardegna, ma con la mente ancorata
all'infinito dei ricordi, l'unica grande forza per un bustocco dalla scorza dura.
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