Torna all'economia
E-mail

polibanner.gif (47823 byte)

 

Ore 11.36.48
Giorno
04/06/07
 
 
Busto Arsizio -  Ne ha parlato l'unione industriali nella sua sede di Busto Arsizio
Come aiutare le imprese a internazionalizzarsi

Dalle rive del Verbano alla conquista del mercato cinese: “Siamo nati nel 1972 per produrre macchine di formatura chimica per la produzione di getti. Abbiamo sempre avuto grande attenzione alle esportazioni, tant’è che l’export costituisce l’85% del nostro fatturato. Esportiamo in tutto il mondo e recentemente, grazie alla Simest, ci siamo radicati nel promettente mercato cinese. Alla Cina avevamo già venduto 44 impianti, ora abbiamo dato vita ad una società locale che controlliamo al 51%. Noi continuiamo a fornire il know-how, la progettazione e il controllo di qualità sulle produzioni. I cinesi ci mettono le strutture locali, la logistica, la forza lavoro”.

E’ la testimonianza di Gabriele Galante, fondatore della IMF–Impianti Macchine Fonderie Srl di Luino, che ha portato la propria testimonianza all’incontro organizzato dall’Unione degli Industriali nella propria sede di Busto Arsizio per illustrare le attività della Simest, la società italiana a capitale misto (pubblico/privato) che ha il compito di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Partecipata al 75% dallo Stato e al 25% da banche e da associazioni imprenditoriali, la Simest è, dal 1° gennaio 1999, l’unico ente che ha la gestione di tutti gli interventi pubblici per sostenere la penetrazione commerciale all’estero delle imprese associate: dalle tradizionali esportazioni fino alla realizzazione di investimenti in paesi stranieri.

Fino ad ora, in poco più di un anno di attività, la Simest ha contribuito a realizzare 215 società in 42 paesi non appartenenti all’Unione Europea e altrettante società stanno per essere realizzate sulla base di programma già deliberati. L’area geografica maggiormente interessata è stata quella dell’Europa dell’Est, anche se la Simest interviene in tutti i paesi al di fuori dell’Unione Europea.

L’incontro con la Simest – di cui l’Unione Industriali funge da sportello locale – si è inserito in un contesto imprenditoriale, quello della provincia di Varese, che vanta una antica tradizione esportatrice. «Nel 1998 – ha ricordato il Direttore dell’Unione Industriali Antonio Colombo introducendo il convegno – le esportazioni varesine sono state pari a circa 10.600 miliardi, hanno rappresentato il 9% circa delle esportazioni lombarde e quasi il 2,5% di quelle nazionali. Il saldo della bilancia commerciale della nostra provincia è risultato attivo per 3.460 miliardi. Per quanto riguarda gli investimenti all’estero, ancora a metà degli anni ’80 la loro consistenza era modesta in rapporto agli investimenti in entrata. A partire da allora è iniziata una fase di “inseguimento multinazionale”. Tuttavia il percorso da compiere è ancora lungo e l’azienda Italia è ancora caratterizzata da situazioni di svantaggio nei rapporti con l’economia globale».

Torna all'inizio dell'articolo