| L'anno prossimo sarà quello della svolta, parola di
Associazione artigiani. L'associazione, da mesi ormai
nella bufera per l'affare Guidali, ha approfittato in queste ore per fare i conti di fine
anno nel mondo dell'artigianato e all'interno dell'associazione.
Un quadro positivo, visto dal punto di
vista del settore, che è in decollo - anche se con fatica, a causa del costo dell'energia
e del dollaro - e ha buone prospettive per il 2001. Prospettive rosee anche se con qualche
ombra, come la persistente difficoltà a recuperare manodopera specializzata:
«L'apprendistato costa, e forma prevalentemente personale specializzato che poi
"emigra" in Svizzera» ha precisato Giorgio Merletti (nella foto), presidente da
alcuni mesi dell'associazione, chiamato a sostituire Dario Guidali pochi giorni prima
della bufera che lo ha coinvolto prima nell'associazione artigiani e poi in Camera di
Commercio.
Come è andata a finire per Guidali lo si
sa: ora ha perso entrambe le cariche da presidente. Ma cos'è successo alla categoria
degli artigiani? «La categoria degli artigiani da
questa storia ne esce maluccio. E noi più degli altri perchè ci siamo spesi maggiormente
sulla questione» sostiene Merletti «Ma questa storia insegna che è proprio la struttura
stessa dell'associazione che va profondamente rinnovata. Per decenni, gli artigiani hanno
avuto presidenti eletti senza alcun motivo dichiarato: non presentavano programmi, non
facevano promesse, non potevano quindi essere giudicati per il loro operato. E se venivano
rimossi, era dunque più per una questione di poltrone che per la valutazione negativa di
ciò che avevano fatto. Per questo noi abbiamo previsto un congresso nel prossimo anno che
riformerà profondamente anche il nostro statuto. Immaginiamo una carta etica, che fissi i
valori con cui la dirigenza dell'associazione si muova, e immaginiamo anche una riforma
della dirigenza, che fissi dei tempi massimi per oltre ai quali un presidente non può
essere riconfermato, che faccia diventare a termine anche il contratto di lavoro del
segretario, e che infine riporti equilibrio tra le due figure»
Figure che sono state, per diversi anni, confuse tra loro: «Momenti in cui
il segretario è diventato politico e il presidente è diventato gestore
dell'associazione» come dice lo stesso segretario coinvolto in queste vicende, Marino
Bergamaschi (nella foto).
Una gestione, quella passata ed evidentemente in
mano al presidente, "immobiliarista", come è stato accennato nella
conferenza stampa. Alla domanda se per caso la gestione passata avesse lasciato delle
sofferenze dietro di sè, la risposta di Bergamaschi è infatti stata: «La situazione
patrimoniale è ancora ben più che solida, ma diciamo che molti dei soldi risparmiati
sono stati spesi nella gestione passata per investimenti immobiliari».
Come e in che modo, tra le righe dei silenzi, non è
dato sapere. Quello che importa, ora, è ricominciare.
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