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Ore 11.36.52
Giorno
04/06/07
 
 
Varese - L'Associazione Artigiani fa il punto dell'anno passato, pensando al futuro. Con un occhio alla situazione economica del settore e uno all'affaire Guidali
Artigiani: dopo la bufera la svolta, e forse un pò di sole

L'anno prossimo sarà quello della svolta, parola di Associazione artigiani. L'associazione, da mesi ormai nella bufera per l'affare Guidali, ha approfittato in queste ore per fare i conti di fine anno nel mondo dell'artigianato e all'interno dell'associazione.

Un quadro positivo, visto dal punto di vista del settore, che è in decollo - anche se con fatica, a causa del costo dell'energia e del dollaro - e ha buone prospettive per il 2001. Prospettive rosee anche se con qualche ombra, come la persistente difficoltà a recuperare manodopera specializzata: «L'apprendistato costa, e forma prevalentemente personale specializzato che poi "emigra" in Svizzera» ha precisato Giorgio Merletti (nella foto), presidente da alcuni mesi dell'associazione, chiamato a sostituire Dario Guidali pochi giorni prima della bufera che lo ha coinvolto prima nell'associazione artigiani e poi in Camera di Commercio. 

Come è andata a finire per Guidali lo si sa: ora ha perso entrambe le cariche da presidente. Ma cos'è successo alla categoria degli artigiani? «La categoria degli artigiani da questa storia ne esce maluccio. E noi più degli altri perchè ci siamo spesi maggiormente sulla questione» sostiene Merletti «Ma questa storia insegna che è proprio la struttura stessa dell'associazione che va profondamente rinnovata. Per decenni, gli artigiani hanno avuto presidenti eletti senza alcun motivo dichiarato: non presentavano programmi, non facevano promesse, non potevano quindi essere giudicati per il loro operato. E se venivano rimossi, era dunque più per una questione di poltrone che per la valutazione negativa di ciò che avevano fatto. Per questo noi abbiamo previsto un congresso nel prossimo anno che riformerà profondamente anche il nostro statuto. Immaginiamo una carta etica, che fissi i valori con cui la dirigenza dell'associazione si muova, e immaginiamo anche una riforma della dirigenza, che fissi dei tempi massimi per oltre ai quali un presidente non può essere riconfermato, che faccia diventare a termine anche il contratto di lavoro del segretario, e che infine riporti equilibrio tra le due figure»

Figure che sono state, per diversi anni, confuse tra loro: «Momenti in cui il segretario è diventato politico e il presidente è diventato gestore dell'associazione» come dice lo stesso segretario coinvolto in queste vicende, Marino Bergamaschi (nella foto).

Una gestione, quella passata ed evidentemente in mano al presidente, "immobiliarista", come è stato  accennato nella conferenza stampa. Alla domanda se per caso la gestione passata avesse lasciato delle sofferenze dietro di sè, la risposta di Bergamaschi è infatti stata: «La situazione patrimoniale è ancora ben più che solida, ma diciamo che molti dei soldi risparmiati sono stati spesi nella gestione passata per investimenti immobiliari».

Come e in che modo, tra le righe dei silenzi, non è dato sapere. Quello che importa, ora, è ricominciare.

Stefania Radman

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