Quello che sta avvenendo ad Aermacchi e Finmeccanica non è semplicemente la
cessione di una quota di azienda, ma un fenomeno sociale che può coinvolgere intensamente
il nostro territorio: è con questa logica che i sindacati - Fim e Fiom in prima linea
- hanno invitato vertici dell'azienda, deputati e consiglieri locali ad un
pomeriggio di riflessione, svoltosi a villa Recalcati il 15 dicembre, sugli avvenimenti
che stanno per accadere alla gloriosa società aeronautica.
In effetti la cessione alla società
statale Finmeccanica della quota di Aermacchi, l'ultima società aeronautica indipendente
rimasta ancora in provincia, non è un passaggio che non lascia segni nella storia
industriale della provincia.
Il trasferimento delle quote a
Finmeccanica, che potrebbe avvenire già entro febbraio, non è però che il primo degli
impegnativi passi che spettano alla società: «Dopo la cessione delle quote a
Finmeccanica, Aermacchi entrerà a fare parte del gruppo aeronautico europeo ADS, valutato
intorno ai 30.000 dipendenti» spiega Primo MInelli, segretario provinciale della Fiom
«un passaggio che è necessario guardare da vicino, per capire in che contesto Aermacchi
si muove. Parlarne pubblicamente è importante perchè è un processo interessante
socialmente».
Un processo che può portare fortuna alla
società aeronautica venegonese, leader nel settore degli aerei addestratori, ma che può
anche stritiolarla in un processo che potrebbe rivelarsi più grande di lei. «Il
passaggio più importante non è quello del pacchetto Aermacchi in Finmeccanica: lì non
c'è discussione su chi è il leader del nostro settore, quello degli aerei addestratori»
ha confermato infatti l'amministratore delegato di Aermacchi, Giorgio Brazzelli «Il
passaggio più delicato sarà l'entrata nel supergruppo europeo ADS, che avverrà subito
dopo la cessione del pacchetto azionario a Finmeccanica: lì siamo con francesi del
calibro di Aerospatiale, con tedeschi e spagnoli. Quella sarà la vera sfida per mantenere
quel tipo di leadership».
A seguire e comprendere "dal vivo" il travaglio verso
Finmeccanica amministratori e politici legati per i più vari motivi ad Aermacchi: se a
fare da ospite c'era il presidente della provincia - e pilota - Massimo Ferrario, a
proporre addirittura una forma di azionariato popolare, c'era l'altro pilota della lega,
il senatore Giuseppe Leoni, che ha anche "strigliato" l'amministratore delegato
della società perchè i loro addestratori sono un pò difficili da usare per un
pur appassionato pilota civile. In prima fila c'era anche il consigliere provinciale
Stefano Tosi, che all'Aermacchi ci lavora, e tra gli interventi c'è stato anche quello
del deputato leghista Dario Galli, sindaco di Tradate, città confinante con la sede
Aermacchi e prestatrice di molti lavoratori dell'azienda. Proprio Galli ha saputo
ricordare, tra l'altro, come la zona varesina abbia avuto nella storia una
"concentrazione aeronautica" che non ha pari in tutto il mondo. E come, in una
industria monopolistica e costosa come quella aeronautica, la presenza politica di
sostegno e sponsorship del prodotto italiano sia sempre stata, e ancora è,
fondamentale.
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