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Ore 11.39.59
Giorno
04/06/07
 
 
Varese - Scoppia la polemica sui mercatini tra privati, a partire da una lettera della confarte varesina
Rigattieri in guerra contro i mercatini tra privati

Tutto è nato dall'annuncio della nascita di un nuovo mercatino dell'usato tra privati, chiamato col simpatico nome "mercà di barlafuus", che la Pro Loco varesina ha previsto per il periodo delle feste natalizie. Il "mercà di Barlafuus" è solo l'ultimo di una serie di mercatini nati intorno agli anni 90 e diventati un occasione "di moda" per pro loco e amministrazioni dei paesi del varesotto. Ma evidentemente deve essere stata anche la goccia che ha fatto traboccare il vaso tra antiquari e rigattieri che, commercianti regolarmente iscritti e paganti tasse, si sono visti "scavalcati" nella loro attività da una legione di hobbisti, o forse di commercianti cammuffati da dilettanti per non pagare le tasse.

"Il continuo proliferare di questi mercatini sta di fatto indebolendo le tradizionali fiere e mercati dell’Antiquariato, vedi Bosino e Fiera del Cardinale di Castiglione Olona - spiega la presidenza della Confarte varesina, l'associazione degli antiquari legata a Confesercenti, nella sua lettera aperta alla Pro Loco di Varese -  inoltre si crea una doppia categoria di commercianti: la prima, quella munita di regolare licenza, che paga le tasse e deve sottostare, giustamente, alle regole Amministrative, la seconda, l’Hobbista e il privato, nulla dà all’erario e svolge questa attività senza che possa garantire al consumatore la vera provenienza della propria merce".

«A dire il vero, noi  pensavamo innanzitutto di fare il mercatino di Natale sullo stile di quelli dell'Alto Adige - replica Maurizio Farè, presidente della Pro loco varesina - se adesso si fa una iniziativa diversa è per mancanza di esperienza. Non abbiamo infatti calcolato i tempi burocratici quando, a settembre, abbiamo pensato di metterlo "in cantiere". Quando abbiamo capito che era troppo tardi abbiamo pensato di non Varese senza nulla, è così abbiamo organizzato il mercato tra privati. Che, in fondo, è anche lui un sistema per socializzare, e per svuotare le cantine».

«Il mercato di quest'anno è solo un "ponte" per arrivare al vero mercatino di Natale che, per l'anno prossimo, siamo determinatissimi a organizzare» tranquillizza e conclude il presidente della Pro Loco Farè «Anzi, chiedo alla Confesercenti di non arrabbiarsi, ma di partecipare alla vita della Proloco come socia. Varese ha bisogno di iniziative più forti, più importanti di questa, che è simpatica ma è di piccole proporzioni. Ben vengano le critiche positive per migliorare la qualità della Pro Loco»

Il mercatino tra privati è una realtà ormai assestata nel nostra provincia: il primo a nascere è stato quello di Azzate, sette anni fa, sulla scorta delle esperienze estere. «Noi abbiamo portato ad Azzate una esperienza che era comune nei paesi esteri - spiega il presidente della Pro Loco di Azzate, Enzo Vignola - il nostro primo mercatino era di venti bancarelle: ora ogni mese ne abbiamo duecento»

A deteminare il successo del mercatino è soprattutto il pubblico, che invade il paese ogni ultima domenica del mese: «Tre, quattromila persone non capita spesso di raccoglierle in un paese - continua Vignola - ora ci sono bar ad Azzate che vivono su questa iniziativa. E per la Pro Loco è una esperienza più che positiva, perchè i proventi del mercatino permettono di finanziare l'attività annuale senza bisogno di cercare sponsors»

Cosa ne pensa della lettera aperta di Confarte? «Che i rigattieri sono i primi visitatori del nostro mercatino: arrivano alla mattina, rovistano e comprano a poco per poi rivendere maggiorato. E che il nostro mercatino ha delle regole che favoriscono il ricambio dei partecipanti, un espediente per assicurare che si tratti davvero di privati e non di "professionisti". I mercatini tra privati in effetti non hanno regolamentazione, ma anche noi aspettiamo con ansia la pubblicazione di norme certe» 

Stefania Radman

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