| Tutto è nato dall'annuncio della nascita di un nuovo mercatino dell'usato
tra privati, chiamato col simpatico nome "mercà di barlafuus", che la Pro Loco
varesina ha previsto per il periodo delle feste natalizie. Il "mercà di
Barlafuus" è solo l'ultimo di una serie di mercatini nati intorno agli anni 90 e
diventati un occasione "di moda" per pro loco e amministrazioni dei paesi del
varesotto. Ma evidentemente deve essere stata anche la goccia che ha fatto traboccare il
vaso tra antiquari e rigattieri che, commercianti regolarmente iscritti e paganti tasse,
si sono visti "scavalcati" nella loro attività da una legione di hobbisti, o
forse di commercianti cammuffati da dilettanti per non pagare le tasse.
"Il continuo proliferare di questi
mercatini sta di fatto indebolendo le tradizionali fiere e mercati dellAntiquariato,
vedi Bosino e Fiera del Cardinale di Castiglione Olona - spiega la presidenza della
Confarte varesina, l'associazione degli antiquari legata a Confesercenti, nella sua lettera aperta alla Pro Loco di Varese
- inoltre si crea una doppia categoria di commercianti: la prima, quella munita di
regolare licenza, che paga le tasse e deve sottostare, giustamente, alle regole
Amministrative, la seconda, lHobbista e il privato, nulla dà allerario e
svolge questa attività senza che possa garantire al consumatore la vera provenienza della
propria merce".
«A dire il vero, noi pensavamo
innanzitutto di fare il mercatino di Natale sullo stile di quelli dell'Alto Adige -
replica Maurizio Farè, presidente della Pro loco varesina - se adesso si fa una
iniziativa diversa è per mancanza di esperienza. Non abbiamo infatti calcolato i tempi
burocratici quando, a settembre, abbiamo pensato di metterlo "in cantiere".
Quando abbiamo capito che era troppo tardi abbiamo pensato di non Varese senza nulla, è
così abbiamo organizzato il mercato tra privati. Che, in fondo, è anche lui un sistema
per socializzare, e per svuotare le cantine».
«Il mercato di quest'anno è solo un
"ponte" per arrivare al vero mercatino di Natale che, per l'anno prossimo, siamo
determinatissimi a organizzare» tranquillizza e conclude il presidente della Pro Loco
Farè «Anzi, chiedo alla Confesercenti di non arrabbiarsi, ma di partecipare alla vita
della Proloco come socia. Varese ha bisogno di iniziative più forti, più importanti di
questa, che è simpatica ma è di piccole proporzioni. Ben vengano le critiche positive
per migliorare la qualità della Pro Loco»
Il mercatino tra privati è una realtà
ormai assestata nel nostra provincia: il primo a nascere è stato quello di Azzate, sette
anni fa, sulla scorta delle esperienze estere. «Noi abbiamo portato ad Azzate una
esperienza che era comune nei paesi esteri - spiega il presidente della Pro Loco di
Azzate, Enzo Vignola - il nostro primo mercatino era di venti bancarelle: ora ogni mese ne
abbiamo duecento»
A deteminare il successo del mercatino è
soprattutto il pubblico, che invade il paese ogni ultima domenica del mese: «Tre,
quattromila persone non capita spesso di raccoglierle in un paese - continua Vignola - ora
ci sono bar ad Azzate che vivono su questa iniziativa. E per la Pro Loco è una esperienza
più che positiva, perchè i proventi del mercatino permettono di finanziare l'attività
annuale senza bisogno di cercare sponsors»
Cosa ne pensa della lettera aperta di Confarte? «Che i
rigattieri sono i primi visitatori del nostro mercatino: arrivano alla mattina, rovistano
e comprano a poco per poi rivendere maggiorato. E che il nostro
mercatino ha delle regole che favoriscono il ricambio dei partecipanti, un espediente per
assicurare che si tratti davvero di privati e non di "professionisti". I
mercatini tra privati in effetti non hanno regolamentazione, ma anche noi aspettiamo con
ansia la pubblicazione di norme certe»
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