«Sono io l'osservato speciale». Risponde così Mario Beretta, alla domanda
se Sandro Mazzola fosse venuto al Franco Ossola per qualche giocatore del Varese. E'
contento il mister biancorosso, scherza e prende in giro. Tre punti conquistati, ossigeno
per una classifica fino ad oggi asfittica e soprattutto continuità di risultati. Otto
punti nelle ultime quattro gare, un indicatore preciso del buono stato di salute della
squadra.
(sopra Mario Beretta) Sulla partita con l'Albinoleffe tutti d'accordo: una brutta partita.
«Dal punto di vista tecnico il Varese non è stato brillante - dice Beretta - dal punto
di vista del carattere sì, mi è piaciuto perché ci ha creduto fino in fondo, tenendo
conto che oggi abbiamo vinto contro la squadra che ha a miglior difesa del campionato. La
squadra sta acquistando continuità e il turn over mi conferma che i ragazzi sono sempre
pronti e danno il massimo quando vengono chiamati in campo».
Il riferimento va chiaramente a Foschini, oggi in campo fin dal primo minuto, mentre il
turno di riposo è toccato ad Ambrosoni. Sul rigore sbagliato Beretta sorride,anche se è
consapevole che questo sta diventando un problema serio. «Ormai sappiamo che chi andrà a
calciare il prossimo rigore sentirà sulle spalle un peso non indifferente. Però se fosse
sempre così, sbagliare un rigore al primo minuto e segnare al novantesimo, non
sarebbe male».
Anche Oscar Piantoni (nella foto a
fianco) condivide l'analisi di Beretta. «Abbiamo
giocato male, la peggior partita che l'Albinoleffe ha disputato fino ad oggi. Sapevamo che
era difficile fare punti a Varese, una squadra ben strutturata. Sul gol non saprei cosa
dire, se non che qualcuno mi ha riferito che c'è stata una carica su Rosin». Stranamente
contento Nicola Radici, vice presidente con delega tecnica dell'Albinoleffe. «Piuttosto
che un altro pareggio, il settimo consecutivo, è meglio una sconfitta, almeno si smuovono
un po' le acque. La partita è stata brutta, ha vinto chi ci ha creduto di più, ma
entrambe hanno giocato male».
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