| Poteva essere la resa
dei conti; o linizio della fine. La vittoria scacciacrisi (?) dei Roosters contro la
neopromossa Udine serve forse a differire nel tempo la risoluzione di alcuni problemi; se
si tratta di una inversione di tendenza è ancora troppo presto per dirlo. E
certamente una autosmentita abbastanza clamorosa della società e del tecnico in
particolare. Una smentita che è su tutti un nome e un cognome: Dennis Wucherer. Fino a
ieri bistrattato brutto anatroccolo della panchina, osannato e preteso dal pubblico ma
dimenticato o deliberatamente escluso da Danna per motivi tecnici, apparentemente, per
scarsa affidabilità e oggi di fatto titolare. Trenta minuti filati in campo, 15 punti,
due coast to coast in cui il ragazzo scarica tutta la rabbia repressa per mesi. Qual è la
soluzione del mistero? Danna non parla. Ai microfoni si presenta il presidente Bulgheroni;
da queste pagine si era fatto notare che la sensazione di isolamento del coach giovedì
sera e di mancanza di presenze istituzionali al suo fianco potevano essere cattivi
segnali. Ci compiacciamo stasera che Bulgheroni abbia affrontato la mischia senza peraltro
dare linee interpretative chiare al cambiamento di scena proposto stasera: se non un
sibillino "Wucherer ha cambiato atteggiamento ed è chiaro che non possiamo vendere a
cuor leggero un giocatore che ha il rendimento che ha avuto stasera". Laltro
capo del ragionamento del presidente sembra essere questo: " Non possiamo più
fidarci dei giovani che abbiamo acquistato, adesso le partite si devono vincere".
Anche questa frase suona lievemente indecifrabile, dal momento che è pur vero che
Wucherer in panchina cè sempre stato e lesigenza di vincere le partite pure,
con lui o senza di lui, coi giovani o coi vecchi. Ma tantè. A parte il tedesco è tutta la squadra ad uscire, psicologicamente
soprattutto, vincitrice dal Palaignis, dove certo non era facile entrare in campo dopo
lumiliante prestazione contro Verona e con uno striscione ad accoglela nel quale
Danna era senza giri di parole invitato a mollare il colpo. Varese vi è entrata, ha
affrontato il match con lo spirito del o la va o la spacca, ha dominato una Snaidero
certamente non trascendentale e soprattutto non ha sperperato in alcuni minuti di apnea
della lucidità, come fin qui è sempre successo, il meritato vantaggio accumulato per
tutta la partita.
Pronti via, linizio è buono; in tre minuti tutti e
cinque i Roosters vanno a canestro. Hanno tutti, daltra parte qualcosa di cui
scusarsi e ottimi motivi per farsi perdonare. Labbrivio deciso fa scattare Varese
sul 12-4; dallaltra parte è il solo Smith, gran bel giocatore, a vedere il
canestro: lamericano sarà la spina nel fianco per tutta la partita con i suoi 31
punti finali e un ottimi contributo ai rimbalzi. Boniciollli prova la carta Cantarello per
sfruttare i centimetri in area. Danna risponde con Di Giulio Maria. Varese veleggia a +
10, con i 7 punti in fila di Pozzecco inferocito e smanioso come non mai, arriva al + 14.
Ciò nonostante Danna lo chiama in panchina. Il palazzo ha un fremito. Mai scelta fu più
impopolare. Il coach ha coraggio, non cè che dire o ama farsi mettere in croce. La
scelta di Davolio, tuttavia, gli da ragione e poco dopo segue lingresso di Wucherer,
sottolineato da cori di impazienza finalmente appagata. 30-18, il primo parziale. Con in
campo Davolio, Zanus, Wucherer, Di Giulio e Jones., Varese trova ancora sufficiente
continuità di gioco e nel tiro , fino a che qualcosa si inceppa, i tre piccoli in campo
schierati da Danna non danno sufficienti coperture e Smith continua il suo show fino alla
bomba del 3. Ci pensa Pozzecco a serpentinare per tre volte di fila per il nuovo + 9
fino alla bomba liberatoria di Wucherer sulla sirena per il 52-43 dellintervallo.
Il terzo quarto non verrà certo ricordato nei manuali di
una buona difesa, il problema che tra tutti ci pare il più cronico per Varese; cambi non
riusciti, zone scoperte, avversari dimenticati in area da soli e poca aggressività sugli
esterni. Fortuna che la difesa a zona di Udine è altrettanto flaccida e si lascia
facilmente bucare da Wucherer e Jones e ancora da Pozzecco. Fioccano i tiri da tre come
alloratorio, approfittando di impacciati capovolgimenti di fronte che lasciano
sguarnite intere zone del campo. La mira cè e non cè per entrambi, quel che
conta è che Varese mantiene il 12 punti di vantaggio per il rush finale. I dieci minuti
finali sono la prova del fuoco. Riemerge Burditt, che si muove come un anguilla sotto i
tabelloni, 18 punti per lui e 16 rimbalzi, ma è sempre Pozzecco a suonare le trombe per
la carica. Varese ritrova spirito in difesa, le 19 palle recuperate lo stanno a
dimostrare; rimangono, è vero, troppi buchi e la stanchezza di molti torna a farsi
sentire. Danna è preoccupato, vede i suoi incubi e chiama time-out. Udine ci prova
insistendo prima da sotto e poi chiamando anche Mian al super lavoro da tre. Fallo
sistematico negli ultimi minuti. Il vantaggio viene un po rosicchiato ma Davolio è
freddo nei suoi sei liberi consecutivi e la minaccia di un ennesimo crollo con beffa per
stasera è scongiurato.
Roosters Varese
Jones, 21, Vescovi, 9, Davolio, 8, Wucherer, 15, Di Giuliomaria, 2, Zanus Fortes, 6,
Gigena n.e, Burditt, 18, Cazzaniga, 2, Pozzecco, 22.
Allenatore Danna
Snaidero Udine
Lasa, 3, Smith, 31, Busca, 8, Alibegovic, 9, Maran, ne., Carraretto, 6, Cantarello, 3,
Zacchetti, ne., Mc Ghee, 17, Mian, 17.
Allenatore: Bonicciolli
|