Dalla
Boschina di Crenna sino alle colline moreniche della valle del Monte Divisio a Caiello. In
quella fascia di territorio il consigliere della Lega Nord Massimo Gnocchi ha proposto la
realizzazione di un parco naturale definito Gallarate-Nord. L'intenzione dei leghisti era
quella di organizzare un riordino complessivo delle gestione del verde pubblico,
potenziando gli stanziamenti e ottimizzando gli interventi in tutta la città. Con
un'ampia relazione sullo stato di piante, parchi e boschi in città, l'argomento è stato
ampiamente sviscerato anche dal "lumbard" Andrea Rigliano, in un documento che
chiedeva alla giunta di ragionare in termini di "città giardino"; pulizia,
manutenzione, piantumazione e tutto quello che può servire ad aumentare la vivibilità
nella città dei due galli. La relazione di Rigliano é stata
accolta positivamente dal vicesindaco Fabio Castano. "Si tratta di una filosofia che
condividiamo ampiamente" ha spiegato l'esponente di An, chiedendo alla Lega di
ritirare la mozione perché molte delle opere elencate sarebbero già nel programma di
questa amministrazione.
Ma, nonostante le convergenze, non sono state tutte rose e fiori.
L'emendamento di Gnocchi che chiedeva l'istituzione del parco era sottilmente polemico,
poiché identificava l'opera come compensativa rispetto alla grande trasformazione
urbanistica sulla 336. Una manovra in cui la giunta ritiene di aver assicurato ampie zone
a verde, ma che le opposizioni non mancano di mettere sul banco degli imputati da un mese
a questa parte. Risultato: il Polo ha detto no al parco naturale nella zona della
Boschina, anche se la giunta ha assicurato che anche in quell'area verranno predisposti
opportuni interventi per la sua valorizzazione ecologica.
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